Attacco terroristico di Kiev a Kherson sostenuto dalla Nato è contro la democrazia e il giornalismo

Andrew Korybko – 25/09/2022

Kiev’s NATO-Backed Terrorist Attack In Kherson Was A Strike Against Democracy & Journalism (substack.com)

Kiev ha bombardato un hotel nell’ex città ucraina di Kherson con missili domenica mattina in quello che le autorità locali hanno descritto come un attacco terroristico prepianificato sostenuto dalla NATO. Un ex funzionario della Rada che da allora aveva rotto i ranghi con il regime fascista installato dagli Stati Uniti è stato ucciso così come un’altra persona, mentre due giornalisti di RT sono miracolosamente usciti illesi. Considerando gli obiettivi e il contesto politico in cui questo sito civile è stato attaccato, si può dire che era inteso come un attacco contro la democrazia e il giornalismo.

Per quanto riguarda il primo, Kiev e i suoi sostenitori della NATO vogliono intimidire la gente del posto dall’esercitare il loro diritto politico all’autodeterminazione sancito dalla Carta delle Nazioni Unite. Non si accontentano di tentare solo di screditare questo processo agli occhi dei cittadini del Golden Billion, ma hanno deciso di intensificare effettuando un attacco terroristico pre-pianificato per punire chiunque voglia parteciparvi. Per quanto riguarda il secondo obiettivo di questo sciopero, non c’è dubbio che Kiev sapesse che i giornalisti di RT alloggiavano in quell’hotel, il che significa che voleva uccidere membri della stampa per aver riferito sul referendum.

L’ironia è che l’Occidente e i suoi delegati affermano di sostenere la democrazia e il giornalismo mentre allo stesso tempo sostengono che i loro nemici geostrategici come la Russia sono presumibilmente contro di loro, ma l’ultimo attacco terroristico sostenuto dalla NATO di Kiev espone la tragica verità dietro questa retorica. La realtà è che è la prima coppia che odia così tanto la democrazia e il giornalismo ogni volta che vengono esercitati in modi che vanno contro i loro interessi che effettueranno uno sciopero contro un hotel dove i giornalisti alloggiano mentre coprono un referendum locale.

Il cosiddetto “ordine basato sulle regole” che non si stancano mai di ricordare a tutti che sostengono non è quindi altro che l’attuazione arbitraria di due pesi e due misure intesi a far avanzare gli obiettivi americani a spese di tutti gli altri. Se Kiev e i suoi protettori occidentali si fossero veramente schierati in difesa della democrazia e del giornalismo come sostengono, allora avrebbero limitato i loro attacchi a obiettivi puramente militari invece di deliberare di colpire quelli civili, per non parlare di mentre i giornalisti alloggiavano lì. L’ultimo attacco terroristico dimostra quindi che il referendum in corso è qualcosa che temono profondamente.

La ragione di ciò è ovvia, ed è che l’esito prevedibile del voto dei locali per riunificarsi con la loro storica patria russa si tradurrà nell’espansione dei confini di quella grande potenza eurasiatica, dopo di che Mosca può proteggere i suoi territori appena incorporati con armi nucleari, se necessario. Sebbene intesa dal Cremlino come una misura pragmatica di de-escalation per congelare la linea di controllo o solo espanderla fino ai confini amministrativi pre-riunificazione di quelle regioni, l’America potrebbe ignorare questo ramoscello d’ulivo per ordinare a Kiev di lanciare un’invasione suicida attraverso la frontiera post-referendum.

Intanto il presidente Putin ha dichiarato che riconoscerà il risultato dei voti e utilizzerà tutti i mezzi a sua disposizione per proteggere il popolo e il territorio del suo paese. Ecco perché gli Stati Uniti vogliono così tanto far naufragare il referendum ordinando l’ultimo attacco di Kiev nel disperato tentativo di evitare questo scenario.

Nessun missile riuscirà a fermare l’esercizio dei diritti democratici come sancito dalla Carta delle Nazioni Unite né a dissuadere i giornalisti russi di livello mondiale dal riferire su questo evento storico. Tutto ciò che questo attacco terroristico ha ottenuto è che ha ulteriormente eroso la credibilità degli Stati Uniti e di Kiev esponendo il loro “ordine basato sulle regole” come la retorica ingannevole che è stata precedentemente descritta in questa analisi. Il mondo dovrebbe prendere atto che nessuno di questi due si preoccupa veramente della democrazia o del giornalismo, altrimenti l’attacco terroristico di domenica mattina non sarebbe mai accaduto.

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