Tre ex detenuti hanno rivelato che gli israeliani che il dottor Abu Safiya è sottoposto ad un trattamento “eccezionalmente duro.”
Dalle violenze sessuali inflittegli all’essere quasi sbranato dai cani. Così gli ex detenuti rinchiusi nelle segrete israeliane adibite a stupri e torture hanno raccontato gli orribili abusi subiti dal dottor Hussam Abu Safiya per mano delle guardie carcerarie israeliane. Il direttore dell’ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza è stato rapito dagli israeliani il 27 dicembre 2024 e ha ora trascorso quasi 500 giorni in prigionia israeliana senza accuse.
Tre ex detenuti hanno rivelato che gli israeliani che il dottor Abu Safiya è sottoposto ad un trattamento “eccezionalmente duro”, inclusa umiliazione e gravi abusi fisici e verbali da parte di unità carcerarie specializzate israeliane nel tentativo di cancellare la sua identità.
Ahmad Qaddas, recentemente rilasciato dalla detenzione israeliana, ha detto che altri detenuti potevano sentire il dottor Abu Safiya urlare mentre veniva picchiato, impotente a intervenire. “Ha passato la maggior parte del tempo seduto in uno stato di torpore a causa della grave stanchezza causata dalla tortura continua,” ha riportato Asra Media.
“L’ex prigioniero ha descritto con amarezza come il rispettato direttore dell’ospedale Kamal Adwan fosse stato ridotto a mormorare preghiere a bassa voce, le sue parole quasi incomprensibili nonostante i ripetuti tentativi di parlare, un’immagine che rifletteva il grave crollo fisico che aveva subito.”
Il detenuto recentemente rilasciato Hamza Abu Omeira ha incontrato il medico nell’ottobre 2025 e lo ha trovato già “in cattive condizioni di salute, visibilmente esausto e malato, indossava vestiti sporchi e mostrava segni di stanchezza continua.”
Nonostante lo stimato medico sia tenuto in detenzione da quasi un anno e mezzo, gli israeliani non sono riusciti a produrre alcuna prova di colpevolezza nei suoi confronti.
Tuttavia, ciò non ha impedito loro di condurre frequenti interrogatori, pieni di “percosse e abusi verbali”, ha rivelato Hamza. L’abuso incessante ha lasciato il medico in uno stato costante di vomito. “Il cibo non era salutare,” disse Hamza. “Vomitava tutto quello che mangiava. Ne prendeva un morso e subito vomitava.”

Inoltre, Hamza ha detto che gli israeliani hanno costretto il dottor Abu Safiya a trascorrere “sette giorni consecutivi incatenato mani e piedi, rendendo insostenibili compiti di base come mangiare, bere e usare il bagno.”
Gli israeliani lo hanno anche costretto “a ripetere frasi offensive su di sé mentre era sottoposto a gravi torture.”
Rami Abu Omeira, rilasciato dalla detenzione israeliana circa sei settimane fa, ha detto di aver assistito al terrore del dottor Abu Safiya da cani poliziotto, che gli hanno causato lividi sul corpo. “Gli hanno tolto i vestiti e gli hanno aizzato i cani addosso,” ha detto Rami. “I cani lo hanno attaccato, graffiato e buttato a terra.”
Gli israeliani non hanno dato alcun sollievo al resistente medico, anche mentre cercava di dormire. Rami ha detto che le “forze carcerarie hanno deliberatamente fatto irruzione nell’area dove dormiva il medico, lanciando granate stordenti e gas lacrimogeni vicino a lui prima di trasferirlo con la forza in quello che ha descritto come tentativi di rompere la sua resilienza psicologica.”
Le segnalazioni di torture estreme inflitte al dottor Abu Safiya sono abbondanti dal suo rapimento alla fine di dicembre 2024. Il suo avvocato all’inizio di quest’anno ha rivelato abusi fisici e mentali estremiche hanno fatto perdere 40 kg di peso corporeo al dottor Abu Safiya.
Rami ha avvertito che il medico rimane a grave rischio di essere ucciso o di morire a causa della tortura e ha chiesto un’azione urgente per salvargli la vita e assicurarsi il rilascio.
Il dottor Abu Safiya ha affrontato gravi difficoltà prima della sua detenzione mentre cercava di mantenere in funzione l’ospedale Kamal Adwan, l’ultimo ospedale esistente nel nord di Gaza all’epoca, nonostante un assedio israeliano durato settimane. Gli israeliani hanno ucciso Ibrahim, figlio del dottor Abu Safiya, in un attacco con drone nei pressi dell’ospedale. Poco dopo il rapimento, la madre del medico morì dopo aver subito un infarto. Gli israeliani non gli permisero di partecipare alle sue preghiere funebri.
Nonostante gli appelli di Amnesty International, varie agenzie ONU e organizzazioni palestinesi per i diritti umani che chiedono la sua liberazione, il dottor Abu Safiya continua ad essere sottoposto a condizioni insopportabili nella detenzione israeliana. Il suo unico conforto è nella preghiera. Secondo Hamza, “Il dottor Abu Safiya si è affidato molto alla preghiera e alla spiritualità per resistere alla detenzione, chiedendo costantemente ad Allah di alleviare la sua sofferenza e chiedendo preghiere agli altri detenuti.”
Palestine Will Be Free – 10/05/2026

