Fulvio Grimaldi: “Lupi, lupacchiotti e sempre quei vizi” (chiedendo scusa al lupo vero)

In margine al neomaccartismo italiota.

Mio intervento ai SS.Apostoli, manifestazione del 4 giugno 2022 contro le guerre della Nato e per l’Italia fuori dalla Nato.

 

Forum di Visione TV sul nuovo maccartismo italiota esemplificato dalle liste di proscrizione del complesso media-intelligence, sullo sfondo di quanto va succedendo in Ucraina e oltre. Partecipano, oltre a me, Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista e Davide Rossi, analista politico.

 

Forum di  Visione TV sulla immonda vicenda inflitta dagli angloamericani al libero giornalista Julian Assange, con me, Paolo Borgognone e Enzo Pennetta. Dove va anche valutato l’atteggiamento degli organi sindacali e regolatori del nostro giornalismo, rispetto a un giornalista vero, Assange e a una probabile barba finta, Regeni. Ottima introduzione alle prodezze mediatiche e della nostra Intelligence.

 

Libertà? Facciamola finita

I tre link qui sopra trattano quello che certamente è l’argomento del giorno, del mese, dell’anno, del secolo: la libertà. A partire dalla libertà di esprimersi, in questi giorni messa in causa da giornali e dagli eterni servizi segreti ontologicamente eversivi, nel modo più aggressivo e prevaricatore dai tempi dei fasti nazifascisti. Sarà perchè di questi tempi l’ordine di servizio arriva dall’alto e da fuori e sarebbe letale schivarlo.

“Che cosa vuole un tiranno? La fedeltà assoluta dei propri sudditi. Vuole sapere chi è con lui, senza se e senza ma. Il suo potere non ha fondamenta ragionevoli (se le avesse non sarebbe un tiranno), quindi nulla lo disturba di più di chi solleva distinzioni e complicazioni, possibile preludio a obiezioni. Lo disturba, in altre parole, il pensiero, che non può evitare, se attivato, di rendersi conto della complessità del reale, dei pro e dei contro presenti in ogni situazione, in ogni scelta…. Meglio allora una rappresentazione del mondo e dell’ambiente sociale in cui non esistono sfumature di girgio, ma solo un bianco e un nero altrettanto lampanti.”  Ermanno Bencivenga, filosofo.

Se prescindiamo dal tiranno collettivo, come oggi si è raggrumato nella sessantina di persone che dispongono di una ricchezza pari a quella della metà della specie umana e che, nei recenti fori di Davos e di Bilderberg, hanno ribadito i termini di una tirannide globale, ne abbiamo una convincente rappresentazione individuale nell’osannato Volodymyr Zelensky. Il guitto installato, su mandato USA e grazie ai buoni uffici Azov, su un trono a Kiev, è stato davvero bravo. Intervenendo in ogni anfratto dello scibile umano, dalle tribune dei potenti, agli schermi della narrazione del bene e del bello, alle sagre della porchetta, è riuscito a bonificare sgherri nazisti e carnefici SS e riabilitare un mondo che ci si era illusi di aver seppellito nel 1945, grazie, tra l’altro, al sacrificio di 27 milioni di russi.

Il giornale più importante d’Italia si fa campione di una specie di Revenge Porn, di apologia di reato, di istigazione a delinquere (l’invito a collaudati terronazisti ucraini a provvedere ai “putiniani”) così confermando lo sprofondamento del sistema mediatico oltre il fondo del barile, in un buco nero di sterco. C’è da stupirsene alla vista  del conforto che gliene viene, nel nome ovviamente della “sicurezza”,  da coloro che di quella sicurezza dovrebbero essere i nostri garanti e che, infatti, ce l’hanno garantita da Piazza Fontana a Via d’Amelio?

Il cerchio tra informazione (media) e determinazione di regime (Servizi) si chiude, però dopo essere passato per Kiev, dove il cartoNato con zanne, di cui sopra, ha provveduto a sacralizzare il bianco e il nero del testo di Bencivenga, eliminando dalla scena della democrazia, lì “difesa a nome di tutta l’umanità”, russi esclusi, il massimo partito d’opposizione (di cui ha messo ai ceppi il leader), ma anche tutti gli altri partiti. Undici. Operazione celebrata all’unanimità dal concerto dei domestici mezzi d’informazione, anche perchè tutti eliminati salvo uno, quello di lui, del cartoNato.

Abbiamo preso a modello un simile modo di gestire la cosa pubblica e condividiamo i suoi riflessi. Le eliminazioni morali (mediante denudamento e imbrattamento di dissidenti legati al palo della luce), e, ove necessario, quelle fisiche (attraverso sparo alle ginocchia, o alla testa). Per ora quanto alle prime, ci accontentiamo della gogna cartacea, e alle seconde, ci limitiamo alla segnalazione a qualche profugo ucraino di buone intenzioni.

Benintenzionati si arrovellano intorno al quesito – fiore del rigoglioso bosco dei misteri nel quale passeggiamo da 77 anni – di chi possa aver fornito l’inchiostro alla fine penna  della vicedirettrice Sarzanini del Corriere, quando ha esposto all’indignazione di Mattarella e alla vendetta di Azov i volti e i nomi dei reprobi che la vulgata di Zelensky e dei suoi sguatteri di redazione non se la bevono.

Con altrettanta, inutile, ragione avrebbero potuto chiedersi chi avesse suggerito al commissario Calabresi il nome del defenestrando anarchico Pinelli, o chi avesse spedito a Capaci il neoscoperto (dopo trent’anni) Delle Chiaie, o chi fosse e cosa vesse fatto con l’Agenda Rossa di Borsellino l’uomo dei Servizi che quell’agenda se l’è rubata in Via D’Amelio, o chi avesse ordinato e poi bloccato il golpe Borghese, o perchè i Servizi ospitassero nel loro palazzo i “brigatisti” rapitori di Moro….

Vedete, dalle parti di Zelensky, a domande del genere risponde, in modo rapido e succinto, un sicario dei Battaglioni Azov (addestrati dalla CIA, quanto i nostri Gladio, Stay Behind e successori SIM, SIFAR, AISE, AISI….). Da noi, ansiosi di copiare quel modello, una volta superati, con nuova emergenza, da pandemia o surriscaldamento, gli ultimi ostacoli, per ora ci si limita alla velina al Corriere e alle segnalazioni a qualche volenteroso profugo ucraino.

Ponzio Pilato Adolfo Urso, presidente del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica (COPASIR), l’ho ascoltato sabato scorso a “Radio anch’io”. Cito a memoria: Dobbiamo misurarci con le Fake News (Notizie false · finte · fasulle · contraffatte · fittizie). Dalla Cina e dalla Russia ci arrivano solo Fake News. Implicito, le news vere sono quelle che produciamo da questa parte del mondo. Era la news vera che Adolfo Urso ha concesso agli ascoltatori di “Radio Anch’io” da tesaurizzare per il weekend (“fine settimana” per i burini). Di lì a 48 ore la Colonna Infame degli “influencer” (“suggestionatori” per i burini) filoputiniani era sui flani del Corriere della Sera.

Autentico cancro diffuso in tutto il corpo della Repubblica, peggio ma molto peggio dell’OVRA, il groviglio infetto ha infestato il corpo della nazione e ha fatto capolino in tutte le stragi che ne hanno accompagnato il percorso “democratico”, a partire dalla sua costituzione. E noi dovremmo farci intontolire da un suo sorvegliante con fiamma tricolore (Fratelli d’Italia, non lontani dai fratelli ucraini) che ci traccia i campi del bianco e del nero? Presiede alla sicurezza della Repubblica? Che si facesse un giro dalle parti di Piazza Fontana, di piazza della Loggia, della stazione di Bologna, di via dei Georgiofili, di Via Palestro, di Via Fani, di Capaci e via d’Amelio. Un sacco di gente dalle tombe glie ne riconoscerebbe un merito.

Fulvio Grimaldi

09/06/2022

MONDOCANE: In margine al neomaccartismo italiota — LUPI, LUPACCHIOTTI E SEMPRE QUEI VIZI (chiedendo scusa al lupo vero) (fulviogrimaldi.blogspot.com)

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