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No alla Fiera delle armi a Parma: la protesta delle associazioni pacifiste

11 associazioni firmano una lettera aperta indirizzata alle Istituzioni locali per esprimere la loro contrarietà alla svolgimento della fiera delle armi in programma a Parma nel mese di Marzo 2026.

 

Gentilissimi

Presidente Ente Fiere di Parma, Franco Mosconi

Sindaco di Parma, Michele Guerra

Presidente della Provincia di Parma, Alessandro Fadda

Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale

 

Lettera aperta agli organi di informazione e alla cittadinanza
 
 
Oggetto: Perché la fiera delle armi a Parma?

 

Venuti a conoscenza, grazie alla lettera aperta inviatavi il 5 novembre da Casa della Pace di Parma, che nel calendario di Ente Fiere di Parma è prevista nei giorni 28-30 marzo 2026 la fiera EOS, nota anche come La fiera delle armi, noi sottoscriviamo la medesima lettera che quindi di seguito riproduciamo integralmente aggiungendo a termine una richiesta esplicita.

“Apprendiamo dal calendario di Ente Fiere di Parma che nei giorni 28 – 30 marzo 2026 si terrà a Parma la fiera EOS (European Outdoor Show), presentata come fiera di caccia, tiro sportivo, outdoor, turismo venatorio-gastronomico. E’ una fiera di armi. Prima era stata a Brescia, poi a Vicenza, a Verona nelle due edizioni più recenti. Di cosa si tratti ce lo esprimono con chiarezza filmati reperibili in rete, qui su EOS Verona 2024 e 2025:

https://www.youtube.com/watch?v=xqT143ejf_E&ab_channel=ChristianFranzTragni

https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2025/02/verona-fiera-caccia-pesca-protesta-pacifisti-contro-produttori-armi-5c4d588c-7143-4e9a-9ed1-25000f23a5b6.html

https://www.lastampa.it/cronaca/2025/02/11/video/verona_proteste_per_i_bambini_con_i_fucili_in_mano_alla_fiera_eos_scene_da_educazione_siberiana-14995777/

Fiere che, pur essendo da anni evidente il declino della pratica della caccia, promuovono il possesso di armi da parte dei cittadini. Con incursioni, a Brescia e a Vicenza, di politici alla ricerca di consensi. Semplici esplorazioni in rete ce lo documentano.

Nelle due edizioni di Verona tre associazioni nazionali – Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza, Rete Italiana Pace e Disarmo e Movimento Nonviolento – avevano proficuamente collaborato  con l’Amministrazione comunale scaligera, con Verona Fiere ed anche con gli stessi organizzatori di EOS raggiungendo significativi correttivi: un Codice etico escludente la difesa personale dai settori della manifestazione, un Regolamento Visitatori e un Regolamento Generale degli Espositori che non ammetta aziende produttrici di armi di Stati sottoposti a embargo dalle Nazioni Unite o ritenuti responsabili dalle Nazioni Unite di crimini di guerra e crimini contro l’umanità, l’esclusione nella manifestazione di interventi di tipo politico, una maggiore attenzione alla tutela dei minorenni ai quali è stato precluso il maneggio delle armi. 

Misure come quest’ultima, auspicabilmente da estendersi proprio per la tutela dei minori, che per essere effettive richiedono un certissimo controllo all’interno garantito da Forze dell’ordine e servizi dell’Ente Fiere. Controllo che nemmeno a Verona risulta essere stato sufficiente.

Circa il trasferimento da Verona a Parma leggiamo nel comunicato stampa delle tre predette associazioni che “gli organizzatori – come riportato da alcune fonti di stampa – chiederebbero di poter condividere l’evento con gli appassionati italiani e stranieri in un clima di maggiore serenità, condizione venuta a mancare nelle ultime due edizioni organizzate a Verona”. Poiché non vogliamo affatto – nel momento di grave preoccupazione, non solo per il riarmo generale, ma anche per la violenza privata spesso perpetrata con armi legalmente detenute – che una fiera di armi a Parma possa trovare “maggior serenità” che a Verona,

al Presidente di Ente Fiere di Parma chiediamo: 

–        Per quanto tempo ha firmato il contratto per EOS? E’ revocabile? 

–        I soci di Ente Fiere erano informati? Tra i soci ci sono il Comune di Parma (per il 15,96%), la Provincia di Parma (per altro 15,96%) e la Regione Emilia Romagna (per il 4,14%). Da considerare anche che nel nostro territorio ci sono numerosi Comuni che prendono le distanze dalle armi, esprimendo Assessorati per la pace ed anche Assessorati per il benessere animale. 

–        Non le sembra che questo nostro tempo sia già fin troppo dominato dalle armi? 

Anche al Sindaco di Parma, al Presidente della Provincia di Parma, al Presidente della Regione Emilia Romagna chiediamo se fossero stati preventivamente informati, in quanto soci, da Ente Fiere, se avessero dato il loro consenso, se possano agire su quel contratto. Nell’immediato, avvicinandoci all’edizione a Parma della fiera, occorre già da ora quantomeno impostare col rispetto delle regole l’eliminazione di aspetti gravi che i filmati ci dicono sussistere. Verona ci ha indicato la strada da percorrere.”

Oltre a tali concrete azioni di contenimento più che mai necessarie e ritenute minimali, esprimiamo la nostra contrarietà alla promozione e alla realizzazione a Parma di questa fiera e la necessità che venga fermata. Meglio non fare questa fiera, né a Parma né altrove.

 

Parma, 7 novembre 2025

 

Montanara Laboratorio Democratico
Donne in nero
Casa delle donne
CIAC
Parma Città Pubblica
Coordinamento Democrazia Costituzionale
Anpi sezione di Parma
Anpi provinciale
LIBERA PARMA
ANPPIA
PARMA POR CUBA

 

messaggio inoltrato da: Casa della Pace (Parma)

 

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