img

Comune di Bologna, da oggi parte il referendum de* lavorat* sul Fondo 2025: votare NO

Da questo giovedì e fino a lunedì 22 dicembre alle ore 14 è in corso il referendum consultivo online per tutti i lavoratori del Comune di Bologna, sull’ipotesi di accordo per la distribuzione del Fondo Risorse Decentrate 2025 del Comune di Bologna

 

COMUNE DI BOLOGNA – SCATTA OGGI IL REFERENDUM SUL FONDO DEL SALARIO ACCESSORIO 2025

 

COBAS: “Ecco perché votare NO, per difendere salario, diritti e dignità dei lavoratori”

Da questo giovedì e fino a lunedì 22 dicembre alle ore 14 è in corso il referendum consultivo online per tutti i lavoratori del Comune di Bologna, sull’ipotesi di accordo per la distribuzione del Fondo Risorse Decentrate 2025 del Comune di Bologna, promosso unitariamente da tutte le sigle sindacali rappresentate in RSU.

I COBAS del Comune di Bologna (risultati il terzo sindacato alle ultime elezioni con il 13,1%) invitano lavoratrici e lavoratori a votare NO, ritenendo l’accordo proposto dall’Amministrazione Comunale inadeguato, imposto unilateralmente e privo di una reale trattativa.

«Votare NO non significa bloccare tutto – spiegano i COBAS – ma respingere un accordo al ribasso e creare le condizioni per tornare al tavolo negoziale più forti, con l’obiettivo di tutelare salario, lavoro e dignità del personale comunale».

Un Fondo sottostimato
Secondo i COBAS, l’aumento del Fondo 2025 – quantificato dall’Amministrazione in poco più di 2,4 milioni di euro – è largamente insufficiente e non sfrutta appieno le possibilità offerte dalla normativa vigente.
Una valutazione contestata fin dall’inizio da tutte le organizzazioni sindacali e che ha portato a mesi di mobilitazione culminati nello sciopero del 6 novembre, il più partecipato degli ultimi vent’anni nel Comune di Bologna.

Nessuna garanzia per il futuro
L’ipotesi di accordo, sottolineano i COBAS, non contiene alcun impegno per il 2026 e per gli anni successivi: nessuna garanzia di incremento strutturale del Fondo, nessuna prospettiva di riapertura del confronto su basi economiche diverse. «Si chiede ancora una volta ai lavoratori di accontentarsi oggi, senza certezze per domani», denunciano.

Progressioni economiche limitate e straordinari ignorati
Sul fronte delle Progressioni Economiche Orizzontali, l’accordo si limita al solo 2025 e non prevede un percorso pluriennale che consenta di coinvolgere progressivamente tutta la platea. Totalmente assente, inoltre, qualsiasi risposta al tema degli straordinari, ormai strutturali a causa della grave carenza di personale. «I servizi reggono grazie allo straordinario – affermano i COBAS – ma l’accordo fa finta che il problema non esista».

Pressioni inaccettabili
I COBAS respingono anche le pressioni esercitate al burrascoso incontro del 16 dicembre dall’Amministrazione , che ha lasciato intendere il rischio di perdere PEO o produttività in caso di mancata firma dell’accordo.
«L’Amministrazione per mesi non ha voluto trattare e quando si è giunti alla possibilità di restituire parte delle risorse ai salari, bloccati da 15 anni, ha preferito andare al muro contro muro.
E ora pensa di usare la mancata firma di un accordo inaccettabile come strumento di ricatto per non assumersi le sue responsabilità: ma le progressioni e i salari dei lavoratori non possono essere usati come pistola alla tempia – ribadiscono i rappresentanti dei COBAS – e possono e devono essere garantite anche unilateralmente dall’A.C., indipendentemente dalla firma dell’accordo e dall’esito del referendum».

Il NO come scelta di responsabilità
Infatti, in caso di vittoria del NO, spiegano i COBAS, le risorse non verranno perse e, come ribadito recentemente da varie deliberazioni della Corte dei Conti, sarà possibile per l’A.C. procedere comunque all’erogazione delle PEO con decorrenza 1° gennaio 2025 e destinare le restanti risorse a produttività e straordinari, rimandando al 2026 una trattativa vera, trasparente e basata su numeri verificabili.

«Per queste ragioni – concludono i COBAS – votare NO è una scelta di responsabilità e uno strumento di partecipazione democratica.
Serve a dare un messaggio chiaro all’Amministrazione: i lavoratori del Comune di Bologna non accettano accordi imposti e al ribasso».

img
COBAS

ECCO PERCHÉ AL REFERENDUM SUL FONDO
VOTIAMO NO

Scopri perché votare NO al referendum consultivo on line sul fondo non significa bloccare tutto.
Anzi.
Un NO con un’affluenza alta renderà possibile tornare al tavolo più forti e chiedere che si proceda all’erogazione delle PEO, lasciando tutte le altre risorse a produttività e straordinari.
Scopri perché votare NO è una scelta di responsabilità: serve a difendere il salario, il lavoro e la dignità di tutte e tutti e a riaprire una trattativa che oggi questa A.C. vorrebbe chiudere.
Come sempre al ribasso.

 

Bologna, 18/12/2025 –

COBAS Lavoro Pubblico – Comune di Bologna
sede Città Metropolitana: via san Carlo 42 Bologna
tel 051241336

lavoropubblico.cobas.it

 

Sharing - Condividi