Scomparso Claudio Giusti, studioso e lottatore contro la pena di morte

Il nostro caro amico e collaboratore di AmbienteWeb, Claudio Giusti, ci ha lasciato ieri, a causa di complicanze legate al maledetto Covid. Siamo addolorati per questa perdita e ci stringiamo intorno alla sua famiglia. Read More “Scomparso Claudio Giusti, studioso e lottatore contro la pena di morte”

Il 5 Marzo al Pantheon per chiedere la scarcerazione di Patrick Zaki

Giovedì 5 marzo a Roma, dalle 18 al Pantheon, Amnesty International manifesterà nuovamente per chiedere la scarcerazione dello studente egiziano dell’Università di Bologna Patrick George Zaki.

L’appuntamento precederà l’udienza di sabato 7 marzo nella quale si deciderà se rinnovare o meno la detenzione preventiva di Zaki.

L’udienza avrà luogo a un mese esatto dall’arresto, avvenuto all’aeroporto del Cairo, dell’attivista e ricercatore egiziano di 27 anni.

Zaki era partito da Bologna, dove vive per motivi di studio, per trascorrere un periodo di vacanza nella sua città natale, Mansoura, in Egitto. Una volta atterrato all’aeroporto è scomparso per 24 ore. Nessuno, compresi i suoi genitori, è stato inizialmente informato del suo arresto.

È stato poi posto in detenzione preventiva, indagato per cinque diversi capi d’accusa contenuti in un mandato di cattura emesso nel settembre 2019, quando era già in Italia: minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento a manifestazione illegale, sovversione, diffusione di notizie false e propaganda per il terrorismo.

“L’obiettivo della detenzione preventiva prolungata è di consegnare un prigioniero all’oblio. Per questo, è fondamentale che in vista dell’udienza di sabato prossimo, e di quelli che eventualmente seguiranno, non si disperdano l’entusiasmo, l’emozione e la solidarietà dell’ultimo mese e che ognuno continui a fare la sua parte”, ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

Alla manifestazione di giovedì 5 marzo hanno aderito, tra gli altri, Federazione nazionale della stampa italiana, Articolo 21 e Cooperativa Auxilium.

Roma, 4 marzo 2020

L’appello “Libertà per Patrick” è online all’indirizzo:
https://www.amnesty.it/appelli/liberta-per-patrick/

Per ulteriori informazioni:
“Egitto: Rapporto “Stato d’eccezione permanente” (27/11/2019)
https://www.amnesty.it/egitto-rapporto-procura-sicurezza-di-stato/

 

Appello per impedire l’estradizione di Assange negli Stati Uniti

Gli Stati Uniti d’America devono annullare tutte le accuse contro Julian Assange, incluse quelle di spionaggio relative alle attività di pubblicazione di documenti nell’ambito del suo lavoro con Wikileaks.

Gli incessanti tentativi del governo Usa di processare Julian Assange per aver reso pubblici documenti riguardanti anche possibili crimini di guerra commessi dalle forze armate statunitensi non sono altro che un assalto su larga scala al diritto alla libertà d’espressione.

Julian Assange è attualmente detenuto nella prigione di massima sicurezza di Belmarsh, nel Regno Unito, sulla base della richiesta di estradizione degli Usa per accuse che derivano direttamente dalla pubblicazione di documenti segreti nell’ambito del suo lavoro con Wikileaks.

Ci opponiamo fermamente all’eventualità che Julian Assange sia estradato o trasferito in ogni altro modo negli Usa, dove rischia di subire gravi violazioni dei diritti umani, tra cui condizioni di detenzione che potrebbero equivalere a tortura e altri maltrattamenti, come un prolungato isolamento. Il fatto che sia stato obiettivo di una campagna ostile promossa da funzionari Usa fino ai più alti livelli compromette il suo diritto alla presunzione di innocenza e lo espone al rischio di un processo iniquo.

La pubblicazione di documenti da parte di Julian Assange nell’ambito del suo lavoro con Wikileaks non dovrebbe essere punita perché tale attività riguarda condotte che il giornalismo investigativo svolge regolarmente nell’ambito professionale. Processare Julian Assange per questi reati potrebbe avere un effetto dissuasivo sul diritto alla libertà di espressione, spingendo i giornalisti all’autocensura per evitare procedimenti giudiziari.

Proteggi il diritto alla libertà di espressione. Chiedi alle autorità statunitensi di annullare le accuse contro Julian Assange derivanti solo dalle sue attività di pubblicazione di documenti con Wikileaks. Firma il nostro appello al Procuratore Generale degli Stati Uniti William P. Barr.

Annullare le accuse contro Julian Assange

 

Svizzera, al voto legge antiterrorismo limitante delle libertà personali

Alla vigilia del voto della commissione Affari legali del parlamento svizzero su una proposta di legge antiterrorismo presentata dal governo, Amnesty International ha espresso preoccupazione per una normativa che considererebbe “potenziali rei di terrorismo” persino minori di 12 anni.

La Legge federale sulle misure di polizia per combattere il terrorismo all’esame del parlamento di Berna autorizzerebbe all’emissione di ordinanze per limitare i diritti alla libertà personale, di movimento, di espressione, di riunione nonché quelli alla privacy, alla vita familiare e al lavoro sulla base del vago concetto che una persona potrebbe, in futuro, costituire una minaccia alla sicurezza nazionale.

La normativa consentirebbe inoltre alle forze di polizia ampi poteri di disporre arresti domiciliari, divieti di viaggio e misure di sorveglianza elettroniche a fronte di scarse, se non nulle, salvaguardie nei confronti degli abusi di legge.

“Se la polizia ritiene che una persona costituisce una minaccia, il sistema giudiziario deve indagarla, incriminarla e processarla. Così funziona il diritto penale”, ha dichiarato Julia Hall, esperta di Amnesty International su antiterrorismo e diritti umani in Europa.

“Limitare le libertà personali non su cosa si è fatto in passato ma su cosa si potrebbe fare in futuro apre le porte agli abusi di legge. Le misure previste dalla proposta di legge, alcune delle quali applicabili anche a minori di 12 anni, non comprendono salvaguardie adeguate e potrebbero essere applicate in modo arbitrario e discriminatorio”, ha aggiunto Hall.

Secondo l’ultima versione del testo, gli arresti domiciliari preventivi possono essere rinnovati a tempo indeterminato, a partire dai 15 anni in su.

L’ufficio federale della polizia beneficerebbe di un elevato grado di discrezione nel disporre misure amministrative di controllo. Nella maggior parte dei casi, queste non necessiterebbero di un’autorizzazione giudiziaria preventiva e sarebbe sufficiente una vaga prova sulla possibile futura minaccia alla sicurezza nazionale della persona sottoposta ai controlli. Questo criterio è contrario al principio della certezza del diritto ed è incline all’abuso.

Questa discrezionalità, sommata all’assenza di salvaguardie certe – come il diritto a un’udienza in cui una persona possa contestare la ragionevolezza del sospetto e abbia a disposizione la documentazione necessaria per portare avanti tale contestazione – creerebbe una condizione di svantaggio per la persona sottoposta ai controlli. In questo senso, la proposta di legge viola il principio che una persona sospettata debba contestare “ad armi pari” ogni accusa nei suoi confronti.

“Il diritto internazionale richiede agli stati di prendere misure appropriate per proteggere i cittadini da attacchi contro i civili, al fine di assicurare la loro sicurezza e incolumità. Tuttavia, le norme antiterrorismo devono rispettare sempre lo stato di diritto e gli obblighi previsti dal diritto internazionale dei diritti umani. La minaccia degli attacchi terroristici è molto concreta e dev’essere affrontata con risolutezza ma il compito dei governi dev’essere quello di garantire ai cittadini la sicurezza dei loro diritti anziché limitare i diritti in nome della sicurezza”, ha sottolineato Patrick Walder, coordinatore delle campagne di Amnesty International Svizzera.

“Privare le persone della loro libertà imprigionandole in casa senza una procedura equa a disposizione per contestare questi provvedimenti viola profondamente gli obblighi della Svizzera in materia di diritti umani. In particolare, i minorenni non dovrebbero mai essere sottoposti a provvedimenti del genere. Il parlamento svizzero deve respingere questo tentativo di concedere poteri senza limiti alla polizia”, ha concluso Walder.

Amnesty International Svizzera si è unita alla Piattaforma diritti umani (un’alleanza di oltre 80 organizzazioni non governative svizzere) nella richiesta di non approvare la proposta di legge antiterrorismo del governo di Berna.

AMNESTY INTERNATIONAL

COMUNICATO STAMPA

Roma, 15 gennaio 2020

Yemen: abbandono ed esclusione di milioni di persone con disabilità

In Yemen milioni di persone con disabilità non solo sopportano da anni il peso del conflitto armato ma vanno incontro anche a una profonda esclusione, all’interno di una crisi umanitaria che secondo le Nazioni Unite è attualmente la più grave del mondo. Read More “Yemen: abbandono ed esclusione di milioni di persone con disabilità”