Corona virus, la questione politica

In questi giorni abbiamo sentito molti cittadini interrogarsi su quello che sta veramente accadendo, se sia un prodotto della natura o frutto di diaboliche iniziative. Sono domande giustificate visto lo standard di criminalità degli imperialisti negli ultimi decenni (basta pensare agli attentati dell’11 settembre). Noi però non abbiamo al momento la possibilità di dare un giudizio su questo. Possiamo però vedere lucidamente il contesto in cui la questione virus si è manifestata e ha preso anche in Italia la dimensione che ha preso.

Il contesto è quello di un crescendo di guerre, combattute e minacciate[*], di sanzioni economiche per strangolare un numero crescente di paesi e di operazioni di destabilizzazione e ‘regime change’ finanziate con larghezza di mezzi (come per esempio Hong Kong) ed è un contesto in cui il nostro ‘grande alleato’ americano dichiara apertamente, in tutti i suoi documenti ufficiali, che ogni avanzamento della Cina sul terreno economico, tecnologico o di rafforzamento delle relazioni internazionali (via della seta) costituisce una ‘minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti’. In queste circostanze anche l’epidemia in Cina è stata subito utilizzata politicamente e amplificata mediaticamente per cercare di isolare il paese, metterlo sul banco degli imputati e approfittare delle sue difficoltà.

L’ormai evidente esagerazione del pericolo virus è nata e cresciuta in questo contesto e sta producendo situazioni grottesche e rilevanti danni economici anche in Italia.

La questione principale, che si pone ormai in termini inderogabili, è quella dell’uscita dell’Italia dalla spirale che porta alla guerra. L’Italia non ha nemici e l’unica cosa che può veramente mettere a rischio la sua sicurezza è l’essere trascinata nelle guerre promosse dal grande alleato che non accetta di essere su un piano di parità con gli altri paesi e minaccia sfracelli per mantenere il suo ingiustificato predominio planetario.

Bisogna che un’ampia mobilitazione popolare riesca a mettere all’ordine del giorno il rispetto dell’articolo 11 della Costituzione, che da anni è stato buttato alle ortiche, il ripristino del diritto internazionale e il rifiuto di aggressioni economiche (sanzioni) e militari.

[*] E’ di ieri la dichiarazione del segretario di stato USA Pompeo sulla possibilità di azioni congiunte con l’allleato NATO Turchia contro l’esercito siriano, accusato di “un atto di aggressione con il cinico sostegno da parte di Mosca e Teheran” a Idlib e dunque in territorio siriano!

Fronte Politico Costituzionale
27 febbraio 2020

 

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