Newsletter n.10 – Pietro Vangeli: organizzarsi subito per far fronte alle emergenze del paese!

Newsletter n.10 – Pietro Vangeli: organizzarsi subito per far fronte alle emergenze del paese!

L’emergenza sanitaria, economica e politica si dispiegheranno per lungo tempo, finché i lavoratori e le masse popolari organizzati dai comunisti non porranno fine al sistema capitalista e costruiranno la nuova società socialista.”

Il Segretario Nazionale del P.CARC, Pietro Vangeli, interviene in merito all’emergenza sanitaria, economica e sociale in cui riversa il paese.

Guarda qui il suo video intervento

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[Italia] Carceri e Covid-19: intervista all’avvocato Caterina Calia del Foro di Roma

Cateria Calia è un avvocato del foro di Roma, che si occupa da vicino delle condizioni di vita della popolazione carceraria. In questa intervista andrà a fondo su alcune questioni legate non solo all’emergenza Coronavirus, ma anche ad alcuni aspetti del funzionamento del sistema detentivo in questa società.

Caterina, la causa scatenante delle rivolte nelle carceri è stata la decisione del ministero della giustizia di sospendere sia i colloqui che la concessione dei permessi premio e del regime di semilibertà, ma queste misure “emergenziali” non sono altro che la “goccia che ha fatto traboccare il vaso” della situazione in cui versa il sistema carcerario. A fronte delle condizioni in cui versano attualmente le carceri italiane ritieni sia giustificato il timore dei detenuti di poter contrarre il coronavirus? In carcere sono adottate misure di prevenzione per contrastare efficacemente il rischio di diffusione del contagio tra i detenuti ma anche tra i secondini? Cosa pensi delle ulteriori privazioni imposte?

Sono decenni che le forze politiche succedutesi al governo hanno messo al primo posto il profitto e le politiche securitarie, e questo ha fatto sì che, tra tante altre nefandezze, si sia enormemente indebolita la salvaguardia della salute per tutti e si siano riempite a dismisura le carceri. A fronte di una reale emergenza, che ha assunto le caratteristiche di una pandemia, il governo e le forze politiche tutte non riescono, non vogliono, non sanno operare una rottura col codice del profitto capitalista e neoliberista. La sospensione dei colloqui, dei permessi premio e del regime della semilibertà da un lato, la mancata previsione di qualsiasi misura deflattiva per alleggerire il sovraffollamento e l’assenza di qualsiasi forma di interlocuzione dall’altro sono stati percepiti dalla popolazione detenuta come una decisione definitiva e tombale, in continuità con i numerosi provvedimenti assunti negli ultimi anni e emblematicamente espressi attraverso gli slogan più beceri e forcaioli del “buttare via le chiavi” e del “marcire in galera”. Tutto ciò ha determinato una situazione non più di persone ristrette in condizioni invivibili, ma di veri e propri “topi in gabbia”.

La disperazione per le notizie sempre più allarmanti sul rischio contagio e l’assenza di ogni canale di comunicazione con le direzioni ed il DAP ha portato alle rivolte spontanee in tantissimi istituti con i tragici esiti che conosciamo. La maggior parte dei detenuti che hanno partecipato alle proteste e anche molti di coloro che hanno perso la vita in circostanze ancora tutte da chiarire dovevano scontare pene brevissime, uno dei deceduti sarebbe uscito tra due settimane; questo ci dà il polso dell’impatto che ha avuto dentro le carceri la notizia del diffondersi del coronavirus e delle misure eccezionali adottate per la salvaguardia della salute di tutta la popolazione, eccezion fatta per i carcerati, considerati soggetti privi di qualsiasi diritto, addirittura del diritto primario alla salute e alla vita.

I detenuti conoscono sulla propria pelle la ferocia delle politiche carcerarie: gli anziani o i malati con patologie gravissime sono tantissimi e molti di essi non vengono scarcerati nemmeno in punto di morte, ma nessuno di loro si aspettava che di fronte ad una emergenza come questa non solo non venissero prese misure adeguate, ma non venissero nemmeno preannunciate misure allo studio del ministero della giustizia o pronunciata nei loro confronti una sola parola di speranza.

Il carcere per il ministro Bonafede e per il DAP deve continuare a veicolare in maniera sempre più pervasiva il messaggio del monopolio della forza che lo Stato esercita sulla società e la sua funzione come apparato differenziato di controllo sociale, ancora di più oggi a fronte di contraddizioni sempre più esplosive.

Per mantenere la funzione storica del carcere i provvedimenti che si sono susseguiti in questi ultimi anni hanno perseguito come obiettivo il controllo totale sui corpi e la vita dei detenuti e trasformato il carcere in un buco nero separato dalla società.Possiamo quindi dire che è vero che i provvedimenti restrittivi adottati dal governo sono stati solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo.

Le misure di prevenzione per contrastare la diffusione del contagio tra i detenuti e gli agenti di polizia penitenziaria non possono che produrre l’effetto contrario se non si svuotano urgentemente le carceri, in primo luogo attraverso i classici strumenti deflattivi di amnistia e indulto, riducendo consistentemente il numero dei detenuti.

Nessuno può negare che il sovraffollamento nel carcere ha superato ogni limite e che la sanità è quasi inesistente quindi i timori dei reclusi di un espandersi del contagio sono più che fondati… (continua a leggere)

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Alcune iniziative del P. CARC

Dai territori:

[Milano] Intervista a Solidarietà Popolare – Milano Sud

Il 13 marzo la nostra Agenzia Stampa ha pubblicato l’articolo “Iniziative di solidarietà per affrontare l’emergenza coronavirus”, nel quale era presente un primo elenco di alcune iniziative popolari sparse sul territorio nazionale organizzate per fare fronte all’emergenza COVID-19. Questa emergenza infatti ha immediati effetti non solo sulla salute, ma anche sulla tenuta del tessuto sociale e sulla vita dei soggetti più deboli, che subiscono l’isolamento dovuto alle misure restrittive imposte dalle autorità.

Sono numerosi gli esempi di organizzazioni popolari all’opera in queste ore per garantire i beni e i servizi di prima necessità alle famiglie e alle persone sole con difficoltà, portando avanti attività di babysitting e aiuto compiti, spesa e altre commissioni necessarie al sostegno delle masse popolari. Uno dei tanti esempi positivi citati è Solidarietà Popolare, organizzazione che si è formata nella zona di Milano Sud per iniziativa di alcune comunità autogestite, in particolare Gratosoglio Autogestita – GTA e ZAM. Li abbiamo intervistati per vedere più da vicino cosa fanno e per mostrare un esempio su come è possibile mobilitarsi per portare un aiuto concreto e contemporaneamente non farsi annichilire nella stretta imposta con il pretesto del COVID-19… (leggi l’intervista)

[Toscana] Operatori sanitari in trincea

Rilanciamo la testimonianza di una lavoratrice della sanità dell’ASL Toscana Centro sulle condizioni del personale sanitario… (leggi qui)

Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza – per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro, 7 – 20128 Milano – Tel/Fax 02.26306454
e-mail: carc@riseup.net – sito: www.carc.it

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