Non solo Ucraina. Gli effetti della sconfitta NATO

Aginform – 29 luglio 2023

 

Quando è iniziata l’operazione militare speciale non era difficile ragionare sul fatto che l’esito dello scontro militare avrebbe deciso degli assetti geopolitici a livello europeo e internazionale. Per questo Putin ha deciso di correre il rischio calcolato dell’intervento militare, in mancanza del quale l’operazione strategica americana di accerchiamento sarebbe andata in porto mettendo in scacco la difesa russa.

Se gli americani e la NATO avessero prevalso infatti, ci saremmo trovati di fronte a una Russia ripiegata su se stessa e col rischio di un’implosione interna, mentre la NATO avrebbe piantato le sue armi a ridosso di quello che considera un nemico strategico. Non aver raggiunto questo obiettivo significa che gli equilibri geopolitici mondiali non consentono più all’occidente imperialista di modificare la tendenza al suo declino.

Ma ora che la guerra va avanti da circa un anno e mezzo si delineano altri scenari per chi ha voluto scatenarla. Non si tratta più dei destini dell’Ucraina e della sorte dei territori liberati dall’esercito russo. In ballo c’è una questione di più ampia portata. Domandiamoci appunto in che cosa consiste questa novità.

La risposta, in breve, sta nel fatto che nella guerra non si stanno decidendo solo le sorti di Zelensky ma, dal momento che essa viene condotta dalla NATO e col suo potenziale bellico, la sconfitta assume una ben altra portata. La sconfitta vuol dire che l’occidente imperialista si è misurato militarmente con un nemico come la Russia e non è riuscito a prevalere. Non solo, ma tutto ciò è avvenuto imponendo all’avversario (i russi in questo caso) di difendersi sviluppando una rapida conversione dell’economia e una pianificazione nella produzione militare che ne sta potenziando e di molto il livello di difesa. I risultati si vedono bene rispetto alla conclamata contro-offensiva ucraina che non riesce a liberarsi di una morsa fatta di artiglieria, guerra elettronica, aviazione e da quel diluvio di fuoco che inchioda e distrugge le truppe ucraine.

Siamo quindi in presenza di un duplice risultato negativo per la NATO. Non solo il consolidamento delle posizioni russe in Ucraina ma anche la verifica che l’occidente non è in grado di mettere in crisi militarmente un avversario che si pensava non reggesse l’urto delle forze combinate di USA ed Europa. E’ un triste risveglio questo che lascia anche intravedere lo scenario successivo. Se la Russia è stata capace di fronteggiare l’attacco della NATO in Ucraina e ha riorientato la sua economia per la guerra, cosa che gli occidentali non hanno fatto, quali saranno da ora in poi i rapporti di forza militari a livello internazionale?

Nel febbraio del 2022, quando l’operazione militare speciale è iniziata la situazione era del tutto differente. L’impostazione iniziale, sostanzialmente, non prevedeva l’entrata in scena massiccia della NATO ed era dunque misurata a una situazione in cui la resistenza ucraina non poteva andare oltre un certo livello. Questo spiega il perchè delle ritirate successive dei russi da Kiev, da Karkiv, da Kerson. Poi però la musica è cambiata e anche la vicenda della Wagner rientra in questo quadro di cambiamenti. All’inizio la resistenza al potenziale NATO doveva essere fatta con quello che c’era a disposizione, dunque anche con la Wagner. Poi però la Russia si è preparata a una guerra di lungo periodo con l’occidente, tenendo conto di tutti i fronti di guerra, Bielorussia compresa, e delle modalità di azione necessarie. Sicchè anche la questione atomica non riguarda dichiarazioni estemporanee di Medvedev o di Putin, ma fa parte di una effettiva e drammatica preparazione ad ogni evento che la NATO potrebbe determinare, compreso l’intervento di truppe dell’alleanza atlantica sul terreno dello scontro.

Anche la tecnologia militare russa è andata di pari passo, dai missili ai nuovi carri T 14, alla potenza di fuoco raggiunta dalle sue artiglierie con un rapporto da 1 a 8 a vantaggio dei russi. Non è un caso quindi se la prevista avanzata ucraina non fa progressi. Di fronte c’è la capacità militare di un paese che qualcuno aveva sottovalutato e che invece si conferma come una potenza mondiale per di più nucleare.

Come è stata possibile un tale errore di calcolo da parte americana e occidentale? Per capire bisogna tenere conto che gli USA, dopo la seconda guerra mondiale, non sono più riusciti a vincere da nessuna parte e quindi la vicenda ucraina sta nella tradizione. Un’altra esibizione muscolare senza strategia. Una volta però messo in moto un meccanismo di verifica delle capacità militari delle forze che si combattono, ne conseguono concretamente anche conclusioni che pesano su chi ha sbagliato i calcoli. La risposta occidentale all’intervento militare russo in Ucraina doveva rappresentare, nelle intenzioni NATO, un monito per ogni eventuale azione militare contro il sistema militare occidentale. Perdere la partita in Ucraina trasforma la risposta occidentale in qualcosa di molto diverso. Ciò che in realtà sta avvenendo è una affannosa concertazione per costruire una linea di difesa per l’occidente. Ma di fatto significa che la situazione si è rovesciata, gli accerchiatori sono diventati accerchiati. E questo ha ripercussioni sull’intera strategia americana a livello planetario che vedeva un’azione combinata in Europa contro la Russia e nel Pacifico contro la Cina.

L’accerchiamento non è riuscito né sul piano militare né su quello politico dal momento che, in quest’ultimo caso, la situazione si è messa in movimento in tutt’altra direzione a partire dall’Africa, dal Medio Oriente e dalla stessa America Latina. Per metterci una toppa è stato riesumato anche il centenario Kissinger.

Ci sarebbe da dire “godiamoci lo spettacolo”, se non avessimo coscienza dei rischi che l’umanità sta correndo per colpa della politica di guerra americana ed europea. Per questo più che goderci lo spettacolo dobbiamo trovare la forza di combattere il nemico in casa, che oggi ha il volto del governo Meloni al servizio di Biden e di tutti quelli che sostengono l’intervento dell’Italia in Ucraina.

 

Sharing - Condividi