Campagna “Stop Steadfast Noon” in cinque passi

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Steadfast Noon è una esercitazione nucleare della NATO che non prevede alcuna informazione della popolazione in merito alla gestione dell’emergenza. I cittadini possono organizzarsi e chiedere alle prefetture i piani di emergenza e di difesa civile. È una strategia di mobilitazione nonviolenta.

Ecco una traccia operativa in 5 passi per una mobilitazione intelligente, legale e nonviolenta nel contesto della campagna “Stop Steadfast Noon”.

1. Obiettivo

Condurre un’azione diretta nonviolenta e trasparente: una delegazione di cittadini si reca in Prefettura per consegnare una richiesta formale, firmata da più cittadini, che chiede:

  • quali sono i piani di protezione civile in caso di guerra nucleare;
  • se e come sono stati considerati scenari di uso di un’arma tattica e di escalation, anche alla luce delle simulazioni dell’Università di Princeton;
  • l’accesso al piano di protezione civile e al piano di soccorso sanitario;
  • quali sono le procedure di allerta, evacuazione, ricovero, decontaminazione e assistenza sanitaria;
  • cosa è previsto per gli impianti a rischio di incidente rilevante (se ci sono scenari di simulazione e previsione dei danni rilevanti in caso di guerra convenzionale o nucleare).

2. Prima dell’azione

  • Costituisci a livello locale e decentrato un gruppo promotore “Contro la guerra nucleare” con ruoli chiari: coordinamento, legale, comunicazione, documentazione. Segnalalo a info@peacelink.it e registralo su www.peacelink.it/associazioni (in tal modo si costruisce una rete dei gruppi attivi a livello locale).
  • Raccogli firme reali da consegnare alla Prefettura della tua provincia: nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza, documento, consenso al trattamento dei dati. Meglio poche firme verificate che molte generiche.
  • Scrivi il documento in linguaggio formale e preciso. Indirizzalo al Prefetto e, per conoscenza, a Sindaco, Presidente della Regione, ASL/AREU (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza), Protezione Civile regionale e comunale.
  • Cita le basi giuridiche: Legge 241/1990 (accesso agli atti), D.Lgs. 33/2013 (accesso civico), D.Lgs. 1/2018 (Codice della Protezione Civile). Chiedi risposta scritta entro 30 giorni.
  • Prepara copie: originale firmato, copie per protocollo, copia per la stampa, versione digitale in PDF.
  • Nomina una delegazione di 3-5 persone: diverse per età, provenienza, competenze. Il resto dei cittadini può restare fuori dalla Prefettura in modo ordinato e pacifico, intrattenendo i giornalisti e distribuendo la cartellina per la stampa. Prendere i contatti email e cellulare dei giornalisti e le testate per cui scrivono.
  • Forma tutti alla nonviolenza: nessuna aggressione verbale o fisica, nessun danno, nessun blocco di ingressi o servizi.
  • Avvisa i media con un comunicato breve: “Cittadini chiedono al Prefetto se esiste un piano di emergenza e protezione civile per la guerra nucleare che viene simulata con l’esercitazione NATO Steadfast Noon”. Il gruppo di cittadini si può chiamare ad esempio: Comitato contro la guerra nucleare – gruppo promotore di Parma.
  • Avvisare la Prefettura vuoi fissare un appuntamento con il Prefetto spiegando che è collegato a Steadfast Noon; inviare una PEC e telefonare per farsi conoscere.
  • Avvisare Digos e Polizia Municipale dell’assembramento possibile sotto la Prefettura.
  • Avvisare la stampa dell’ora della conferenza stampa e dell’incontro con il Prefetto.

3. Il documento: cosa deve chiedere

  • Se esiste un piano aggiornato di emergenza e protezione civile per rischio nucleare, radiologico o guerra.
  • Quale autorità lo detiene e a quale livello: comunale, provinciale, regionale, prefettizio.
  • Copia integrale del piano e degli allegati, salvo parti coperte da segreto.
  • Se il piano è classificato, chiedi una versione pubblica per i civili con procedure, tempi, responsabilità e numeri utili.
  • Piano sanitario per maxi-emergenze: triage, posti letto, scorte di iodio di potassio, decontaminazione, trasporto feriti, coordinamento 118/AREU.
  • Procedure di allerta della popolazione: sirene, messaggi, rifugi, evacuazione, punti di raccolta.
  • Se sono stati simulati scenari di uso di una singola arma tattica e di escalation, come nella simulazione di Princeton.
  • Quali misure sono previste per scuole, ospedali, anziani, disabili, carceri, zone industriali.

4. Il giorno dell’azione

  • Ritrovo in luogo pubblico vicino alla Prefettura, con atteggiamenti pacifici portando cartelli e volantini per informare i passanti.
  • Delegazione entra nell’ufficio protocollo o chiede di essere ricevuta dal Prefetto o da un delegato.
  • Consegna il documento e chiedere che il documento sia inoltrato al Governo; chiedere inoltre:
    • numero di protocollo e nome dell’ufficio ricevente;
    • ricevuta scritta.
  • Se non ricevono: chiedi di depositare comunque agli atti. Se l’ingresso è vietato, non forzare: invia subito il documento via PEC e annuncia pubblicamente che lo hai fatto. Informare la stampa.
    Fuori: sit-in statico, cartelli leggibili, volantini con QR code al documento. Nessun blocco, nessuna occupazione.
    Portavoce unico per la stampa. Messaggio semplice: “Siamo preoccupati per l’esercitazione nucleare Steadfast Noon. Chiediamo trasparenza e piani di protezione per i cittadini”.
    Documenta: foto, video, comunicato. Rispetta privacy e GDPR.

5. Dopo l’azione

  • Pubblica in giornata il documento, con il numero di protocollo; invia alla stampa ogni informazione utile, pubblica su web, YouTube e social.
    Invia sollecito dopo 15 giorni se non c’è risposta.
  • Se la risposta è negata per segreto o sicurezza nazionale, chiedi motivazioni formali e una sintesi pubblica delle procedure, e del fatto avvisa subito la stampa, segnala con una email a info@peacelink.it con una dettagliata scheda.
  • Se non rispondono entro 30 giorni, valuta: accesso civico semplice/generalizzato; segnalazione al Difensore civico regionale; interrogazioni comunali, regionali o parlamentari.
    Coinvolgi i cittadini: assemblea pubblica, banchetti, scuole, quartieri. Trasforma la richiesta in campagna permanente.
    Prepara azioni successive sempre nonviolente: nuova delegazione, sit-in simbolico, veglia, incontro con consiglieri, petizione ai parlamentari.

 

Redazione PeaceLink – 1 ottobre 2026

Campagna “Stop Steadfast Noon” in cinque passi

 


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