Forum Italiano dei Comunisti -24/09/2025
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La straordinaria partecipazione alle manifestazioni del 22 settembre a favore della Palestina e per dire basta al massacro di Gaza dimostra che la parte migliore del popolo italiano ha preso coscienza della tragedia in corso e si vuole opporre a ciò che sta accadendo.
In queste manifestazioni c’erano due convitati di pietra, la presidente del Consiglio Meloni e il suo ministro degli esteri Tajani, che da tempo vanno esprimendo punti di vista assolutamente contrari alle tendenze che si manifestano a livello internazionale riguardo al riconoscimento dello Stato palestinese. Su questo, di particolare importanza la posizione di Francia e Gran Bretagna, che ha scatenato le ire di Netanyahu che promette di annettere definitivamente i territori occupati.
Da tempo abbiamo messo in evidenza che il riconoscimento dello Stato palestinese rappresenta un deterrente contro le annessioni perchè l’obiettivo del governo israeliano non è solo lo sterminio della popolazione, ma la eliminazione stessa del concetto geografico di Palestina. Opporsi a questo disegno con un riconoscimento internazionale che non lascia dubbi che la Palestina esiste, è un punto di forza con cui i sionisti devono fare i conti e contribuisce a non chiudere la partita.
La posizione della Meloni è quella stessa del suo ‘protettore’ Trump: “non si può riconoscere uno Stato che non esiste”, ignorando così che nella Palestina storica e dintorni vivono ben 12 milioni di palestinesi. Un boccone troppo grosso che anche un paese come Israele non riesce a inghiottire.
Se questa è la situazione, il movimento di solidarietà che si sta esprimendo a favore dei palestinesi in Italia deve prendere atto che c’è un governo, quello italiano, che si rifiuta di riconoscere lo Stato palestinese e questo fatto definisce un obiettivo importante per chi scende in piazza: aprire lo scontro diretto e convogliare la rabbia contro chi sostiene questa posizione perchè anche questo contribuisce a sostenere la causa palestinese.
Non solo, ma questo è anche il momento di regolare i conti con un governo che, di fronte ai movimenti di resistenza, alza sempre più l’asticella della repressione e approva leggi che prevedono condanne pesanti. Per chi organizza concerti rave o blocca una strada durante una manifestazione, per chi occupa case sfitte o manifesta contro infrastrutture che suscitano l’opposizione delle popolazioni locali, si prevedono pene fino a 20 anni di galera e adesso Salvini propone anche una cauzione per chi organizza manifestazioni. Non si usano più gli squadristi e l’olio di ricino, bastano le leggi repressive.
Peraltro, i tanto esecrati scontri di Milano del 22 alla stazione centrale sono stati originati da un’azione della polizia per impedire che i manifestanti vi potessero entrare. Da lì la resistenza di chi si è difeso dagli attacchi.
Il ragionamento che abbiamo fatto finora ci porta a una conclusione che sposta inevitabilmente l’attenzione sul carattere neofascista del governo italiano che cerca in tutti i modi di allinearsi al trumpismo e, come avviene negli USA e nei paesi in cui la destra avanza, porta avanti programmi repressivi sempre più duri.
Perciò, per non disperdere il potenziale del 22 settembre è bene che si prenda coscienza di ciò che rappresentano Giorgia Meloni e il suo governo e si arrivi a una resa dei conti che abbia il carattere dell’antifascismo.

