Oggi sappiamo che, dall’inizio della guerra, in Ucraina 491.000 armi portatili sono state registrate come smarrite o rubate. Oggi sappiamo che, poco dopo che Zelensky ha provato a mettere sotto il proprio controllo le due agenzie anticorruzione, è scoppiata la Tangentopoli ucraina e che, successivamente, si sono dimessi il ministro della Giustizia Herman Halushchenko e la ministra dell’Energia Svitlana Grynchuk. Oggi sappiamo che Timur Mindich, cofondatore della Kvartal 95, la società di produzione televisiva dello stesso Zelensky, identificato dagli investigatori come il regista della Tangentopoli ucraina, è scappato poche ore prima che gli investigatori del NABU arrivassero per perquisire le sue proprietà, dove è stato trovato il famoso «water d’oro». Adesso si trova in Israele: unite i puntini.
Oggi sappiamo che Andriy Yermak, braccio destro di Zelensky e uno degli uomini più potenti del suo entourage, è stato arrestato. Ha lavorato al fianco del presidente ucraino sin dalla campagna elettorale del 2018 ed è poi diventato membro del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale. L’Alta Corte Anticorruzione ha disposto per lui la custodia cautelare di due mesi e ha fissato una cauzione da 3,1 milioni di dollari. Secondo gli investigatori, Yermak è coinvolto in un’attività di riciclaggio di denaro di quasi 9 milioni di euro. Dopo l’arresto in merito alla cauzione ha detto: “Non ho tutti questi soldi ma penso di avere abbastanza conoscenti e amici. Spero che possano aiutarmi”. E così è stato: ha pagato la cauzione ed è uscito dal carcere.
Oggi sappiamo che, secondo la Procura tedesca, a far saltare i gasdotti nel Baltico sono stati gli ucraini e che, secondo la stessa Procura, quell’operazione terroristica contro l’UE è stata ideata direttamente a Kiev, dalle autorità ucraine.
Armi scomparse, water d’oro, tangenti, operazioni terroristiche (concordate sicuramente con alcuni servizi segreti occidentali). Oggi l’apparato di potere di Kiev è tutto questo. L’Ucraina è un Paese corrotto. Un Paese a cui abbiamo già dato miliardi e miliardi di euro.
Ma nonostante questo, i Paesi europei continuano a impegnarsi economicamente e a regalare soldi a Kiev. Ieri è stata firmata la dichiarazione finale del vertice NATO di Ankara ed è stata approvata dal Consiglio Atlantico. Cosa prevede? Altri 70 miliardi per Kiev nel 2026 e altri 70 miliardi nel 2027: circa 140 miliardi di euro in due anni (cifre che verranno confermate al vertice di Ankara). Di questi 70 miliardi all’anno è incluso il prestito da 30 miliardi dell’Unione europea. Il resto, circa 40 miliardi, lo pagheranno gli alleati. Tutti tranne gli Stati Uniti. Capito? Gli USA ci hanno trascinato in guerra con la Russia e non mettono neppure i soldi!
Il riarmo europeo, l’aumento delle spese militari in ambito NATO, le armi a Kiev e le guerre in giro per il mondo servono soltanto a una cosa: finanziare l’industria bellica statunitense. E questa non è un’opinione. Ne abbiamo scritto alcuni giorni fa qui su Substack. Il capo della NATO, Mark Rutte, lo ha detto chiaramente: “L’aumento della spesa militare di armamenti statunitensi da parte dei Paesi europei sta sostenendo circa 195 mila posti di lavoro nell’industria della difesa statunitense grazie a un portafoglio di ordini da 300 miliardi di dollari nei prossimi due anni”.
Capito? Non dovremmo spendere soldi in armi per “difenderci”, dato che nessuno vuole attaccarci, ma per sostenere i posti di lavoro e l’industria bellica statunitense. I Paesi europei non sono “alleati” degli Stati Uniti: sono il bancomat della loro industria bellica.
Alessandro Di Battista – 04/07/2026
https://alessandrodibattista.substack.com/p/altri-160-miliardi-per-kiev

