Centinaia di persone manifestano a Roma contro il golpe in Bolivia

Una delegazione guidata dal Prof. Vasapollo ha portato la solidarietà di diverse organizzazioni all’Ambasciatore boliviano a Roma.

 

Almeno 200 persone hanno manifestato oggi a Roma davanti l’Ambasciata di Bolivia per protestare contro il golpe in corso in Bolivia che ha visto il suo ultimo atto nell’autoproclamazione della razzista e fascista senatrice Jeanine Anenz a presidente di un paese oggi in mano ad una feroce dittatura militare. Dittatura protagonista di morti, linciaggi e persecuzioni politiche contro i dirigenti del Mas, partito del presidente legittimo Evo Morales, contadini, minatori e popolazione indigene. Particolarmente colpita dalla repressione della dittatura è oggi la zona di El Alto.

Presenti in piazza diverse organizzazioni politiche e sindacali, dall’Usb alla Rete dei comunisti, dal Pci al Pc, da Potere al Popolo a Rifondazione Comunista, e organizzazioni pacifiste come Rete No War.

Con il presidente Morales che è riuscito a fuggire in Messico e salvare la propria vita dopo il golpe, oggi la repressione per chi nel paese non si arrende al golpe è davvero brutale ed è raccapricciante il silenzio dell’Unione Europea su tutto quello che sta accadendo in Bolivia.

Una delegazione guidata dal Prof.

Vasapollo è salita a portare solidarietà all’Ambasciatore boliviano, che ha accolto tutti con affetto e amicizia. “La situazione è difficile, ma la lotta è appena iniziata. Il nostro totale appoggio a Evo, ai minatori, ai contadini e agli indigeni che sono in lotta contro il fascismo. Il colpo di stato è stato organizzato prima del 20 ottobre e la sua matrice è quella neo-nazista di Santa Cruz con l’opera fondamentale degli Stati Uniti e delle multinazionali del Litio”. Le parole di Vasapollo al termine dell’incontro.

Questi i primi firmatari della mobilitazione  

Usb – Unione Sindacale di Base
Rete dei Comunisti
Osa – Opposizione Studentesca d’Alternativa
Noi Restiamo
Magazzini Popolari Casal Bertone
Partito Comunista Italiano
Potere al Popolo!
Capitolo italiano rete di intellettuali in difesa dell ‘umanità
Faro di Roma
Associazione Padre Virginio Rotondi per un giornalismo di pace E.T.S

Arabia Saudita: femminismo, omosessualità e ateismo sono “idee estremiste”

Amnesty International ha condannato il comunicato ufficiale diramato dal Dipartimento saudita per la lotta all’estremismo che ha definito il femminismo, l’omosessualità e l’ateismo “idee estremiste” punibili col carcere o con le frustate. Read More “Arabia Saudita: femminismo, omosessualità e ateismo sono “idee estremiste””

Il made in Italy che contribuisce al massacro messicano

Secondo uno studio condotto da ricercatori statunitensi e italiani, l’Italia sta esportando decine di migliaia di armi altamente letali alle forze messicane coinvolte in violazioni dei diritti umani, corruzione e violenza diffusa.

Negli ultimi dodici anni, l’Italia è stata il secondo maggiore fornitore di pistole, fucili e munizioni non militari al Messico. In media, le aziende italiane hanno venduto e immesso sul mercato messicano diecimila pistole e revolver e 1.100 fucili ogni anno. Nello stesso periodo, il Messico è stato il secondo maggior importatore latinoamericano di armi militari italiane.

Nel 2014 la polizia messicana armata con armi Beretta ha attaccato e fatto scomparire 43 studenti insegnanti di Ayotzinapa, nello stato del Guerrero, nel sud del Messico. «Non è possibile che i produttori di armi continuino a non voler riconoscere il danno che hanno arrecato ai nostri figli e al nostro popolo», ha detto Antonio Tizapa, padre di uno dei 43 studenti scomparsi. «Speriamo che i produttori smettano di vendere armi al Messico, perché ci stanno facendo scomparire».

Il gruppo Beretta domina le vendite di armi militari al Messico (valutate a 50 milioni di euro dal 2007 ad oggi), oltre ad essere uno dei principali attori nel mercato delle armi civili. Tutti i marchi e gli impianti di Beretta hanno contribuito a questo flusso di armi: Beretta, Benelli, Stoeger, Sako,  fabbricate in Italia, Finlandia, Turchia e negli Stati Uniti.

In Messico, le armi italiane entrano nel mercato attraverso l’esercito, che distribuisce armi al personale militare, alla polizia statale e municipale e ai privati. Più di 20.000 di tali armi sono state rubate o sono scomparse dal 2006 od oggi, molte delle quali sono cadute nelle mani di criminali.

«Le esportazioni di armi italiane e la mancanza di controlli sull’uso finale stanno alimentando il fuoco della violenza in Messico», ha dichiarato Carlo Tombola dell’Osservatorio Permanente Armi Leggere, OPAL. «L’Italia dovrebbe sospendere le esportazioni di armi in Messico», ha aggiunto.

La Posizione Comune dell’UE afferma che, quando “esiste un chiaro rischio che la tecnologia o le attrezzature militari da esportare possano essere utilizzate per la repressione interna”, le licenze di esportazione dovrebbero essere negate. Ciò è particolarmente vero per i paesi con gravi violazioni dei diritti umani. In effetti, gli utenti finali di armi importate sono spesso le polizie con abusi documentati di diritti umani, riconosciute colpevoli di colludere con gruppi criminali organizzati.

I dati e le informazioni, raccolti da OPAL e Stop U.S. Arms in Messico, sono presentati in rapporto pubblicato simultaneamente in tre lingue (italiano, spagnolo e inglese), e disponibile sui rispettivi siti internet: www.opalbrescia.org e www.stopusarmstomexico.org

12 Novembre 2019

 

 

Evo Morales dal Messico: “Il nostro peggior crimine è che siamo ideologicamente antimperialisti”

Il presidente della Bolivia, ormai deposto da un colpo di Stato di carattere fascista, arrivato a Città del Messico dopo un tumultuoso viaggio verso il paese che gli ha concesso asilo visto che la sua vita era in grave pericolo, ha ringraziato il governo del Messico.
«Sono molto grato al governo del Messico perché mi ha salvato la vita. Il 9 novembre, un soldato ha ricevuto un’offerta di $ 50.000 in cambio della mia consegna», ha affermato Morales dall’aeroporto.Il politico boliviano ha spiegato che nelle ore successive al colpo di Stato contro di lui, i membri della sua squadra di sicurezza gli hanno mostrato registrazioni con offerte di denaro della consegna di Morales ai suoi nemici politici.

«Finché avrò vita, continueremo a fare politica, la lotta continuerà e siamo sicuri che i popoli abbiano tutto il diritto di liberarsi. Pensavo che avevamo chiuso con l’oppressione, la discriminazione, l’umiliazione, ma sorgono altri gruppi che non rispettano la vita e meno ancora la patria».

«Sorelle e fratelli, se ho commesso qualche reato, è quello di essere indigeno», ha affermato Morales. «Il nostro peccato, abbiamo implementato programmi sociali per i più umili cercando uguaglianza e giustizia.

Ci sarà pace solo quando ci sarà giustizia sociale», ha aggiunto Morales.

«Hanno bruciato i tribunali elettorali, bruciato il quartier generale del sindacato, bruciato le case delle nostre autorità, saccheggiato la casa di mia sorella, saccheggiato la mia casa a Cochabamba (…)», ha denunciato Morales, sottolineando di aver rassegnato le dimissioni in modo che “non ci siano  ulteriori spargimenti di sangue e scontri».

«Il nostro peggior crimine o peccato è che siamo ideologicamente antimperialisti. Sappia il mondo intero che non cambierò ideologicamente nonostante il golpe», ha detto.

Per motivi di sicurezza, il governo messicano non ha rilasciato informazioni su dove Morales passerà la notte con i suoi collaboratori.

 

Fonte: RT – teleSUR

Aumentare il bonus fiscale per l’abbattimento delle barriere nelle case

Già la Federazione FISH, in vista della prossima Legge di Bilancio, aveva chiesto, tra le altre istanze, quella di un’ulteriore incentivazione fiscale per gli interventi di rimozione o superamento della barriere negli spazi comuni. Su questioni analoghe si esprime l’Auser, l’Associazione di Volontariato e Promozione Sociale impegnata sul fronte delle persone anziane, che sottolineando le troppe barriere architettoniche che minano la qualità di vita delle persone anziane, chiede l’aumento della detrazione IRPEF per l’installazione o per la messa a norma degli ascensori nelle abitazioni private
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Considerare tutti i tipi di barriere, per il benessere di città e territori
Il 14 novembre a Torino, nell’àmbito della manifestazione “Urbanpromo – Progetti per il Paese”, è in programma una nuova importante tappa del progetto “Città accessibili a tutti”, iniziativa promossa tre anni fa dall’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) e caratterizzata, sin dai propri esordi, da un’ampia rete di aderenti e da un approccio realmente a trecentosessanta gradi, che prende in considerazione, oltre alle barriere architettoniche e sensoriali, anche quelle sociali, di genere e culturali, nonché dell’abitare
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Se i diritti umani sono in pericolo, cresce la voglia di eliminare la diversità
«Oltre a una serie di altri gruppi sociali storicamente discriminati – scrive Silvia Cutrera – i cosiddetti “discorsi di odio” riguardano anche le persone con disabilità, che sono sempre più oggetto di discriminazioni, diffamazione e offese». E conclude così: «La tentazione di eliminare la diversità si fa più forte quando i diritti umani sono in pericolo»
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Far conoscere e fare applicare sempre di più la Convenzione ONU
Associazioni, Disability Manager, Enti di vario tipo: è vario l’elenco dei partecipanti al convegno organizzato per il 16 novembre a Torino dall’APRI (Associazione Pro Retinopatici ed Ipovedenti), intitolato “La Convenzione ONU per i Diritti delle Persone con Disabilità. Analisi, buone prassi applicate, prospettive a 10 anni dalla ratifica in Italia”. «Abbiamo fatto un grande sforzo organizzativo – spiega Marco Bongi, presidente dell’APRI stessa -, con la speranza che la Convenzione ONU non resti solo un elenco di belle parole sulla carta, ma possa essere messa in pratica sempre di più»
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Violenza sulle donne con disabilità: dati eclatanti e drammatici
La Federazione FISH presenterà il 20 novembre a Roma i dati della prima ricerca svolta nel nostro Paese sul tema della violenza nei confronti delle donne con disabilità, basata sulle testimonianze di ben cinquecento ragazze e donne con disabilità, dalle quali emergono risultati eclatanti e drammatici sulla discriminazione plurima da esse vissuta. Per l’occasione sono stati invitati anche i quattro Parlamentari primi firmatari di altrettante Mozioni approvate alla Camera, volte a contrastare la discriminazione multipla nei confronti delle donne con disabilità
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Si infittisce l’agenda di Esagramma
Nuovi impegni, a Milano, per l’Orchestra Sinfonica di Esagramma, nota a livello nazionale e internazionale e composta da musicisti professionisti e da persone con varie forme di disabilità e disagio. Nel pomeriggio di oggi, 12 novembre, un workshop e un concerto partecipativo nell’àmbito dei tre giorni di Consensus Conference sulla malformazione di Chiari e la siringomielia. Domenica 17, invece, la presenza a uno degli incontri organizzati nell’àmbito della rassegna “Cambiare vita, cambiare sguardi. Racconti sulla disabilità”, all’interno di “BookCity Milano”
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Il nostro lavoro di assistenti educativi divenuto insostenibile
«Com’è possibile, in condizioni di lavoro proibitive come le nostre, lavorare sull’inclusione dei bambini e dei ragazzi con disabilità? Come può essere una priorità educativa, se la questione degli operatori stessi che la rendono possibile non è al centro dell’attenzione delle Istituzioni?»: il Comitato Romano AEC, composto da coloro che oggi si chiamano OEPA (Operatori Educativi per l’Autonomia e la Comunicazione), si rivolge direttamente ai genitori di persone con disabilità, per denunciare condizioni di lavoro divenute ormai insostenibili e preannuncia alcune prossime azioni dimostrative
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Vi auguriamo una buona lettura!

Un cordiale saluto

La redazione di Superando.it

Superando.it è un servizio di informazione sulla disabilità promosso dalla FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap e gestito da Agenzia E.Net s.c.a.r.l.

 

Bolivia: la senatrice golpista Jeanine Áñez si autoproclama presidente ad interim

Un Guaidò in salsa boliviana per portare a compimento il golpe contro il legittimo presidente Evo Morales, costretto alle dimissioni e riparare in Messico perché i fascisti che parlano di democrazia da restaurare in Bolivia volevano ammazzarlo.

La senatrice dell’opposizione di destra, Jeanine Áñez, si autoproclamata presidente provvisoria della Bolivia, dopo l’apertura dell’Assemblea Legislativa al Senato e dopo la sospensione della sessione della Camera dei Deputati a causa della mancanza di quorum.

“Assumo immediatamente la presidenza dello Stato e prometto di prendere tutte le misure necessarie per pacificare il paese”, ha affermato Añez

La Camera dei Deputati ha tentato di installare una sessione; tuttavia, non esiste alcun quorum per portarlo avanti perché i membri dell’Assemblea del Movimento per il Socialismo non hanno partecipato.

Il gruppo del MAS non ha partecipato al Parlamento, dopo aver richiesto “garanzie” affinché i deputati potessero arrivare in sicurezza a La Paz.

Il Parlamento si trova circondato dalle barricate e dai militari golpisti. Insomma, mancano i requisiti minimi per l’agibilità politica dei legislatori del Movimento al Socialismo.

Qualcuno ancora non riesce a definirlo golpe. Da non credere. Cos’altro sarebbe, vien da chiedersi a questo punto?

Fonte: teleSUR – RT

Messaggio di Roger Waters a Evo Morales

«Hai portato la democrazia in ogni angolo della tua terra ed è per questo che ora cercano di deprivare il tuo popolo», il messaggio di Roger Waters a Evo Morales

I sinceri democratici del mondo intero si sono stretti intorno al legittimo presidente della Bolivia, Evo Morales, costretto a rinunciare a causa dell’azione golpista della destra fascista supportata dalle forze armate del paese andino.

Tra i democratici che hanno fatto sentire la propria vicinanza al presidente indigeno troviamo l’ex membro della mitica rock band britannica Pink Floyd, Roger Waters.

«Hai portato la democrazia in ogni angolo della tua terra ed è per questo che ora cercano di deprivare il tuo popolo, per avidità», dice l’ex bassista della band britannica in un video che La Garganta Poderosa ha diffuso tramite Twitter.

Il creatore di The Wall ha dichiarato nel video che «oggi il mondo, la verità e la storia sono dalla tua parte, sperando che tu possa tornare il più presto possibile a casa tua, nella tua amata Bolivia».

Waters ha poi affermato: «Ovunque tu sarai, il mio cuore sarà con te, così come milioni di cuori di milioni di persone in tutto il mondo che credono nei diritti umani, nella democrazia, nell’uguaglianza e nella libertà dei popoli», denunciando che con il golpe la Bolivia «è caduta nel terrore, il fascismo e il totalitarismo».

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-hai_portato_la_democrazia_in_ogni_angolo_della_tua_terra_ed__per_questo_che_ora_cercano_di_deprivare_il_tuo_popolo_il_messaggio_di_roger_waters_a_evo_morales/82_31669/