Sette giorni di Jeanine Áñez portano la Bolivia più di 10 anni indietro

Il governo di fatto che ha preso il potere in Bolivia dopo il colpo di stato contro Evo Morales, domenica 10 novembre, ha adottato in soli sette giorni diverse misure che hanno abrigato conquiste  politiche statali adottate durante i governi di Evo Morales

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ArcelorMittal, Paolo Maddalena: “Multinazionali straniere sono nemiche dell’Italia”

“In questa fase storica i nostri politici devono attuare un imperativo categorico: ricostituire il patrimonio pubblico italiano, mediante le nazionalizzazioni e il blocco di qualsiasi privatizzazione”. Read More “ArcelorMittal, Paolo Maddalena: “Multinazionali straniere sono nemiche dell’Italia””

La verità? Ilva “perde soldi” per il saccheggio della Arcelor-Mittal

Lascia davvero esterrefatti leggere dell’ispezione in corso della Guardia di Finanza all’Ilva. Da quello che si apprende i militari starebbero indagando sul fatto che l’azienda comprasse a prezzi maggiorati le materie prime di lavorazione (non è chiaro se attraverso intermediari situati in paradisi fiscali, chiaro segno questo della costituzione di fondi neri) e svendeva il prodotto finito a prezzi stracciati ad aziende del gruppo Arcelor-Mittal. Sulla scorta di queste sole notizie credo che il Governo dovrebbe interrompere qualsiasi contatto con l’azienda franco-indiana perchè non ci sono le condizioni minime per parlare. Uno stato democratico non parla con dei banditi.

Bisognerebbe aprire oltretutto una riflessione più amplia, innanzitutto sulla qualità dell’informazione fornita dai nostri mass media che da giorni urlano che l’Ilva non si può nazionalizzare “perchè perde soldi”. Bene, ora sappiamo perchè perde soldi: non perchè non crei valore aggiunto, ma perchè il management agiva affinchè nel bilancio questo valore aggiunto non fosse posto in evidenza come imposto dal Codice Civile e dalle leggi Tributarie (sto usando un garbato eufemismo).

Qualunque ragioniere sa che soprattutto quando si parla di grosse aziende collegate a grandi gruppi che sono dei reticoli di società si generano dei trasferimenti infragruppo la cui contabilizzazione nei libri lascia il tempo che trova. Sarebbe bene che i giornalisti prima di parlare a vanvera di perdite si informassero in tema di contabilità perchè i bilanci non sono le tavole della legge del Monte Sinai.

Altro tema fondamentale sul quale bisognerebbe riflettere è l’attività dei troppo mitizzati “investitori internazionali”, troppo spesso dei banditi dediti al saccheggio del tessuto industriale italiano (e speriamo non finanziario, visto che ormai gli stranieri hanno messo sotto assedio le nostre banche).

Infine bisogna domandarsi che cavolo fanno i nostri politici. Per esempio chi ha ceduto l’Ilva a dei banditi stranieri (tali sono) sono degli sprovveduti o c’è dell’altro? Da strani scambi di battute tra chi all’epoca gestì la gara (Renzi e Calenda) il sospetto è legittimo.

di Giuseppe Masala

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-inizia_ad_emergere_la_verit_ilva_perde_soldi_per_il_saccheggio_della_multinazionale_arcelormittal/29296_31768/

 

BBC: In Cile ci sono più lesioni agli occhi che nel genocidio israeliano in Palestina

 

Un articolo della BBC Mundo qualifica come «epidemia» le lesioni oculari di oltre 200 persone in Cile causate dalla repressione feroce scatenata dal governo di Sebastian Piñera contro il popolo cileno che si ribella al neoliberismo selvaggio arrivato nel paese con la dittatura fascista del generale Pinochet e mai più andato via. Le accuse sono sostenute da un rapporto redatto dal Colegio Médico de Chile.

Il rapporto parla di una vera e propria «epidemia» di manifestanti colpiti agli occhi da pallottole di gomma sparate intenzionalmente al volto dalle forze di sicurezza cilene. Si tratta di un triste record nella storia del Cile, ma non ha precedenti nel mondo. Di questi feriti circa il 30% viene soccorso con «il bulbo oculare esploso, quindi non c’è possibilità di recupero visivo in quell’occhio».

Il presidente di Sochiof, Dennis Cortés, ha parlato alla Commissione per i Diritti Umani e ha fornito maggiori dettagli sulle vittime e ha indicato che oltre l’85% sono uomini e che hanno una media di 30 anni.

«Quando ne parliamo a livello internazionale, facendo una revisione esaustiva del numero di casi di pazienti che hanno perso un bulbo oculare a causa dell’uso di armi non letali, il numero è anche molto allarmante e purtroppo guidiamo questa tristemente questa classifica», ha affermato Cortés.

Sia l’Istituto nazionale per i diritti umani (NHRI) di Amnesty International che COLMED hanno chiesto al governo cileno di vietare l’uso di armi antisommossa da parte della polizia. Tuttavia, tutto ciò che hanno ottenuto è che il direttore di polizia, il generale Mario Rozas, ha annunciato domenica scorsa un uso “limitato” di questo tipo di armi combinato con una videocamera installata nei caschi degli agenti.

Così, lunedì, il ministro cileno della salute Jaime Mañalich ha annunciato un programma completo di riparazione oculare per fornire assistenza gratuita alle «vittime di violenza politica», a cui verranno offerte protesi e cure psicologiche.

Da parte sua, la Procura Nazionale ha riferito che sono state avviate 1.089 indagini penali, il 70% delle quali contro membri delle forze dell’ordine, “per accuse di violenza istituzionale” durante le ultime tre settimane di rivolte in Cile, che sono già partite oltre 3.200 feriti tra civili e polizia.

I ricercatori dell’Università della California, della Emory University e di altre agenzie sanitarie negli Stati Uniti, hanno analizzato le informazioni raccolte tra il 1990 e il 2017 in sette regioni del pianeta, comprese le aree più conflittuali del mondo, come Israele e i territori Palestinesi, Irlanda del Nord e Asia del Sud.

E si è concluso che i casi del Cile rappresentano quasi il 70% del numero totale di vittime di lesioni agli occhi causate da proiettili di gomma tra il 1990 e il 2017 in tutto il mondo.

Lesiones oculares y ceguera, marcas indelebles de las protestas en Chile #AFPhttps://t.co/JsNgMVCwT2
? @gio_fleitas
???? Claudio Reyes
???? @pablocozzaglio pic.twitter.com/AaiSlzLOho

— Agence France-Presse (@AFPespanol) November 16, 2019

Fonte: BBC – RT

 

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_bbc_rivela_che_in_cile_ci_sono_pi_lesioni_agli_occhi_che_nel_genocidio_israeliano_in_palestina/82_31771/

 

Creati oltre 68 mila Account Fake su Twitter a sostegno del golpe in Bolivia

In uno studio recente di Julián Macías Tovar, a capo dei social network per il partito spagnolo Podemos, si rivela come per la propaganda del golpe in Bolivia sono stati creati 68.000 account Twitter falsi.

L’esperto sostiene che questi account falsi hanno utilizzato diverse tecniche per cercare di legittimare la partenza di Evo Morales dal potere e giustificare la violenza e la repressione contro i manifestanti che non si arrendono al colpo di stato.

Gli account finti creati hanno anche permesso di aumentare rapidamente il numero di seguaci dei principali attori che hanno partecipato al golpe, come il capo del Comitato Civico di Santa Cruz, Luis Fernando Camacho e la senatrice Jeanine Áñez, auto-proclamata presidente ad interim.

Macías Tovar ha anche sottolineato come l’account di Camacho sia passato da 2.000 follower a 130.000 in 15 giorni, 50.000 dei quali creati a novembre 2019.

La stessa cosa è accaduta con Áñez, che in quello stesso periodo è passata da 8.000 follower a 150.000, di cui 40.000 di account di nuova creazione.

Nell’analizzare i falsi account di entrambi i politici, Macías Tovar ha contato oltre 68.000 diversi falsi account, che non sono stati rilevati da Twitter e continuano a funzionare, sebbene in teoria il social network nord-americano proibisca l’uso di robot per amplificare i messaggi.

Un altro studio dell’esperto Luciano Galup, pubblicato il 13 novembre, aveva rilevato che in soli due giorni erano stati creati 4.000 account Twitter falsi e hanno tentato di posizionare il tag #BoliviaNoHayGolpe.

Tras el golpe de Estado en #Bolivia????????, en 2 días se crearon cerca de 4,000 cuentas de Twitter, para posicionar la etiqueta #BoliviaNoHayGolpe

Sebbene la piattaforma abbia un sistema antispam e si sia dedicata alla chiusura di tanti account con idee opposte, Twitter non ha ancora reagito a queste migliaia di falsi account antidemocratici che sostengono la fine del governo costituzionale di Morales.

Fa sorridere poi che quella stampa italiana che per anni ha portato avanti il fantasma dei bot russi per poi doversi arrendere alla realtà di aver solo diffuso le fake news, oggi tace.

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-scandalo_censurato_dal_mainstream_creati_oltre_68_mila_account_fake_su_twitter_a_sostegno_del_golpe_in_bolivia/82_31770/

 

Il Lago che Combatte va sotto la Regione Lazio

Il giorno 22 novembre consegneremo collettivamente, insieme alle associazioni ambientaliste e scientifiche, ad Assalti Frontali, Massimiliano Capitan Calamaio e altri artisti, le Osservazioni redatte dal Forum del Parco delle Energie riguardo il Decreto istititutivo del Monumento Naturale per l’ecosistema lacuale sorto nell’area della fabbrica dismessa #ExSnia di Via Prenestina a Roma.

Esito di un lungo impegno che ha visto ricercatori e scienziati di varie discipline impegnati nello studio del prezioso habitat sviluppato attorno al lago in quasi trent’anni di isolamento, quindi del perimetro necessario alla sua tutela.

Al momento sottoscrivono le osservazioni oltre i firmatari dell’istanza  WWF Roma e Area Metropolitana, FederTrek Escursionismo e Ambiente, Italia Nostra, Salviamo il Paesaggio Roma e Lazio, Legambinete “Si può fare” – Municipio V, anche da Giorgio Parisi (Accademia Nazionale dei Lincei), Società Geografica Italiana (SGI), Società Associazione dei Geografi Italiani (AGeI), Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA), Geologia Senza Frontiere (GSF), Museo Storico della Liberazione di via Tasso, Società italiana di Antropologia Applicata, Società Italiana di Storia del Lavoro, Società Italiana delle Storiche, ricercatori del INGV, del CNR, del ENEA.
Dobbiamo ottenere anche dalle istituzioni locali, in primis dalla Regione Lazio, un cambio di rotta radicale delle politiche ambientali, urbanistiche, energetiche. Aspettando 29 N ➤ Sciopero Globale a Roma – Block Friday! #FridaysForFuture Venerdì 22 Novembre dalle ore 10:00, chiamiamo la cittadinanza, i movimenti ambientalisti di Roma in presidio a sostenere il Lago che Combatte, per essere ricevuti dal Presidente Nicola Zingaretti, dagli assessori Onorati e Valeriani, presentare le nostre ragioni, affermare che abbiamo bisogno di #ossigeno, di paesaggio naturale, di valorizzazione del patrimonio storico e non di altro cemento e nocività.
L’istanza presentata dal Forum il 5 dicembre 2018, con il supporto dell’associazionismo ambientalista e del Municipio Roma V, con le indicazioni delle Commissioni regionali Ambiente e Urbanistica, e supportata da due ordini del giorno promossi dalla consigliera Marta Bonafoni, ha chiesto la tutela dell’intera area dismessa del Ex Snia. Il perimetro proposto dall’assessore Onorati nella bozza di Decreto limita invece il Monumento alle sole zone non edificate, sottraendo così alla necessaria tutela circa il 40% della superficie dell’area e lasciando addirittura fuori anche parti già acquisite al patrimonio pubblico comunale. Va sottolineato che si tratta di ruderi dello stabilimento industriale, per la maggior parte ancora di proprietà del costruttore Pulcini, alcuni irrimediabilmente distrutti, nei quali la natura ha preso il sopravvento. Vi si sono infatti insediate diverse piante di elevato pregio ambientale e vi hanno trovato rifugio e le condizioni per nidificare varie specie di uccelli protetti, come il falco pellegrino.

In un momento storico dove l’accelerazione dei cambiamenti climatici ci obbliga a fare i conti con il bilancio di carbonio per ridurre drasticamente le #emissioni dannose, con i disastri idrogeologici e con l’aumento delle #temperature, è più che mai necessaria la tutela delle aree permeabili, dei sistemi naturali e dei servizi ecosistemici che questi offrono per adattare le città e fronteggiare gli effetti del #riscaldamentoglobale. A Largo Preneste ci si può trovare sotto un metro d’acqua come a Venezia, al Prenestino ogni giorno si respirano veleni come a Taranto: un quartiere tra i più densamente abitati al mondo tragicamente al di sotto degli standard di verde pro-capite.

Le maggiori capitali europee stanno investendo milioni di euro per creare spazi di verde naturale a forte vocazione ambientale: alla Ex Snia a due passi dal centro storico, la #rinaturalizzazione è avvenuta spontaneamente e questo processo deve essere salvaguardato e valorizzato perché possa continuare a beneficiare la città e adattarla all’#emergenzaclimatica.

Non ci si può più accontentare delle mezze misure, non possiamo tollerare che gli interessi della rendita vengano messi ancora una volta al di sopra di quelli collettivi. Riconoscere tutta l’area del Ex Snia #MonumentoNaturale e il lago demanio dello Stato, è una scelta necessaria, per il #benessere degli abitanti di Roma e il loro #futuro.

Crediamo altresi che, al di là delle considerazioni di natura tecnica che la Regione vorrà effettuare in sede di controdeduzioni per il provvedimento definitivo di istituzione, sia importante ribadire in questo frangente, le istanze di un approccio integrato alla tutela dei beni di maggior interesse per la collettività; un approccio che considera inscindibili il patrimonio storico-culturale da quello ambientale, e la comprensione del passato industriale dell’area, l’elemento qualificante e ineludibile che deve presiedere le scelte di salvaguardia naturalistica, di funzionalità dell’ecosistema, di presidio scientifico e di laboratorio culturale e artistico.

Con questo bagaglio di consapevolezza e determinazione il 22 Novembre dalle ore 10:00 saremo fuori la Regione Lazio a via Crisforo Colombo per presentare platealmente le Osservazioni, per far sentire la nostra voce e chiedere un confronto con la Giunta #Zingaretti.

Forum Parco delle Energie

 

Il governo golpista della Bolivia aumenta i fondi per la repressione

 

La presidente de facto della Bolivia, Jeanine Áñez, ha decretato un aumento di bilancio di circa 5 milioni 038 mila 126 dollari, per le forze armate (FF.AA.) per aumentare il livello di repressione contro i manifestanti che esigono elezioni generali e il ripristino del filo costituzionale interrotto con il golpe che ha rovesciato il governo di Evo Morales costringendolo a riparare in Messico.

“Il Ministero dell’Economia e delle Finanze pubbliche è autorizzato attraverso il Ministero del Tesoro generale della Nazione -TGN-, a realizzare la dotazione di bilancio di risorse aggiuntive per un importo di Bs. 34.796.098, a favore del Ministero della Difesa, destinato ad attrezzature per le forze armate”, indica il decreto di Áñez.

Senadora boliviana Jeanine Áñez, designa mediante decreto más de 34 millones de bolivianos (unos 4.9 millones de dólares) a las #FFAA ? https://t.co/tqMKHfl0b4 pic.twitter.com/Kt941Y8h6Y

— teleSUR TV (@teleSURtv) November 18, 2019
Intanto in Bolivia continuano massicce manifestazioni di organizzazioni indigene che chiedono le dimissioni di Áñez e chiedono nuove elezioni generali. Inoltre diversi contingenti sono arrivati a Plaza Murillo (La Paz), dove hanno espresso il loro sdegno per l’ondata fascista che ha appiccato le fiamme alla casa di Evo Morales e diversi esponenti del Movimento per il Socialismo (MAS) e la bandiera Whipala che rappresenta la lotta ancestrale dei popoli.

I parlamentari della MAS hanno riferito che una sessione programmata nella Camera dei Deputati per martedì prossimo è rinviata, a causa della mancanza di accordo con gli oppositori sull’avanzamento delle elezioni generali.

Tuttavia, il Senato terrà una plenaria per discutere di questioni di politica sociale.

Da quando il colpo di Stato è stato perpetrato contro il presidente Evo Morales, il paese soffre di destabilizzazione istituzionale e repressione militare.

#ÚltimaHora| la carta blanca para matar con total impunidad de los militares #bolivianos ahora tiene presupuesto asignado de 4,8 millones de dólares para equipamiento #GolpeEstadoBolivia pic.twitter.com/vSWi6dc06R

— Madelein Garcia (@madeleintlSUR) November 18, 2019
Adesso il governo golpista vuole inasprire una repressione già feroce con l’aumento dei fondi alle forze armate e una legge che vuole concedere carta bianca a polizia ed esercito per la repressione delle proteste popolari. Insomma, licenza di uccidere.

Fonte: teleSUR

 

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_governo_golpista_della_bolivia_aumenta_i_fondi_per_la_repressione/82_31762/

 

Venezuela, ai lavoratori pubblici e pensionati mezzo Petro come bonus di fine anno

 

«Ci saranno sorprese con il Carnet della Patria (…) daremo un bonus di fine anno ai pensionati che sono più di 4 milioni e mezzo di venezuelani e agli impiegati della pubblica amministrazione», ha annunciato il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro.

Durante il programma José Vicente Hoy, condotto dal giornalista José Vicente Rangel, ha dichiarato: «Un bonus di fine anno, darò loro metà Petro, in modo che possano fare i loro acquisti complementari per dicembre e attiveremo nuovi meccanismi di protezione con il Petro».

Ha ricordato che la criptovaluta creola ha più di 27 mila aziende affiliate e che questa cifra dovrebbe raddoppiare nei prossimi mesi.

Il Capo dello Stato ha affermato di essere molto attento alle dinamiche della valuta nazionale «per difendere il bolivar, le entrate con il carnet della patria, di valutare se il processo di dollarizzazione possa servire a raggiungere la ripresa economica».

Ha aggiunto che il paese è sempre stato dollarizzato, solo che in altri tempi questo processo è stato ancorato alla produzione di petrolio, tuttavia, ha chiarito che il paese avrà sempre il bolivar come sua valuta «e la difenderemo».

«Stiamo per regolarizzare le entrate in valuta estera necessarie dal prossimo anno e inizieremo ad esportare minerali come oro, coltan, minerali, tra gli altri», ha anche annunciato il presidente venezuelano.

Il presidente ha poi spiegato che, nonostante la guerra economica imposta dall’esterno e intensificata con la strategia di embargo degli Stati Uniti «abbiamo raggiunto il rallentamento della guerra economica attraverso l’autoregolamentazione dell’economia».

«Con questa autoregolamentazione dell’economia, altri attori hanno iniziato a operare con le proprie valute», ha aggiunto il presidente Maduro.

Ha denunciato che contro il Paese esiste «una sala di guerra che per ogni annuncio che facciamo per proteggere l’economia vanno a lavorare per sanzionarci, per impedire al Venezuela di riprendersi».

Maduro ha infine affermato che «il Venezuela ha le risorse per aggirare il blocco, raggiungere una crescita reale e garantire la protezione sociale del nostro popolo».

Tal como lo anuncié en entrevista con José Vicente, he decidido otorgar a las trabajadoras, trabajadores públicos, pensionados y pensionadas, un mes de aguinaldos con medio Petro.

Una medida que hace parte de la protección del salario de nuestro pueblo. pic.twitter.com/DyUimlsW7H 

— Nicolás Maduro (@NicolasMaduro) November 17, 2019

Fonte: VTV

 

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-venezuela_lavoratori_pubblici_e_pensionati_riceveranno_mezzo_petro_come_bonus_di_fine_anno/82_31761/