Luc Montagnier: “Siamo sulla vetta del progresso… Ma potremmo precipitare”

Il prof. Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina nel 2008, scopritore del virus HIV, concede un’intervista esclusiva a Pandora Tv.

Una conversazione con Giulietto Chiesa che, partendo dal Covid19, affronta la questione dei vaccini, della forza dei sistemi immunitari, delle epidemie, degli interrogativi sulla nascita del Covid19, delle armi di distruzione di massa, delle manipolazioni genetiche, del principio di precauzione e
dell’immoralità, oltre che dei pericoli, di una ricerca scientifica dominata dal denaro.

Un ringraziamento al dottor Roberto Germano e alla dottoressa Margherita Furlan per l’organizzazione dell’intervista

Traduzione a cura di Fabio Grazioso, Marco Bulletta, Diego Guardiani, Giulio Bona

I-Care salva 45 animali dai laboratori

Il 2020 si è aperto con un importante salvataggio di animali da laboratorio.

Il salvataggio è stato possibile grazie all’instancabile lavoro del Dott. MASSIMO TETTAMANTI coordinatore di I-CARE EUROPE ONLUS che è riuscito a salvare 45 roditori.

Freccia 45 ed il Rifugio Gli Ultimi si sono occupati del trasporto di 17 roditori.

Anche questa volta la macchina è stata caricata con il numero massimo di trasportini, in cui è stato possibile liberare anche il diciassettesimo cucciolo: “Lucky”. Il piccolo è stato accolto dalla sua nuova “famiglia” già presente nel Rifugio gli Ultimi.

“I rattini sono animali molto intelligenti e anche se durante i primi giorni dal recupero sembrano rassegnati alla non vita di prima, gli altri roditori precedentemente usciti dai laboratori velocizzano il loro percorso di riabilitazione che si completa nella quasi totalità dei casi”, ha dichiarato la responsabile del Rifugio Gli Ultimi.

I-CARE NETWORK si batte da anni contro la sperimentazione sugli animali: una scienza che “uccide e provoca sofferenza”. Obiettivo del progetto, oggi più forte che mai, è quello di spostare i finanziamenti pubblici e privati, investendo in metodologie moderne, di rilevanza umana, che possano, per la prima volta nella storia, proteggere la salute di uomini, animali ed ecosistemi.

Attualmente tali finanziamenti vengono dati principalmente alla sperimentazione animale, metodo ottocentesco che non solo non protegge la salute pubblica, ma permette la commercializzazione di sostante inquinanti e pericolose.

 

Il nuovo approccio di I-CARE NETWORK, di tipo criminologico, permette di dimostrare alle istituzioni e ai cittadini che i razionali e disinteressati “uomini di scienza” sono in realtà spesso spinti unicamente dalla spregiudicata ricerca del profitto a tutti i costi, mentre chi era in passato visto come un semplice difensore degli animali dà prova di autentico senso civico in quanto si batte a difesa della salute umana e contro gli sprechi di soldi pubblici.

Lecco, 29 febbraio 2020

 

Paesi vietati ai turisti italiani: perchè la Farnesina tace?

Ingresso vietato agli italiani. Motivo? In Italia c’è un’epidemia da coronavirus. Un provvedimento assurdo e ingiustificato considerato che l’epidemia riguarda solo alcune zone ben delimitate e non certo tutto il territorio nazionale. Il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, ha presentato un piano per informare direttamente e puntualmente tutti gli ambasciatori accreditati in Italia sulla diffusione del coronavirus in Italia. Ma ci si sarebbe aspettati anche, non dico delle “forti e vibranti” rimostranze pubbliche per aver visto i nostri connazionali “trattati come appestati, ma almeno uno straccetto di comunicato di protesta da parte della Farnesina verso i Paesi che impediscono l’entrata degli italiani. Invece niente. Perchè?

I Paesi che vietano l’ingresso agli italiani

Per cercare una risposta è necessario, innanzitutto, considerare i Paesi che hanno comunicato il divieto di ingresso a cittadini italiani. E’ un nutrito drappello di Stati. Vi figurano non solo alcuni dei più noti “paradisi delle vacanze” (Capo Verde, Mauritius, Seychelles) e nazioni di interesse turistico (Giordania, Bahrein, El Salvador, Vietnam), ma anche un serie di Paesi che – oltre ad essere mete turistiche – sono soprattutto partner commerciali di primo piano dell’Italia nell’area mediorientale: Arabia Saudita, Turkmenistan, Kuwait e Israele. Paesi che hanno un altro elemento in comune: sono tra i maggiori acquirenti di armamenti italiani.

Arabia Saudita

Con la monarchia assoluta islamica dell’Arabia Saudita, l’Italia ha in corso notevoli affari non solo per l’interscambio commerciale nel settore civile (oltre 3 miliardi di euro di esportazioni nel 2018 e 5,1 miliardi di importazioni, soprattutto per il petrolio), ma anche consistenti contratti nel settore militare. Contratti che hanno radici nel torbido affare per l’acquisto di 72 caccia multiruolo Eurofighter Typhoon da parte della Reale Aeronautica Saudita dalla BAE Systems (di cui Alenia, oggi Leonardo, è partner per una controparte di 1,1 miliardo): un caso, anche giudiziario, che è stato per anni nel mirino della stampa britannica, ma di cui quasi nessun organo di informazione – a parte Unimondo – ha parlato in Italia.

Anche se le autorizzazioni all’esportazione di armamenti sono in calo e la maxi-fornitura di 19.675 bombe autorizzata dal governo Renzi nel 2016 è stata sospesa lo scorso luglio (si tratta delle bombe prodotte in Italia dall’azienda tedesca RWM Italia e impiegate dai sauditi per bombardare lo Yemen), continuano le esportazioni verso Riad di tutti gli altri sistemi militari, comprese le armi leggere. E nuovi affari sono in arrivo: Fincantieri ha reso nota l’assegnazione della commessa al consorzio guidato da Lockheed Martin di cui è partner negli USA per la costruzione di quattro unità Mmsc (Multi-mission Surface Combatants) destinate all’Arabia Saudita: l’ordine vale circa 1,3 miliardi di dollari (1,1 miliardi di euro) per Fincantieri e sarà eseguito presso lo stabilimento Marinette Marine di Fincantieri in Wisconsin.

Kuwait

Anche con il Kuwait l’Italia intrattiene ottimi rapporti commerciali nel settore civile (quasi 1,1 miliardi di euro di esportazioni e 371 milioni di importazioni, ma probabilmente non vengono più riportate le importazioni di petrolio che nel 2017 erano di quasi 1 miliardo di euro), ma soprattutto rilevanti affari nel settore degli armamenti.

Affari che hanno toccato il picco nel 2016 quando il governo Renzi ha autorizzato la fornitura di 28 caccia multiruolo Eurofighter Typhoon di nuova generazione realizzati in Italia per un valore di 7,3 miliardi di euro. “Si tratta del più grande traguardo commerciale mai raggiunto da Finmeccanica” – commentava l’allora Amministratore Delegato e Direttore Generale di Finmeccanica, Mauro Moretti. “Il contratto con il Kuwait si inserisce in un’ampia e consolidata partnership tra i Ministeri della Difesa italiano e del Paese del Golfo” – aggiungeva il comunicato ufficiale di Finmeccanica-Leonardo.

Israele

E’ considerevole sopratutto l’interscambio commerciale tra Italia e Israele: oltre 2,5 miliardi di euro di esportazioni nel 2018 e circa 800 milioni di importazioni, soprattutto per prodotti chimici. Ma ancora più consistenti sono gli affari nel settore militare.

Il maggiore contratto risale al 2012, quando il governo Monti ha siglato il contratto per la fornitura a Israele di 30 velivoli addestratori M-346 della Alenia Aermacchi in cambio dell’acquisto da parte dell’Italia di un pacchetto di sistemi militari israeliani del valore di un miliardo di dollari. Contratto che rappresentava – a detta di Monti – un “salto di qualità nei rapporti tra i due Paesi”. Fino a quel momento e per almeno 20 anni l’esportazione italiana di armi italiane verso Israele era stata, infatti, quanto mai contenuta. “Salto di qualità” che era già stato messo in atto nel maggio 2005 dal governo Berlusconi III che aveva ratificato un“Accordo generale di cooperazione tra Italia e Israele nel settore militare e della difesa” (qui il testo della Legge di ratifica del 17 maggio 2005, n. 94) finalizzato a favorire l’interscambio di materiali di armamento e la produzione di armi.

E ci sono nuovi recenti affari. Nel febbraio dell’anno scorso è stato firmato un accordo tra il Ministero della Difesa israeliano e quello italiano per l’acquisto di sette elicotteri AW-119Kx per un valore di 350 milioni di dollari: anche in questo caso l’Italia acquisterà un equivalente in tecnologia militare israeliana.

Turkmenistan

Sebbene meno rilevanti, presentano importanti sviluppi anche i rapporti commerciali con il Turkmenistan: nel settore civile l’interscambio con Ashgabat, nel 2019 vede esportazioni dall’Italia per oltre 50 milioni di euro e importazioni per più di 90 milioni. Anche in questo caso, sono particolarmente importanti le esportazioni di sistemi militari che negli ultimi anni superano i 460 milioni di euro.

Si tratta di un ampio arsenale bellico. Vi figurano due elicotteri AgustaWestland EH101 (circa 50,5 milioni di euro) e altri cinque elicotteri AgustaWestland AW139 “per impiego militare” (64 milioni di euro). Ma soprattutto, sistemi missilistici Marte della MBDA Italia (162 milioni di euro), tre droni teleguidati Falco XN (extra Nato) della Selex Galileo, oggi Selex ES (8,7 milioni di euro); otto complessi del cannone binato navale compatto 40/70 compatti (28 milioni di euro), 10mila munizioni pesanti della M.E.S. (oltre 4,4 milioni di euro) e finanche 1.680 fucili d’assalto Beretta ARX-160 con oltre 2 milioni di munizioni, 150 lanciagranate Beretta GLX-160, 120 pistole semiautomatiche Beretta PX4 Storm con dispositivi di soppressione del rumore (valore totale di quasi 3,9 milioni di euro) e dodici mitragliere C/A da 25 mm. tipo KBA con accessori della Rheinmetall Italia (circa 2,4 milioni di euro). Sistemi militari che – come riporta una dettagliata inchiesta di Ludo Hekman di Bellingcat – sono in gran parte già arrivati a destinazione e in dotazione delle Forze armate del presidente-dittatore Berdimuhamedov.

I silenzi della Farnesina

Che sia il desiderio di non compromettere nuovi affari nel settore militare a spiegare la ritrosia della Farnesina a far sentire le proprie rimostranze ai paesi che hanno vietato l’accesso ai nostri concittadini? Non è da escludere considerato che la materia dell’esportazione di armamenti è di competenza del ministero degli Esteri. Attraverso l’Autorità nazionale UAMA (Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento) rilascia appunto le autorizzazioni per l’esportazione di armamenti. Durante la direzione del ministro plenipotenziario Francesco Azzarello, UAMA non ha fatto mistero di voler sostenere le aziende del settore militare, ed in particolare quelle a controllo statale come Leonardo-Finmeccanica e Fincantieri, per “dare impulso” al comparto industriale-militare anche a costo di incorrere in indagini sulle autorizzazioni rilasciate. Di recente è stato nominato un nuovo direttore di UAMA, il ministro Alberto Cutillo. Un po’ presto per vedere se ci saranno cambiamenti. Ma nel frattempo almeno il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano (che ieri ha fatto bella mostra delle deleghe) potrebbe battere un colpo verso i Paesi dell’Asia che hanno deciso di impedire l’ingresso ai nostri connazionali. O dobbiamo pensare che la politica estera sia dettata – come molti dicono – da ENI e Leonardo?

Giorgio Beretta
giorgio.beretta@unimondo.org

Venerdì, 28 Febbraio 2020

 

“Perché va cambiato quel provvedimento, che farà tornare ai vecchi istituti”

Superando.it

Perché va cambiato quel provvedimento, che farà tornare ai vecchi istituti
Viene rilanciata ancora una volta la battaglia che varie organizzazioni delle Marche stanno da tempo conducendo, a fianco del Gruppo Solidarietà, contro quella proposta della Giunta Regionale, della quale è imminente l’approvazione definitiva, riguardante i nuovi requisiti di funzionamento dei servizi sociosanitari, diurni e residenziali. Una proposta che di fatto e a buona ragione viene fatta coincidere come un inaccettabile ritorno al modello dei vecchi istituti e che oltre 1.100 persone hanno chiesto di cambiare, sottoscrivendo un appello/petizione promosso nel web
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Un semaforo a misura di tutte le disabilità
Sono stati i “Miccorobosenior”, otto ragazzi di Pistoia dagli 11 ai 15 anni, a realizzare, supportati dalla Società Silfi, il progetto “SemaForAll” (“Semaforo per tutti”), allo scopo di rendere più agevole e sicuro il gesto di attraversare la strada alle persone con disabilità, visiva e non. E l’iniziativa, sostenuta anche dall’UICI di Firenze, si è felicemente qualificata per la finale nazionale della “FIRST® LEGO® League”, vero e proprio campionato mondiale di scienza e robotica per bambini e ragazzi dai 9 ai 16 anni
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Inclusione: siamo tutti una sola cosa, anche se non siamo tutti la stessa cosa
«Questo concetto – scrive Pietro Greco – viene declinato in altrettanti modi nei sedici diversi capitoli del libro “Diritti umani e inclusione”, curato da Laura Nota, Marco Mascia e Telmo Pievani, docenti dell’Università di Padova, volume ove emergono costantemente il ruolo e i compiti dell’università, in particolare riguardo al rapporto tra la stessa e la società nel suo complesso. Un rapporto che dev’essere teso a rimuovere tutti gli ostacoli – fisici, psicologici, culturali – che impediscono il progresso e la fioritura delle comunità all’insegna della sostenibilità sociale e ambientale»
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Una guida utile a tutti, per l’emergenza sanitaria legata al coronavirus
Informazioni e consigli per i cittadini, le tante notizie false diffuse in questi giorni, i vari provvedimenti regionali e nazionali e alcuni video di esperti: consiste in questo l’ottima guida di approfondimento sull’emergenza sanitaria legata al coronavirus, lanciata nel web da Cittadinanzattiva, che mette anche in guardia sulle possibili truffe e speculazioni. Particolarmente interessante, all’interno della guida, è anche la sessione dedicata alle domande più frequenti sulla questione, “incrociate” a specifici settori (“Salute”, “Trasporti”, “Fisco e tasse”, “Scuola e tempo libero”)
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“Self per tutti”: non sconti, ma un’opportunità in più di autonomia
Circa 450 stazioni di servizio hanno aderito a “Self per tutti”, iniziativa frutto di un’intesa tra la FAIP (Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici), l’Unione Petrolifera e varie Associazioni di categoria, in base alla quale viene fornita assistenza agli automobilisti con disabilità nel rifornimento di carburante anche presso le colonnine adibite al self-service. Di fronte, però, a chi ha erroneamente parlato di “sconti sul carburante”, serve un ulteriore contributo di chiarezza, per spiegare che non di sconti si tratta, ma di un’opportunità in più di autonomia. E non è certo poco
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Ogni giorno è un bel giorno, per chi sente grazie all’impianto cocleare
«Il 25 febbraio – scrive Paolo De Luca, presidente dell’APIC (Associazione Portatori Impianto Cocleare) – è stata la Giornata Internazionale dell’Impianto Cocleare, ma in realtà, come diciamo sempre, ogni giorno è un bel giorno per chi è riuscito a risentire e per chi sente con l’impianto cocleare. Grazie, cari portatori di impianto cocleare, per essere testimoni dell’utilità e potenzialità offerte da questo formidabile ausilio prodotto dall’ingegno umano»
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Giornalisti nell’Erba (gNe), gli appuntamenti dal 29 febbraio al 26 aprile

29 febbraio: è quella della scadenza per presentazione elaborati e documentazione per la partecipazione alla XIV edizione del Premio nazionale e internazionale Giornalisti Nell’ErbaQui tutte le informazioni.

6-8 marzo: 1° Festival del giornalismo ambientale al Maxxi a Romaorganizzato dal Ministero dell’Ambiente, da ENEA, ISPRA e dalla Federazione Italiana Media Ambientali (FIMA). In programma, l’8 marzo alle 9.30, anche un evento speciale con docenti, giovani, giovanissimi giornalisti: ‘Il Metodo gNe è una rottura – la cassetta degli attrezzi del giornalista a scuola rompe gli schemi, è strumento didattico per l’educazione civica e allo sviluppo sostenibile e diventa un manuale di resistenza civile per giovani. Intervengono Paolo Fallai  (giornalista, scrittore, presidente delle Biblioteche di Roma)Giuditta Iantaffi e Ilaria Romano (insegnanti, coordinatrici nazionali Rete docenti Giornalisti Nell’Erba)Annalisa Persichetti e Chiara Fardella (docenti gNe, liceo scientifico G.Alessi di Perugia)Leonardo Porciello (studente universitario e Giornalista Nell’Erba), ed altri giovani gNe. Modera la giornalista Sabrina Mechella Monaldi (FIMA). Previste anche le testimonianze di altri giovani e ancor più giovani giornalisti nell’erba e attivisti fff e alcuni docenti nonché il preside della Rete, Gaetano De Masi.

1-5 aprile: Festival internazionale del giornalismo di Perugia, la 5 giorni irrinunciabile dei giornalisti di tutto il mondo: Giornalisti Nell’Erba lo racconta attraverso i servizi e le interviste dei giovani gNe (in collaborazione con il liceo G.Alessi)

23 aprile: è la data della XIV premiazione e giornata nazionale di Giornalisti Nell’Erba #GNE2020, che si terrà a Roma, al Villaggio per la Terra di Villa Borghese, durante la manifestazione di 4 giorni dedicata all’Earth Day.

25 aprile: evento targato gNe su ‘Dogmi e Tabù dell’integralismo Green’, un nuovo format pensato per sciogliere con ironia (e competenza di esperti), alcuni irrigidimenti talvolta dannosi alla transizione, e a cui segue un incontro a più voci (da quella dei media a quella della scienza, dell’arte, della filosofia ecc) nella ricerca  di un linguaggio comune per ambiente, pianeta, sostenibilità.

Il Villaggio per la Terra è il format ideato da Earth Day Italia per la promozione di una sensibilità civile ed ambientale nel contesto delle celebrazioni nazionali dell’Earth Day. Allestito per diversi giornate intorno alla data del 22 aprile (Giornata Mondiale della Terra) tra la Terrazza del Pincio e il Galoppatoio di Villa Borghese, è l’evento principale dell’impegno italiano per le celebrazioni dell’Earth Day. Giornate tra ambiente, sport, spettacolo e cultura, con tanti eventi, incontri istituzionali, forum a tema, corsi, spettacoli, laboratori ludici e didattici. L’impatto delle iniziative del Villaggio per la Terra ha registrato in questi anni una crescita con picchi di partecipazione superiori alle 200.000 presenze e visibilità superiori ai 200 milioni di contatti media solo in ambito nazionale. Il programma – quest’anno dal 22 al 26 aprile – prevede un concerto, due giornate dedicate alle scuole e una alla formazione. Quest’anno è il 50° della Giornata della Terra e l’appuntamento al Villaggio per la terra è tappa ufficiale di avvicinamento all’evento mondiale del ‘Patto Educativo Globale’ convocato da Papa Francesco per il 14 maggio, e il 24 aprile è Global Climate Strike.

“La persecuzione di Assange ed i giornalisti comprati”

Il giornalista australiano Assange è in attesa a Londra della decisione di un tribunale britannico sulla richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti.
Assange è accusato di aver diffuso sul sito Wikileaks documenti statunitensi, in gran parte forniti dal soldato Chelsea Manning (anche lui perseguitato ed in galera negli USA), che attestano le malefatte, le uccisioni e le stragi compiute dall’esercito statunitense durante le varie imprese imperiali degli USA.
Se la richiesta venisse accolta, Assange – già perseguitato per 10 anni dal Governo svedese, alleato degli USA, con una falsa accusa di stupro, poi completamente caduta – rischia di rimanere in galera a vita.
La cattura di Assange, che si era rifugiato nell’Ambasciata equadoriana, è stata resa possibile dal tradimento del nuovo Presidente equadoriano Lenin Moreno, che, su pressione statunitense, lo ha fatto rapire all’interno dell’Ambasciata ignorando il principio dell’asilo politico. Una recente manifestazione per Assange a Roma ed in altre città italiane del mondo ha ricordato questi episodi che coprono di vergogna i nostri governi “democratici” dell’Occidente.
E’ inevitabile a questo punto il confronto con la nutrita schiera dei giornalisti occidentali che hanno affidato le loro brillanti carriere ad un uso sistematico della menzogna, regolando i loro articoli sulle precise indicazioni che vengono loro dai Governi degli USA e di altri paesi della NATO, dai servizi segreti occidentali e dai grandi gruppi capitalistici e finanziari. Un recente libro del “grande” giornalista tedesco Ulfkotte, recentemente scomparso, dal titolo che non ha bisogno di commenti, “Giornalisti comprati”, coraggiosamente presentato in Italia dall’editore Zambon con una prefazione di Diego Siragusa, ha descritto il fenomeno per esperienza diretta. Ulfkotte confessa apertamente di essere stato anche lui pagato per diffondere false notizie, e denuncia, dopo essersi pentito, la maggior parte dei giornalisti tedeschi per aver accettato soldi, prebende, avanzamenti di carriera, in cambio della manipolazione delle notizie a favore del Governo, della NATO, degli USA, e di altri poteri forti.
Un libro in cui veniva descritta la sistematica manipolazione delle notizie da parte di giornalisti e commentatori vari fu scritto pochi anni fa in Italia anche da Vladimiro Giacché con il titolo “La Fabbrica del Falso”. Anch’esso non ha bisogno di commenti. Un altro libro in materia fu scritto dal Prof. Borgognone, ed un altro ancora dall’altro giornalista tedesco Elsasser con particolare riferimento alle guerre in Jugoslavia (“Menzogne di Guerra”). Anche gli amici Mario Albanesi, Fulvio Grimaldi, Marinella Correggia e tanti altri hanno contribuito allo sputtanamento dei bugiardi.

Tra le bugie dei giornalisti corrotti sono particolarmente odiose quelle dedicate alla politica estera per giustificare guerre ed aggressioni.
Il primo ministro jugoslavo Milosevic fu paragonato dalla stampa occidentale ad Hitler, poi rapito, processato con accuse riconosciute come false dopo la sua morte avvenuta in circostanze poco chiare nelle prigioni dell’Aja. I Serbi furono accusati di presunte stragi a Sarajevo, Srebenica, e Rakac nel Kossovo; e queste false notizie servirono a giustificare le aggressioni della NATO.
Gheddafi fu accusato falsamente di aver fatto bombardare folle di manifestanti a Tripoli e di aver fornito Viagra ai suoi soldati per indurli a stuprare le oppositrici. Queste ridicole ed assurde accuse servirono a distruggere la Libia ed assassinare il suo Presidente.
Le accuse di usare armi chimiche e di torturare gli oppositori sono servite a mettere sotto accusa il Presidente regolarmente eletto della Siria, Bashar Assad, e giustificare l’appoggio occidentale alle peggiori bande terroriste di Al Qaida e dei Fratelli Musulmani che hanno cercato di destabilizzare la Siria.
I golpisti nazisti di Kiev ed il ridicolo “presidente autoeletto” del Venezuela Guaidò sono stati fatti passare per autentici democratici.
Ora l’epidemia Coronavirus viene usata da qualche sciacallo per sparlare della Cina, mentre sempre più incredibili sono le accuse contro il Presidente della Corea Popolare Kim Jong Un, che addirittura farebbe assassinare gli oppositori con cannoni antiaerei (ma perché non usare metodi più semplici?).

In queste accuse si sono distinte, oltre che giornalisti compiacenti, anche alcune notissime ONG che vanno per la maggiore.
Amnesty International ha mandato in giro per tutto il mondo una mostra fotografica consistente in immagini di cadaveri di persone torturate, che sarebbero stati fotografati da un fantomatico agente della polizia siriana pentito, noto col soprannome di Caesar. Ma quando ho chiesto a membri di Amnesty il nome di questo Caesar e come facessero ad affermare che quelle foto fossero realmente foto di oppositori siriani, nessuno ha saputo rispondere.
Lo stesso è avvenuto quando un gruppo dell’organizzazione pacifista No War di cui faccio parte chiese a Medici Senza Frontiere su quali basi avessero diffuso la notizia di un attacco chimico a Douma, alla periferia di Damasco, nel 1913, in cui sarebbero morti 1500 civili. Anche loro non seppero dare una risposta. Ripetevano a pappagallo notizie diffuse dai nemici del Governo della Siria (quello regolarmente eletto e riconosciuto dall’ONU).
Anche nel caso della campagna orchestrata contro l’Egitto per il caso Regeni, se chiediamo la verità, allora vorremmo sapere tutta la verità. Vorremo sapere, ad esempio, perché Regeni avesse lavorato per la Oxford Analytica, una società i cui dirigenti erano John Negroponte, noto agente della CIA, organizzatore degli “squadroni della morte” in America Centrale, Colin McColl ex dirigente del servizio segreto inglese MI6 , ed il Sig. Young già consigliere privilegiato di presidenti statunitensi. Vorremmo sapere perché Regeni ha tentato di arruolare nell’ambito di un fantomatico “progetto” un sindacalista egiziano, che poi lo ha denunciato, e come mai il corpo di Regeni (che i Servizi Segreti egiziani avrebbero potuto facilmente far sparire, se fossero stati loro i colpevoli dell’omicidio) sia stato esibito in un luogo frequentato, non lontano da una sede degli stessi Servizi, e proprio nel giorno in cui doveva essere siglato un accordo miliardario tra ENI ed Egitto. La possibilità di una “provocazione” per far fallire l’accordo, attuato con il sacrificio di un personaggio minore già “bruciato”, è molto reale, e male fanno anche giornali come il “Manifesto” o il “Fatto Quotidiano” ad alimentare a senso unico il “caso Regeni”.

Oggi che l’esercito siriano sta scacciando i terroristi sostenuti dall’esercito turco dalle loro ultime basi, si leva dai loro sostenitori sconfitti – che non possono fare altro – un coro di proteste contro i presunti bombardamenti di scuole ed ospedali da parte dell’aviazione russa e dell’artiglieria siriana.
Se ne fanno portavoce, non solo 14 ministri degli Esteri europei, tra cui Di Maio, in una lettera aperta piena di bugie, ma anche i giornalisti “progressisti” di Lettera 21.
Invece di accusare per le sofferenze del popolo siriano i terroristi che hanno tenuto in ostaggio per 7 anni la Provincia di Idlib, viene accusato il Governo siriano, che ha il dovere di liberare tutto il suolo nazionale dal terrorismo diretto dall’esterno.
Le vittorie dell’esercito e del popolo siriani, che si stringono intorno al loro Presidente, sono un’adeguata risposta a queste ennesime ipocrisie menzognere.

Roma 27.febbraio, 2020
Vincenzo Brandi

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