Sciacalli, panico e virus. Intervista all’epidemiologo Leopoldo Salmaso

Confusione terminologica e sciacallaggio mediatico e commerciale stanno aumentando lo stato di psicosi collettiva generato dal terrore del nuovo coronavirus.

Abbiamo intervistato nuovamente il dr. Leopoldo Salmaso che ci aveva già rilasciato un’importante intervista una decina di giorni fa. Il dr. Salmaso, epidemiologo e specialista in malattie infettive ci risponde dalla Tanzanìa, dove sta lavorando ad alcuni progetti sanitari per la popolazione locale.

D: Buongiorno dottore, ci siamo sentiti dieci giorni fa, quando l’Italia sembrava affetta solo dal “virus del terrore” come lei stesso lo aveva definito ed oggi ci troviamo di fronte a vari focolai del vero virus che ha contagiato circa duecento italiani e contiamo già quattro decessi. Cosa può dirci alla luce dei nuovi fatti e in base alla sua lunga esperienza di epidemiologo?

R: Come lei sa sono un clinico, ho svolto tutta la mia vita professionale fra Padova e la Tanzania e per anni ho praticato l’epidemiologia sul campo con vari protocolli OMS. Ma a monte di tutto, ho studiato a fondo come la Vita si rafforza e si espande attraverso la co-evoluzione di ogni forma vivente, compresi virus e umani. Lei fa riferimento alla mia esperienza e mi sento di dirle di fare attenzione alla parola “esperto”, parola oggi molto pericolosa, soprattutto se usata per pontificare davanti a un pubblico disorientato. Vedo quello che succede in Lombardia e Veneto, lo confronto con l’ABC dell’epidemiologia, e mi viene in mente il detto “Dio acceca quelli che vuole perdere”.

D: Nientemeno… Però i cittadini sono più che frastornati, siamo sull’orlo del panico e non da oggi. Alcuni  media non avendo nulla di rilevante da dire stanno mestando nel torbido facendo un vero e proprio lavoro di sciacallaggio, altri oscillano tra il tentativo di tranquillizzare e la ricerca dello scoop. Per questo la stiamo intervistando. Sappiamo che il suo tempo è prezioso e quindi le chiediamo solo di darci un suo punto di vista professionale su quanto sta avvenendo.

R: Sì, qui in Tanzania abbiamo molto da fare, e il mio tempo è prezioso come quello del lettore. A Padova sono in pensione da anni e quindi non ho nessun tornaconto personale a polemizzare con nessuno, ma mi ci sento tirato per i capelli e mi assumo la responsabilità personale e professionale di ciò che sto per dirle.

D: OK, allora veniamo al dunque.

R: Anzitutto, da medico, vorrei esprimere la mia vicinanza alle famiglie delle persone morte o in pericolo di vita, per qualsiasi causa. Provo anche sincera com-passione con le autorità che si sono spinte a prendere misure quasi-apocalittiche, non potendo sapere se ciò sarà utile o contro-producente per la salute dei singoli e della comunità. Salute che, va opportunamente ricordato, ora non è più solo fisica ma anche psichica. Ciò detto, in scienza e coscienza credo di potere e dover dire:
Primo: il virus del panico non dovrebbe in alcun caso prevalere su nessun agente infettivo, fosse anche la peste bubbonica che alcuni suoi colleghi stanno evocando in maniera sconsiderata. E mi lasci ribadire che, nei soli paesi ricchi, anche quest’anno sono morte più di centomila persone per le complicanze della normale influenza, non dell’infezione da Covid-19.
Secondo: qui a Dar es Salaam, maggiore città aeroportuale e portuale della Tanzania con circa 5 milioni di abitanti, vanno e vengono cinesi dappertutto, e non si vedono mascherine. Non abbiamo neppure i test per il Nuovo Coronavirus, ma non siamo così sprovveduti da non accorgerci se si ammala gente con quadri e decorsi “diversi dal solito”. Esempio concreto: nel marzo 1985 noi medici del CUAMM di Padova segnalammo alle massime autorità tanzaniane e internazionali (OMS e UNICEF) i primi 35 casi clinicamente sospetti di AIDS.
Terzo (e cito in buona parte la prestigiosa rivista Nature del 21 febbraio): i test di laboratorio per il Nuovo Coronavirus sono stati messi a punto in fretta e furia, partendo dai substrati più disparati, con le metodiche più varie e non standardizzate, subito replicati in tonnellate di kit da vendere all’offerente più spaventato…
In condizioni ottimali sarebbe un lusso se, ogni cento test, avessimo 3 risultati falsamente positivi e 3 falsamente negativi, ma con quelle premesse la percentuale di risultati fuorvianti può essere molto più alta. Senza contare il fatto che questi test rilevano anche coronavirus assai lontani filogeneticamente dal Covid-19.
Quarto: io non ho mai visto di persona, né trovato in letteratura, epidemie con morti senza il minimo indizio di contatto a rischio; “pazienti zero” senza sintomi né virus; tassi di letalità che aumentano di giorno in giorno fuori dall’epicentro (cioè in Italia ma non in Cina). Tutto ciò può sembrare ancor più angosciante, invece è rassicurante, e lo è per precise leggi di statistica (teorema di Bayes, Valore Predittivo di un qualsiasi test). Leggi che vengono incomprensibilmente ignorate dagli “esperti” nostrani e che cercherò di illustrare il più prosaicamente possibile, pur prevedendo le reazioni scandalizzate di colleghi perfezionisti:
Prendiamo un test di gravidanza ideale (sensibilità e specificità = 99%), e lo applichiamo sui 15 milioni di donne italiane che non sono nella fascia di età 15-49 anni (quindi con probabilità trascurabile di essere incinte per davvero). Otterremo 14.850.000 (99% di 15 milioni) risultati negativi veri, ma otterremo anche 150.000 risultati positivi (1% di 15 milioni), praticamente tutti falsi.
E se applichiamo alle stesse donne un test anti-coronavirus ugualmente ideale, ne troveremo ancora 150.000 falsamente positive.
In entrambi i casi la qualità del test, per quanto ottima, è trascurabile rispetto alla grandezza da misurare. Infatti quest’ultima è dell’ordine di sette cifre, mentre lo scarto di precisione del test è a una cifra.
Noti che, se mandiamo quei campioni per conferma allo Spallanzani, e magari anche all’OMS, continueremo a trovare percentuali abnormi (sia pure decrescenti) di falsi positivi.
Faccio un altro esempio: la cordella metrica di una sarta può farci individuare con ottima precisione le tessere di un mosaico il cui lato sia compreso fra 9 e 11 millimetri, ma se con essa pretendessimo di individuare, fra una grande matassa di fili, quelli con spessore compreso fra 0,09 e 0,11 millimetri, finiremmo col… dare i numeri, letteralmente!

D: Quindi lei dice che in Italia stiamo dando i numeri?

R: In Italia stanno giocando coi piccoli numeri nel campo di gioco dei grandi numeri. Sarebbe come giocare a ping pong in un campo di rugby.

D: E quindi?

R: Quindi le ultraspecializzazioni ci hanno fatto perdere la visione d’insieme: stiamo perdendo il pensiero laterale, analogico. E’ una beffa ironica, no? L’uomo, proprio quando si sforza di insegnare ai computer una intelligenza artificiale simile a quella umana, usa egli stesso un pensiero digitale e non più analogico!

D: E’ una dura accusa di incompetenza verso i nostri politici e i loro consulenti. E come mai questo succede in Italia e – almeno al momento –  non in un altro paese europeo?

R: Politici, burocrati, consulenti “esperti” (in primis il mondo accademico), giornalisti… i nostri padroni, i “mercati”, premiano chi arraffa e penalizzano chi si attiene all’etica professionale. C’è tanto arrivismo anche in Europa, ma in fatto di meritocrazia l’Italia è ultima in classifica: sono dati freschi del 2018.
Per i burocrati bisogna distinguere ulteriormente: a parte quelli dell’Unione Europea che sono agli ordini delle lobby ancor peggio di quelli statunitensi, le burocrazie nazionali dei singoli paesi, soprattutto al nord, sono riconosciute fra le migliori al mondo. Ad esempio, vedo con sollievo che l’Austria a mezzanotte ha revocato il blocco dei treni passeggeri al Brennero, blocco deciso 4 ore prima “per la presenza di due passeggeri sospetti”. Quel provvedimento era stato preso da qualcuno troppo-cauto-ergo-sommamente-incauto, ma qualcun altro sopra di lui evidentemente ha la testa a posto: gli vogliamo chiedere di fare il Commissario Straordinario per il Lombardo-Veneto?
E che dire delle popolazioni nazionali, del loro senso di coesione e disciplina? Ci sarà del vero se ripetiamo che in Italia abbiamo 63 milioni di commissari della nazionale calcio, 63 milioni di premier, 63 milioni di tuttologi?

D: Va bene, lei fa una critica di natura politica, nello specifico potrei azzardare di politica mediatico-sanitaria, ma intanto secondo lei cosa potremmo fare?

R: Una volta tanto, per i politici sarebbe quasi indolore dire: “Scusate, ci hanno dato informazioni esagerate, restiamo prudenti ma senza allarmismi”.

D: Beh, questo non sarebbe male, soprattutto dopo aver letto la dichiarazione della dr.a Gismondo, direttrice del laboratorio di Macrobiologia Clinica, Virologia e Diagnostica dell’ospedale Sacco di Milano che afferma di essere “stanca e disgustata ” e dichiara che “Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Non è così. Vi ricordo che ad oggi i morti per Coronavirus in Italia sono 2 (al momento 3 ma tutti e 3 già affetti da altre patologie, nda) e 217 per influenza… …guardate i numeri, questa follia farà molto male, soprattutto dal punto di vista economico”
Non possiamo dire che la dr.ssa Gismondi non sia un’esperta e allora mi chiedo e le chiedo: ma tutti gli “esperti” che popolano giornali e tv cosa dovrebbero fare?

R: Gli “esperti”? intanto dovrebbero tornare sui libri a studiarsi il teorema di Bayes e poi, dopo averlo fatto troverebbero il modo di restare a galla rivedendo qualche azzardata ipotesi, le stesse che hanno fatto gola sia agli sciacalli mediatici che a quelli del piccolo commercio, quelli che, giocando sul terrore indotto stanno vendendo amuchina e mascherine a peso d’oro.
Gli “esperti” più scaltri alla fine sapranno trovare il salvagente buono per tutti: il Principio di Precauzione!

D: Ma il “principio di precauzione” può essere tanto serio quanto pilatesco

R: certo, e se non è applicato con coscienza e competenza rischia di distruggere ciò che ci può proteggere contro tutti i disastri ambientali che stanno innescando i vari apprendisti stregoni  e “i mercati”, nel silenzio assordante della politica, quella che ha perso la P maiuscola da almeno un secolo (oserei indicare una data e un luogo simbolici: 6 Agosto 1945 – Hiroshima)…
Mi viene da concludere parafrasando Ennio Flajano: in Italia la situazione non è né grave né seria mentre, mi permetta di ricordarlo, da queste parti si stanno preoccupando “ancora” di come sopravvivere alla tempesta di cavallette che rischia di fare 20 milioni di morti!

Mentre chiudiamo l’intervista col dr. Salmaso internet ci informa che “Napoli si sveglia nel pieno di paura da Coronavirus… negli ospedali la situazione è tranquilla ma c’è comprensibile preoccupazione per la cronica carenza di posti letto…”
Il terrore avanza e abbiamo motivo di temere che presto l’Italia, da nord a sud, assumerà le sembianze di un lazzaretto, proprio il rischio che ieri il primo ministro, in una conferenza stampa cercava di sventare e che il nostro intervistato ritiene abbia a che fare con ben altro che con l’effettiva virulenza della Covid-19.

Patrizia Cecconi 

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-sciacalli_panico_e_virus_litalia_sta_dando_i_numeri_intervista_allepidemiologo_leopoldo_salmaso/5496_33231/

 

Inizia l’udienza di estradizione negli USA di Assange: di cosa si tratta e come siamo arrivati qui?

Il tribunale di Londra inizierà oggi le udienze per determinare se il fondatore di WikiLeaks Julian Assange sarà o no estradato negli Stati Uniti con l’accusa di cospirazione dove rischia 175 anni di prigione

Assange langue nella prigione di massima sicurezza di Belmarsh, a Londra, da quando è stato trascinato dall’ambasciata ecuadoriana di Londra dalla polizia britannica nell’aprile dello scorso anno e successivamente incriminati con 18 accuse ai sensi dello US Espionage Act, che per cui rischia di essere condannato fino a 175 anni di prigione.

Il giornalista e informatore australiano aveva vissuto, per i sette anni precedenti, nell’ambasciata di Londra, dove aveva cercato asilo dopo aver saltato la cauzione in relazione a un’indagine svedese su presunta violenza sessuale, che lui e i suoi avvocati sostengono fosse politicamente motivata (e che successivamente è stata archiviata).

Ora, il destino di Assange è in bilico nel Woolwich Crown Court con il giudice Vanessa Baraitser che ascolta le discussioni a favore e contro la sua estradizione. L’audizione dovrebbe durare fino a venerdì.

Gli avvocati di Assange hanno a lungo sostenuto che non avrebbe ricevuto un giusto processo negli Stati Uniti e che il caso contro di lui è puramente politico, equivale a criminalizzare le attività legittime dei giornalisti e rappresenta una minaccia alla libertà di parola.

WikiLeaks è stata fondata nel 2006, ma è diventata famosa nel 2010 quando ha pubblicato un video classificato che mostra un elicottero militare americano che uccide circa 12 persone, tra cui due giornalisti Reuters.

Il video faceva parte di un’enorme quantità di materiale militare trapelato sul sito degli informatori dall’ex analista dell’intelligence dell’esercito Chelsea Manning, che ha scontato sette anni di prigione prima che la sua condanna a 35 anni fosse commutata dall’ex presidente Barack Obama nel 2017.

Manning è stato nuovamente imprigionato nel 2019 (e rimane dietro le sbarre) per essersi rifiutato di testimoniare contro Wikileaks, dicendo che avrebbe preferito “morire di fame”.

I critici di Assange affermano che le sue attività non equivalgono al giornalismo e rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Durante le elezioni presidenziali degli Stati Uniti del 2016, Wikileaks ha fatto arrabbiare l’establishment americano, rilasciando fughe dal Comitato Nazionale Democratico (DNC) che mostrava i leader del partito che cercavano di frenare Bernie Sanders. Alcuni democratici hanno affermato che la pubblicazione era dannosa per la candidatura di Hillary Clinton alla presidenza e hanno accusato Assange di lavorare con la Russia per minare la sua campagna.

I medici che hanno visitato Assange a Belmarsh hanno dato forti avvertimenti pubblici sul deterioramento della sua salute. Questo mese, nella loro quarta lettera fino ad oggi, un gruppo di oltre 100 medici ha avvertito il governo del Regno Unito di poter morire in prigione, dopo essere stato “effettivamente torturato a morte”. Una valutazione simile era stata precedentemente raggiunta da Nils Melzer, il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, che dopo averlo visitato aveva concluso che Assange stava esibendo “tutti i sintomi tipici dell’esposizione prolungata alla tortura psicologica”.

Una richiesta ad ottobre da parte del team legale di Assange di rinviare l’udienza di estradizione per concedere più tempo per preparare il caso è stata negata. Il suo team si è anche costantemente lamentato della mancanza di accesso al carcere e ha affermato che ad Assange sono stati negati gli strumenti di cui aveva bisogno per preparare il suo caso, tra cui un computer portatile e l’accesso a determinati documenti.

Le notizie della settimana scorsa hanno rivelato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe offerto un perdono ad Assange se avesse dichiarato pubblicamente che la Russia non aveva nulla a che fare con le rivelazioni di DNC – ma si è scoperto che Assange avrebbe già offerto una “prova definitiva” ufficiale degli Stati Uniti durante un Incontro del 2018 che la Russia non era dietro le rivelazioni.

Il tribunale di Londra non deciderà se Assange è colpevole di qualsiasi crimine, ma esaminerà se la richiesta degli Stati Uniti per la sua estradizione soddisfa i requisiti di un trattato del 2003. Il suo team sostiene che, poiché il caso è motivato politicamente, il trattato dovrebbe impedire la sua estradizione.

Dopo questa settimana, le audizioni saranno nuovamente rinviate al 18 maggio.

Fonte articolo

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-inizia_ludienza_di_estradizione_negli_usa_di_assange_di_cosa_si_tratta_e_come_siamo_arrivati_qui/82_33233/

 

A Gaza e in Siria ripresi i bombardamenti di Israele. Uccisi 3 palestinesi delle Brigate Al Quds

L’IOF ha ripreso tra ieri notte e questo pomeriggio a bombardare la Striscia di Gaza e Damasco. Colpito con tre missili un sito appartenente alle Brigate Al-Quds, l’ala armata del Jihad islamico, a Khan Yunis, est di Gaza. Preso di mira anche un sito della resistenza a est del campo profughi di Al-Bureij, centro della Striscia.

L’esercito israeliano di occupazione ha annunciato di aver lanciato attacchi aerei contro le postazioni del Jihad islamico in risposta al lancio di 20 missili verso gli insediamenti intorno a Gaza, nel pomeriggio di ieri, come riporta Ma’an News Arabic. In verità, dopo l’uccisione, ieri mattina, ed il vilipendio del cadavere di Muhammad Ali Anam, 27 anni, ad opera di un bulldozer israeliano a Khan Younis, la risposta della Resistenza era stata annunciata sia dal Jihad che da Hamas.

Anam era stato accusato dal regime di Tel Aviv di aver cercato di piazzare un ordigno esplosivo vicino alla recinzione di separazione nella zona sud della barriera di demarcazione tra la Striscia ed i Territori Palestinesi Occupati del ’48 (Israele). Nella sua dichiarazione, il Jihad aveva definito l’omicidio di Anam ed il conseguente vilipendio del cadavere un “brutale crimine israeliano”. La risposta preannunciata non si era fatta attendere. Nel pomeriggio di ieri 20 missili avevano raggiunto gli insediamenti israeliani adiacenti alla Striscia, Sderot, Ashkelon e Kissufim.

Dopo un’ora dal lancio, la Resistenza aveva sferrato un nuovo attacco. Nella notte, come su scritto, la risposta israeliana alla risposta palestinese, passaggio che è bene sottolineare. Nei raid israeliani della scorsa notte contro obiettivi militari del Jihad islamico nella Striscia di Gaza ci sarebbero stati quattro feriti, in aggiunta ai quattro, di cui uno deceduto, della mattina. Chiuso, senza spiegazioni, il valico di Erez in entrambe le direzioni.

Bombardata nella notte anche Damasco. Il Jihad Islamico piange il martirio di due dei suoi membri operativi proprio a Damasco. Sono Salim Ahmed Salim, 24 anni, e Ziyad Ahmed Mansour, 23 anni. In totale i membri delle Brigate al Quds uccisi sono 3, in meno di 24 ore, tra Gaza e la Siria.

AGGIORNAMENTI

Questo pomeriggio la resistenza palestinese ha ripreso il lancio di razzi contri gli insedimianti israeliania adiacenti alla Striscia di Gaza. In seguito al tentativo del sistema Iron Dome di intercettare i razzi, a Netivot, Sderot e Ashkeron si sono udite violente esplosioni. Le Brigate al Quds, nel rivendicare l’attacco, hanno rilasciato un comunicato: “La nostra risposta militare contro i crimini israeliani e gli omicidi di Khan Younis e Damasco è terminata. Promettiamo al nostro popolo e alla nostra nazione di continuare la loro lotta e di rispondere a qualsiasi persistenza da parte dell’occupazione del nostro popolo e della nostra terra”.

Di Paola Di Lullo

Fonte: Foto Salem Abu Amra

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-mentre_il_mondo__in_preda_alla_psicosi_coronavirus_a_gaza_e_in_siria_ripresi_i_bombardamenti_di_israele_uccisi_3_palestinesi_delle_brigate_al_quds/82_33242/

“Assassino come Pinochet”, i video (censurati dalla tv cilena) della contestazioni a Piñera

Se c’è un argomento che i media nostrani amano censurare più di tutti in questo periodo è la contestazione di popolo a tutto il sistema neo-liberista che va avanti da mesi nel paese, ironia della storia, topo da laboratorio dei Chigago Boys.

E proprio l’erede di quel Pinochet preso come cavia da Friedman e soci, l’attuale presidente del Cile Sebastian Pinera, è oggetto di una contestazione continua e si attesta oggi al livello di approvazione più basso nella storia del paese, sotto l’8%.

Le manifestazioni sono arrivate a Valparaiso per l’apertura di uno dei principali festival della musica latino-americana a Viña del Mar.

Prima dell’inizio del festival ci sono stati ennesimi episodi di dura repressione dell’esercito contro i manifestanti e dentro l’arena molti manifestanti hanno contestato l’attuale presidente con un parallelo con Pinochet. Del resto, lo stesso Pinera non ha mai nascosto le sue simpatie per il noto dittatore.

Il momento della contestazione è stata censurata dalla tv cilena ma è presto divenuta virale su Twitter. Qui di seguito i due video imbarazzanti non solo per Pinera ma per tutti coloro che si ostinano a portare avanti un modello fallito e fallimentare.

 

Essendo il rappresentante di un paese vassallo dell’imperialismo degli Stati Uniti e dell’Unione Europea questi video non finiranno sui nostri giornali chiaramente.

 

Coronavirus, “sospendere immediatamente sfratti ed espropri nelle regioni e comuni interessati”

Dichiarazione di Massimo Pasquini, Segretario Nazionale Unione Inquilini.

Grande attenzione sta ricevendo in Italia la questione del contagio da corona virus, comuni e regioni del nord hanno preso decisioni drastiche come isolamento dei comuni, fermo di attività pubbliche e di eventi sportivi.

In tale ambito rivolgo un accorato appello al Ministro dell’interno affinché emani una circolare ai Prefetti per la sospensione immediata delle esecuzioni di sfratto e di espropri nei confronti di famiglie che ne sono oggetto.

Sarebbe grave che nelle Regioni e nei comuni interessati si siano prese misure molto forti e al contempo di continuano ad eseguire sfratti ed espropri mettendo le famiglie in strada con la forza pubblica senza passaggio da casa a casa mettendo queste famiglie spesso composte da minori, o anziani o persone disabili, in serio pericolo per la loro salute.

Auspico che la Ministra Lamorgese possa aderire al nostro invito in tempi rapidi.

Unione Inquilini
Segreteria Nazionale
Via Cavour 101 – 00184 Roma
Tel. 064745711
Mail: unioneinquilini@libero.it
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Roma 24 febbraio 2020

“Il Colosseo venga liberato dalla tenaglia delle automobili”

Manifestazione #Rispettiamocinstrada, Legambiente pubblica studio sul passaggio di automobili davanti al Colosseo: 3.500 l’ora

“Davanti al Colosseo e lungo Via dei Fori per sicurezza, mobilità sostenibile e città a misura d’uomo”

Legambiente Lazio ha presentato lo studio sul passaggio di automobili davanti al Colosseo: oltre 3.500 veicoli ogni ora passano a pochi metri dall’Anfiteatro Flavio, il 92% sono auto private e solo l’8% sono mezzi pubblici o taxi

“È una vergogna che il simbolo di Roma sia ancora uno spartitraffico e in questi ultimi anni non è stato fatto assolutamente niente. Non ci arrendiamo e continuiamo a chiedere che il Colosseo venga liberato dalla tenaglia delle automobili, priorità assoluta per chi amministra ed amministrerà Roma”

Oggi Legambiente ha partecipato alla manifestazione nazionale #rispettiamocinstrada, con un appuntamento costruito da tante associazioni di pedoni, ciclisti e ambientalisti che, dal Colosseo hanno percorso in maniera colorata, Via dei Fori Imperiali.

Per l’occasione Legambiente Lazio ha presentato l’ultimo studio sui flussi di traffico davanti al Colosseo: i volontari di Legambiente Lazio, aggiornando un precedente studio del 2017, hanno raccolto dati sui veicoli in transito in Piazza del Colosseo da e verso Via Nicola Salvi, Via Labicana, Via San Giovanni in Laterano, Via dei Santi Quattro, via Capo d’Africa, via Claudia, Via Celio Vibenna, via Parco de Celio; l’analisi è stata svolta dal 17 al 22 febbraio tra le 7.30 e le 10 e tra le 16 e le 20. I risultati parlano di un picco di auto pari a oltre oltre 3.500 vetture a motore ogni ora (giovedì 20, dalle 18 alle 19), di queste ben il 92% erano auto private e solo l’8% erano mezzi pubblici, vetture Ama o Taxi. Il dato è ancor più alto del 2017 quando i volontari di Legambiente registrarono un picco rilevato di 3.300 vetture, e molto di più della media oraria di auto nell’autostrada più trafficata del Lazio (A2 Roma-Napoli con 2600 vetture ogni ora).

“Il Colosseo deve essere liberato dalla tenaglia delle automobili, è una priorità assoluta per chi amministra ed amministrerà Roma – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. È una vergogna che il luogo più importante e simbolico di Roma sia ancora uno spartitraffico; negli ultimi anni poi, come è chiaro e incontrovertibile visto l’aumento di vetture dal nostro report, non è stato fatto assolutamente niente per migliorare la situazione. Noi non ci arrendiamo e continuiamo a chiedere che l’intera area del Colosseo venga liberata dalle auto: questo sarebbe un messaggio fondamentale al mondo, un grande tassello nella costruzione di una città a misura d’uomo e la risposta corretta agli oltre seimila romani che avevano firmato la nostra delibera di iniziativa popolare, approvata dall’aula Giulio Cesare, che chiedevano misure in tal senso. Liberando il Colosseo dalle numerose automobili si porterà anche ad una grande diminuzione della violenza stradale con aumento della sicurezza per milioni di romani e turisti che dal mondo intero arrivano a Roma”.

Legambiente Lazio

 

L’elefantino Blu che aiuta a parlare di malattie metaboliche ereditarie

Superando.it

Si chiama Blu, ed è l’elefantino protagonista di una bella favola, scritta da Emanuela Nava e illustrata da Giulia Orecchia, nata per raccontare a grandi e piccini l’“avventura” di chi soffre o vive accanto a chi ha una malattia metabolica ereditaria. E il volumetto, oltre che storia, è anche educazionale, di conoscenza e gestione delle malattie metaboliche ereditarie: infatti, l’AISMME (Associazione Italiana Sostegno Malattie Metaboliche Ereditarie), ha voluto supportarne la pubblicazione, «per far capire che i bambini metabolici non sono diversi, ma anzi speciali elefantini blu»
(continua…)

Abbiate sempre fiducia nei vostri figli
«Abbiate sempre fiducia nei vostri figli – scrive tra l’altro Paolo Catapano, papà di Maurizio, atleta Special Olympics, il movimento dello sport praticato da persone con disabilità intellettiva e/o relazionale – perché molti, non conoscendoci bene e vedendo solo le difficoltà di Maurizio, ci guardano ora commiserevoli, ora diffidenti, ma non sanno che lui ha sempre superato le nostre aspettative, e da quando vent’anni fa è venuto da noi, ci ha cambiato, stravolto, rivoltato la nostra vita in meglio, donandoci sì preoccupazioni, difficoltà, paure, ma soprattutto gioia, felicità e amore»
(continua…)

Quello studente con disabilità non poteva e non doveva essere espulso
Condanna per discriminazione di quella scuola che aveva espulso uno studente con disabilità: lo ha stabilito il Tribunale Civile di Milano, accogliendo il ricorso della famiglia, supportata dal Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della Federazione lombarda LEDHA, e stabilendo in sostanza che l’espulsione di uno studente con disabilità per problemi comportamentali correlati alla sua condizione è discriminazione, specie quando, come in questo caso, quella scuola non aveva predisposto gli strumenti idonei a consentire allo studente l’integrazione in condizioni di parità con gli altri
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Proprio sicuri che Martina non possa lavorare?
Secondo la Commissione dell’ASL torinese che l’ha valutata, Martina, giovane con la sindrome di Down, «non è autonoma, ha poca capacità dell’uso di gambe e braccia, deve essere accompagnata e quindi non può lavorare». Martina, però, è campionessa regionale di equitazione, pratica la subacquea e ha vinto nel nuoto varie medaglie con il movimento Special Olympics. Già da quattro anni, inoltre, va a scuola in autobus, e partecipa anche a un progetto nazionale per l’autonomia coabitativa. Sicuri, quindi, che non possa proprio lavorare?
(continua…)

Il mondo si può conoscere anche toccando, ascoltando e gustando
Sensibilizzare il pubblico verso il mondo delle persone non vedenti, attraverso opere artistiche dai diversi approcci, olfattivi, tattili o sonori: è sostanzialmente questo l’obiettivo di “Visivamente”, mostra interattiva al buio da visitare con l’ausilio di una guida non vedente, in programma a Prato da domani, 22 febbraio, al 1° marzo. A organizzarla, in collaborazione con l’UICI di Prato (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), è stata l’Associazione di Promozione Sociale Arcantarte, dell’artista Antonella Nannicini, e a curarla Sonia Arzaroli
(continua…)

Colori senza limiti
«Una dichiarazione esplicita dell’universalità dell’arte come linguaggio che unisce e permette a tutti di comunicare»: viene presentata così la mostra “Colori senza limiti”, visitabile gratuitamente a Cremona da domani, 22 febbraio, fino al 1° marzo, e composta da una serie di opere create da altrettante persone con disabilità intellettiva, presso i laboratori espressivi della Cooperativa Sociale Ventaglio Blu, insieme ai volontari dell’ANFFAS di Cremona (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale)
(continua…)

Assurdo e discriminatorio escludere 800 famiglie da quel sostegno economico!
«Riteniamo assurdo e discriminatorio penalizzare centinaia di persone che si ritrovano giornalmente a prendersi cura dei propri cari, con estrema fatica ed enormi sacrifici non solo economici»: lo dichiarano dal Comitato Disabilità Municipio X di Roma, che ha lanciato nei giorni scorsi una petizione nel web, dopo la pubblicazione da parte del Comune di Roma delle graduatorie che escludono ben ottocento famiglie della Capitale dall’“Assegno di cura e contributo caregiver familiare per disabilità gravissima”
(continua…)

Un argomento delicato come la sordità va trattato in modo diverso
«Crediamo – scrivono dall’APIC (Associazione Portatori Impianto Cocleare), a proposito di una recente conferenza sulla sordità svoltasi a Torino – che un momento di sensibilizzazione su un argomento delicato come la sordità non possa essere trattato spettacolarizzando una condizione che per la maggior parte delle famiglie è invece un vero e proprio dramma, tanto più di fronte a una platea di ragazza delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Senza infatti togliere utilità alla LIS, sarebbe importante che ogni evento scientifico fosse organizzato con il giusto equilibrio»
(continua…)

Tutto ciò che ho imparato e che mi sta a cuore è passato dal Braille
Sono queste le parole pronunciate da Emilia, sedicenne studentessa romana non vedente, dopo avere ricevuto un display Braille di ultima generazione, quale “Premio Braille 2020”, dalla Fondazione Lucia Guderzo e dalla Lega del Filo d’Oro. E le sue parole ci sembrano il modo migliore per ricordare che proprio oggi, 21 febbraio, è la Giornata Nazionale del Braille del 21 febbraio, istituita nel 2007 come «momento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti delle persone non vedenti», in ricordo del geniale sistema di lettura e scrittura, inventato nell’Ottocento da Louis Braille
(continua…)