Snowden: Chelsea Manning ha mostrato “forza morale” scegliendo la prigione

La decisione di Chelsea Manning di stare in prigione piuttosto che cooperare alle accuse contro WikiLeaks da parte del governo degli Stati Uniti è una testimonianza del suo carattere e dei suoi principi incrollabili, ha scritto Edward Snowden, ex analista della NSA

Commentando la libertà appena conquistata di Manning, Snowden ha osservato che l’ex analista dell’esercito era stata “buttata in una prigione” dagli Stati Uniti per essersi rifiutata di lavorare con il governo per criminalizzare la pubblicazione di materiali classificati.

Si sono offerti di lasciarla uscire in cambio di collaborazione, ma ha scelto i suoi principi.

Per Snowden, la riluttanza di Manning a scambiare la sua libertà con le sue convinzioni è stata la dimostrazione finale di “forza morale”.

The government cast Manning into a dungeon for resisting a scheme to make publishers of news subject to the Espionage Act. They offered to let her out in exchange for collaboration, but she chose her principles instead.

That is moral strength.@xychelsea https://t.co/zmlG0ksTnV
— Edward Snowden (@Snowden) March 13, 2020

Manning è stato rilasciata ieri dopo aver trascorso quasi un anno in detenzione per aver rifiutato di collaborare con un’indagine di una giuria federale su WikiLeaks. Il suo ordine di rilascio è arrivato poco dopo che il suo team legale aveva rivelato che era stata ricoverata in ospedale dopo aver tentato di togliersi la vita. Sebbene non fosse più rinchiuso in una struttura di detenzione in Virginia, Manning deve ancora pagare più di $ 250.000 per essersi rifiutata di collaborare all’inchiesta.

L’ex analista dell’esercito è divenuta un nome familiare dopo aver rivelato centinaia di migliaia di documenti e file relativi alle guerre statunitensi in Iraq e Afghanistan. È stata dichiarata colpevole nel 2013 di spionaggio e ha trascorso quattro anni in prigione prima che la sua condanna fosse commutata nel 2017.

La decisione di rilasciare Manning coincide con un’altra battaglia legale: il co-fondatore di WikiLeaks Julian Assange sta attualmente combattendo contro l’estradizione negli Stati Uniti. L’Editore potrebbe passare il resto della sua vita in una prigione degli Stati Uniti se il tribunale del Regno Unito sentenzierà a favore dell’estradizione negli USA.

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-snowden_chelsea_manning_ha_mostrato_forza_morale_scegliendo_la_prigione_piuttosto_che_la_collaborazione_con_il_governo_degli_stati_uniti/82_33586/

 

Il Covid-19 si diffonde negli USA: “Ci sono oltre 100.000 casi di coronavirus in Ohio”

La rapida diffusione di COVID-19 negli Stati Uniti e l’inefficacia del sistema sanitario nel contenerlo, hanno portato a più di 100.000 infetti in Ohio

La direttrice del Dipartimento della Salute dell’Ohio, la dott.ssa Amy Acton, ha annunciato ieri la cifra secondo cui secondo lei equivale all’1% della popolazione dello stato. Ha inoltre confermato i cinque casi confermati e l’esistenza di altre 52 persone sottoposte a prove.

Data questa situazione, le autorità locali hanno deciso di vietare le congregazioni e le riunioni pubbliche e anche di chiudere le scuole, tra le altre istruzioni impartite.

“So che è molto difficile per noi capirlo e ci stiamo tutti svegliando in questa nuova realtà ” , ha spiegato Acton.

Il direttore del National Institute of Allergy and Malattie infettive degli Stati Uniti, Anthony Stephen Fauci, ha avvertito che la crisi del nuovo coronavirus ” peggiorerà ” nel paese nordamericano.

Il medico ha messo in dubbio la capacità del sistema sanitario di contenere l’epidemia ed eseguire i test necessari.

Ha ricordato che il sistema non è stato adattato dall’inizio per questo tipo di malattia. Pertanto, non è possibile stimare quante persone siano infette in tutto il paese.

Nel frattempo, l’agenzia di stampa britannica Reuters, citando quattro funzionari governativi, ha riferito che la Casa Bianca ha ordinato che le riunioni su COVID-19 si svolgano “in modo confidenziale” .

I media hanno riferito che la decisione della Casa Bianca ha impedito la divulgazione di dati sulla malattia e ha ostacolato la risposta alla crisi.

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-video_il_covid19_si_diffonde_negli_usa_ci_sono_oltre_100000_casi_di_coronavirus_in_ohio/82_33584/

 

Burioni, Borrelli e quella sciagurata comunicazione sui decessi

Coronavirus. La sciagurata comunicazione dei decessi, presentati come “morti per il coronavirus”, e il conseguente panico che rischia di far collassare le strutture preposte all’emergenza, è stata già denunciata, oltre che da questo sito, da numerosi scienziati come Ilaria Capua e Walter Ricciardi.
E la faccenda sembrava interessare anche il Capo della Protezione civile Angelo Borrelli che, il 10 marzo, così discettava:

il numero dei decessi potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso. (…) Ci tengo a precisare che non si tratta di decessi “da” coronavirus. (…) Sono persone che sono decedute e tra le diverse patologie avevano anche il coronavirus”.

Peccato che lo stesso Angelo Borrelli, il 12 marzo in una ennesima terrorizzante conferenza stampa si limita a snocciolare le cifre dei “deceduti”, senza aggiungere altro.

Forse per non inimicarsi Burioni, che impazza in tutte le trasmissioni RAI, secondo il quale “l’espressione “è morto con il coronavirus non per il coronavirus” rischia di essere una criminale minimizzazione”.

Pare di essere tornati a qualche anno fa, quando, per imporre la campagna vaccinale obbligatoria, il decesso di un bambino, già affetto da una grave forma di leucemia, veniva intitolato con “morto per il morbillo, contratto dai fratellini non vaccinati”. Vaccini che, con l’imminente “Stato di Pandemia”, come specifica Walter Ricciardi, (“Può accelerare un po’ perché non sottopone le valutazioni dei vaccini a delle misure molto stringenti.”) potranno essere rapidamente distribuiti (e forse imposti).

Francesco Santoianni 

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_virologa_ilaria_capua_attacca_la_comunicazione_fatta_in_italia_sulle_morti_per_coronavirus/6119_33551/

Lupi, ancora avvistamenti sul litorale laziale

Due esemplari di lupo a caccia di prede nella zona di Torre Flavia a Ladispoli, altri invece si aggiravano a Marina di Palo, Cerveteri e nelle frazioni Cerenova e Due Casette. Negli ultimi giorni continuano le segnalazioni da parte dei cittadini di avvistamenti relativi ai lupi. La particolarità consiste appunto che gli animali – ospiti abitualmente presenti in montagna o comunque nelle aree boschive –  sono stati visti in prossimità di spiagge. Si può parlare davvero di lupi puri in una città di mare?
Se per Palo e Cerveteri si tratterebbe di specie ibride o cani lupo, è a Torre Flavia che si stanno concentrando le maggiori ricerche per poterlo stabilire con precisione, tramite l’intervento del Comune e della Regione. Ci sono delle indagini in corso ma è molto probabile che gli animali immortalati in foto siano lupi.

Riccardo Manca, Vicepresidente degli Animalisti Italiani dichiara: “La popolazione dei lupi va attentamente monitorata e ricondotta nei suoi areali naturali, ma va affrontato e gestito in maniera non cruenta anche il fenomeno di ibridi e randagi.
Ricordiamo che il lupo è una specie protetta e anche se si avvicinano ai centri abitati non attaccano l’uomo; l’animale cerca infatti di non imbattersi in quello che è di fatto il suo principale nemico. Siamo noi umani ad aver invaso e distrutto il loro habitat e non il contrario. L’ antropizzazione costringe gli animali a doversi riadattare al territorio. La nostra presenza ha alterato un equilibrio tanto delicato quanto perfetto. Sta ora al nostro senso di responsabilità trovare le giuste misure per restituire la serenità a tutti: uomini e animali”.

“Ricordiamo che il lupo – conclude il Presidente Walter Caporale – è tutelato dalla Direttiva Habitat, che nell’allegato IV ne impone una protezione rigorosa. L’eventualità che si permetta di sparare ai lupi esporrebbe il nostro Paese all’apertura di una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea con il rischio di un processo davanti alla Corte di Giustizia europea. Il massacro ‘legale’ dei lupi non può essere un metodo per la gestione dei conflitti tra la specie e le attività zootecniche“.

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“L’epidemia del neoliberismo”

Per moltiplicarsi, diffondersi e dilagare, i virus che fanno tanta paura hanno bisogno delle condizioni adatte. Questo insegna da secoli la storia sociale della medicina. Nel nostro tempo, quelle condizioni sono state create da un sistema dominante “libero” di servire un solo signore: il denaro (e la sua insaziabile accumulazione). Per questo sono state devastate le foreste e invasi gli habitat, fino a sconvolgere gli equilibri dell’ecosistema; e per questo si continua ad alimentare un’economia che produce enormi mutazioni del clima. L’epidemia che sta terrorizzando il mondo, dicono alle Nazioni Unite, è “riflesso della degradazione ambientale”. Per la stessa ragione di cui sopra i governi italiani hanno sottratto decine di miliardi alla spesa pubblica per la nostra salute e, poco più di un mese fa, quando il virus era solo “cinese”, la Spagna ha mandato a casa 18 mila lavoratori della sanità. Oggi ci viene chiesto di sospendere ogni diritto e ogni relazione sociale fino all’isolamento dei corpi. Sarebbe troppo pretendere, visto che non possiamo più neanche uscire di casa, che si cessi di consegnare le nostre speranze di vivere alla volubilità dei mercati e che la salute di tutti, ma proprio tutti, compresi gli anziani e i detenuti, diventi davvero più importante dell’accumulazione di denaro? Se davvero l’Italia ha tagliato almeno 37 miliardi dalla spesa pubblica per la nostra salute, cominci a pensare di rimettercene 74, perché non è difficile prevedere che a questa letale crisi, più prima che poi, ne seguiranno diverse altre. Dove andarli a prendere, quei soldi, dovrebbe ormai essere piuttosto evidente: ovunque ce ne sono troppi in mano a pochi

Sono trascorsi secoli da quando abbiamo imparato a conoscere l’importanza dei contesti sociali e naturali in cui si radicano e moltiplicano i virus, anche perché conviviamo con essi e non sempre ci minacciano. La peste nera ci ha insegnato che virus preesistenti si moltiplicano e diffondono quando si creano le condizioni appropriate perché ciò avvenga. Nel nostro caso, quelle condizioni sono state create dal neoliberismo.

In “La peste nella storia” (Einaudi, 2012), William McNeill rileva alcune questioni, ancora di grande attualità, quando analizza la peste nera che infuriò in Europa dal 1347. I cristiani, a differenza dei pagani, si prendevano cura degli infermi, “si aiutavano tra loro in epoche di pestilenza” e in quel modo contenevano gli effetti della peste. La “saturazione di esseri umani”, la sovrappopolazione, è stata invece un fattore chiave nell’espansione della peste.

La povertà, una dieta poco variata e la non osservanza delle “superstizioni”, cioè dei costumi locali delle popolazioni, a causa dell’arrivo di nuovi abitanti, trasformarono le pestilenze in disastri. Fernand Braudel aggiunge che la peste, l”idra dalle mille teste”, costituisce una costante, un elemento strutturale della vita degli uomini (“La struttura del quotidiano”).

Quanto poco abbiamo imparato!

La peste nera ha distrutto la società feudale a causa dell’acuta scarsità di mano d’opera in seguito alla morte, avvenuta in pochi anni, della metà della popolazione europea, ma anche a causa della perdita di credibilità delle istituzioni. È soprattutto il timore di quella stessa perdita di credibilità che oggi spinge gli Stati a rinchiudere milioni di persone.

L’epidemia di coronavirus (ora dichiarata ufficialmente pandemia dalla OMS, ndr) in corso ha alcune particolarità. Provo a focalizzare lo sguardo su quelle sociali, anche perché non ho competenze su questioni scientifiche elementari.

L’epidemia attuale non avrebbe l’impatto che ha se non fosse per i tre lunghi decenni di neoliberismo che abbiamo alle spalle. Essi hanno causato danni ambientali, sanitari e sociali probabilmente irreparabili.

Le Nazioni Unite, attraverso l’Unep, riconoscono che l’epidemiaè riflesso della degradazione ambientale“. Il rapporto segnala che “le malattie trasmesse da animali a esseri umani stanno crescendo e peggiorano man mano che gli habitat selvaggi vengono distrutti dall’attività umana”, perché “gli agenti patogeni si diffondono più rapidamente verso le mandrie o le greggi e gli esseri umani“.

Per prevenire e limitare le zoonosi (le malattie infettive degli animali, ndt), bisogna fermare “le molteplici minacce agli ecosistemi e alla vita selvaggia, tra le quali (spiccano, ndt) la riduzione e la frammentazione di habitat, il commercio illegale, la contaminazione e la proliferazione di specie invasive e, in misura sempre maggiore, il cambiamento climatico“.

il mondo delle grandi imprese

All’inizio di marzo, le temperature in alcune regioni della Spagna hanno superato di 10 gradi i valori normali. L’evidenza scientifica mostra inoltre un vincolo tra “l’esplosione delle infermità virali e la deforestazione“.

La seconda questione che moltiplica le epidemie sono i forti tagli al sistema sanitario. In Italia, negli ultimi 10 anni, si sono persi 70 mila posti letto ospedalieri con 359 reparti chiusi, oltre ai numerosi piccoli ospedali che sono stati abbandonati. Tra il 2009 e il 2018 la spesa sanitaria è cresciuta del 10 per cento, contro il 37 della media dei paesi dell’Ocse. Oggi in Italia ci sono 3,2 letti per ogni mille abitanti mentre in Francia 6 e in Germania 8.

Tra gennaio e febbraio, già durante la piena espansione del coronavirus, il settore sanitario spagnolo ha perso 18.320 lavoratori. I sindacati delle categorie denunciano: “l’abuso della contrattazione temporanea (interinale, ndr) e della precarietà nell’occupazione”, mentre le condizioni di lavoro si fanno ogni giorno più dure.

Questa politica neoliberista è una delle cause per le quali l’Italia è stata costretta a mettere in quarantena tutto il paese e la Spagna potrebbe seguire lo stesso cammino.

La terza questione è l’epidemia di individualismo e disuguaglianza, coltivata dai grandi media che si dedicano a diffondere la paura, informando in maniera distorta. Per oltre un secolo abbiamo subito una potente offensiva del capitale e degli Stati contro gli spazi popolari di socializzazione, mentre vengono invece benedette le cattedrali del consumo, come quelle dello shopping.

Il consumismo spoliticizza, provoca una sorta di smarrimento di sè e comporta una “mutazione antropologica” (come denunciò Pasolini). Al giorno d’oggi, come segnala invece un’indagine dell’università colombiana, ci sono più persone che desiderano avere animali da compagnia che figli. È questo il mondo che abbiamo creato e del quale siamo responsabili.

e il mondo del virus

Le misure che vengono prese aggravano l’epidemia. Lo Stato sospende la società nell’isolare e confinare la popolazione nelle sue case, proibendo perfino il contatto fisico.

La disuguaglianza è la stessa del Medioevo, quando i ricchi correvano nelle loro case di campagna al momento in cui si annunciava la peste, intanto i poveri “restavano soli, prigionieri nella città contaminata, dove lo Stato li alimentava, li isolava, li bloccava, li vigilava” (Braudel).

Il modello del panopticon carcerario digitalizzato, che sospende le relazioni umane, sembra essere l’obiettivo strategico del capitale per non perdere il controllo nell’attuale transizione sistemica.

Raúl Zibechi

12 Marzo 2020

Traduzione per Comune-info: marco calabria


La responsabilità e la coerenza

La responsabilità e la coerenza
La terza intervista all’epidemiologo Leopoldo Salmaso. A proposito di responsabilità

Il parassita

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“Siamo spaesati. Non sappiamo quanto durerà e quanto trasformerà le nostre vite. Quanto sono già mutate. I primi a mostrare la loro debolezza e a scomparire sono stati gli argomenti che infiammavano il paese, dai bar ai talk show televisivi. Chi se lo ricorda più il governo Conte uno?…”. Abbiamo nuovamente sbirciato nel diario di Ascanio Celestini

Contro chi sminuisce l’emergenza

Contro chi sminuisce l'emergenza
Le ore delle rivolte in carcere (foto, Bologna). Il quarto decreto del governo in una settimana. Le critiche contro i precari, rimasti senza lavoro, tornati dai genitori nelle regioni del sud. La campagna comunicativa «Restate a casa» che dimentica chi lavora nei front office, chi manda avanti gli uffici pubblici e i servizi, o quelli delle catene di montaggio. E ancora: la consapevolezza che in Italia, nel periodo da dicembre (esplosione dell’epidemia a Wuhan) a fine febbraio non si è fatto nulla per rafforzare i presidi sanitari. La lettura delle misure di contenimento da cui sembra che ciascun italiano ha almeno una stanza tutta per sé e un bagno separato dentro una casa spaziosissima. Chi per «emergenza» intende il pericolo da cui l’emergenza prende le mosse, cioè l’epidemia, e chi, invece, chiama da tempo «emergenza» quel che viene costruito sul pericolo (il clima che si instaura, la legislazione speciale…). Ma soprattutto l’infinita voglia di cercare chiunque non abbia ancora ceduto all’insensatezza…. La terza puntata del “diario virale” di Wu Ming merita molte, molte attenzioni

Tu resti fuori

Tu resti fuori
“Tu resti fuori”: è quanto rischia di sentirsi dire in ospedale, in questi giorni, chi, qualora insieme a lui e lei dovessero giungere altre persone con più probabilità di guarire. “Tu resti fuori” dai confini dell’Europa si sentono gridare i migranti. “Tu resti fuori” è quanto di fatto viene detto ai 50.000 senza dimora che non hanno una casa in cui rifugiarsi per evitare il contagio. E se cominciassimo subito ad aprire le caserme inutilizzate e altri spazi pubblici per garantire una casa a chi non ce l’ha, con i dovuti servizi collaterali?

Ground zero

Ground zero
In pochi giorni sono precipitate su di noi tutte le crisi del nostro tempo

A casa senza restare in silenzio

A casa senza restare in silenzio
Il collasso del sistema sanitario è stato preparato da questo modello economico

Sono andata a fare la spesa

Sono andata a fare la spesa
Le persone in fila, distanti un metro tra loro, che scambiano due chiacchiere più del solito. Le coppie a braccetto e con la mascherina. I saluti agli anziani che normalmente restano poco visibili… Perfino al tempo del Covid-19 possiamo allenare la nostra capacità di riconoscere e alimentare ciò che nei piani bassi della società e nella vita di ogni giorno crea cambiamenti importanti

Il condominio virale

Il condominio virale
Hanno pensato di trasformare le paure in un gioco. Accade in diverse città

Il tempo delle favole al telefono

Il tempo delle favole al telefono
Facciamo che ognuno di noi chiama 3 amici al telefono e gli racconta una favola. Niente video né audiomessaggi. La proposta comincia a rimbalzare in rete e al telefono. I destinatari delle chiamate non hanno età. Federica ha riso tutto il tempo della telefonata, racconta Stefano. Ecco come l’idea è nata intorno a Cento Rodari e come partecipare. Raccontiamo l’esito delle chiamate, insomma, riempiamo il Paese di favole

Fuori dalla scuola

Fuori dalla scuola
Malgrado tutto sono giorni in cui germogliano semi di educazione diffusa

La scuola al tempo del Covid-19

La scuola al tempo del Covid-19
Ridurre gli spazi di democrazia nella scuola in nome dell’efficienza, pensare la didattica on line come un fine invece che un mezzo (per altro non neutrale), lasciare la porta spalancata ai colossi informatici, smettere di fare domande su cosa, come e perché apprendere. Sono molti i rischi per l’universo della scuola in questi giorni. Scrive Matteo Saudino, insegnante di filosofia: “La domanda ineludibile è pertanto sempre la stessa: che scuola vogliamo? E per costruire quale società? Senza rispondere in modo consapevole a tale quesito continueremo a navigare a vista, passando da un’emergenza all’altra e subendo le volontà di un potere politico sempre più subalterno ai poteri economici e ormai rinchiuso nelle aride logiche del profitto e della competizione…”

E ora che si fa?

E ora che si fa?
Leggere, ascoltare musica, sfogliare libri d’arte. Non c’è solo il web

Passerà. E sapremo chi siamo

Passerà. E sapremo chi siamo
Questa partita è tutta nostra, non ci possono più essere maschere

Economia sotto shock

Economia sotto shock
L’Unione Europea apre le porte al Ttip nonostante i rischi di recessione globale

I viaggi solidali che faremo

I viaggi solidali che faremo
Addiopizzo Travel e altri operatori etici siciliani reagiscono al coronavirus

Protect our laws and humanity!

Protect our laws and humanity!
Fermate le violenze contro i migranti in Grecia. Lettera aperta di 85 ong

Vent’anni di Europa e migranti

Vent'anni di Europa e migranti
Una politica europea sulle migrazioni esiste: è quella della Lega Nord
benvenutiovunque-2
Uno spazio web dedicato al migrare, a chi si mette in viaggio,
all’affermazione della libertà di movimento: Benvenuti ovunque
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Cosa diranno Chiara, Silvia e Luca

Cosa diranno Chiara, Silvia e Luca
L’Eni si promuove green ma continua a investire sulle energie fossili

Trattamenti sanitari: l’ANFFAS Lazio chiede direttive chiare alla Regione

Superando.it

«Chiediamo urgenti e chiare direttive per il territorio del Lazio, al fine di tutelare la salute delle persone che necessitano di cure mediche, delle persone con disabilità, dei loro familiari e degli operatori, questi ultimi messi ancora più a rischio dalla mancanza di dispositivi individuali di protezione. Il nostro territorio regionale, infatti, non può essere lasciato senza indicazioni e coordinamento, ne va della salute e della vita di tutti i cittadini»: lo dichiara Donatella Palumbo, presidente dell’ANFFAS Lazio, appoggiando una nota diffusa in tal senso dalle organizzazioni sindacali
(continua…)

Il momento della coesione, dell’unità, della solidarietà
«È il momento – scrive Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – della coesione, dell’unità, della solidarietà. La nostra Federazione ha il dovere civico e morale, più che mai in questo gravissimo frangente, di garantire il massimo di collaborazione: significa supportare le decisioni istituzionali, proporre corretta informazione, raccogliere le segnalazioni dei singoli, delle famiglie, delle associazioni, accantonando ogni polemica e ogni rivendicazione che possa distrarre dall’unico obiettivo in questo momento: uscire dall’emergenza»
(continua…)

Università di Padova e didattica in rete: particolare attenzione alla disabilità
«Vorrei porre la vostra attenzione sulla questione della fruibilità di lezioni e prove d’esame erogate in modalità telematica da parte di tutti, chiedendovi di prestare particolare attenzione ai temi di inclusione e diritto allo studio, da sempre cari al nostro Ateneo, tenendo conto del recente Decreto del Presidente del Consiglio, che pone l’accento sulle “specifiche esigenze degli studenti con disabilità”»: lo ha scritto il rettore dell’Università di Padova Rosario Rizzuto alle docenti e ai docenti del proprio Ateneo, ricordando gli strumenti già efficacemente realizzati in questo àmbito
(continua…)

Salute, scuola, centri diurni, lavoro: le proposte della FISH Lazio
«Affrontare la quotidianità, in considerazione dei cambiamenti dello stile di vita che la situazione emergenziale richiede, tenendo conto delle condizioni di non autonomia delle persone non collaboranti e non autosufficienti»: puntano a questo le varie proposte contenute in un documento elaborato dalla FISH Lazio (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), riguardanti di volta in volta gli interventi di prevenzione sanitaria e la gestione dell’emergenza epidemiologica, le particolari fragilità sociali, i centri diurni e gli interventi nella scuola e nel lavoro
(continua…)

Programmi televisivi da chiudere al più presto
«Il recente episodio accaduto alla trasmissione di Canale 5 “Grande Fratello Vip” del 3 marzo scorso – scrive Maria Pia Amico – ove una delle partecipanti ha insultato un altro concorrente “dandogli del Down”, senza per altro ricevere particolari sanzioni, dovrebbe fare ulteriormente riflettere sull’opportunità di trasmettere certi programmi televisivi, che il più delle volte insegnano solo la maleducazione, la prepotenza e la sopraffazione. Ma non è di questo che si ha bisogno, soprattutto i giovani»
(continua…)

La “scuola di tutti e di ciascuno” anche per la didattica a distanza
«Ogni sforzo dev’essere fatto – scrive Giovanni Barin – per avvicinare la didattica a distanza alle esigenze di allieve e allievi delle scuole, e in particolare di quelli con disabilità, ricordando sempre che anche a distanza una didattica inclusiva avvantaggia tutti gli studenti. E lo si deve fare attivando rapidamente dei gruppi di lavoro cui partecipino in videoconferenza tutte le componenti coinvolte, valutando caso per caso se e come sia possibile farlo. Anche per la didattica a distanza, infatti, deve valere il principio della “scuola di tutti e di ciascuno”»
(continua…)

Rassicurazioni al Terzo Settore, ma servono interventi veloci
«La ministra Nunzia Catalfo – dichiara Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore – ci ha fornito una serie di rassicurazioni riguardanti il sostegno al Terzo Settore, esposto come e più degli altri agli effetti della crisi, e le cui organizzazioni svolgono da settimane senza sosta varie attività a supporto di tutti i cittadini, e specie di quelli più fragili, garantendo una fondamentale collaborazione con il sistema sanitario. Confidiamo quindi che gli impegni presi dalla Ministra possano essere attuati velocemente, perché non abbiamo più tempo a disposizione»
(continua…)

Sempre a fianco delle persone con la SLA
Il Centro di Ascolto, il servizio di consulenza psicologica, da attuare tramite una piattaforma per videoconferenze, e anche un decalogo, elaborato dalla propria Commissione Medico-Scientifica e basato sulle varie regole da osservare per prevenire la diffusione del contagio da coronavirus: sono alcuni degli strumenti messi in campo dall’Associazione AISLA, per proteggere e continuare a sostenere le oltre 6.000 persone con la SLA (sclerosi laterale amiotrofica) presenti nel nostro Paese e le loro famiglie
(continua…)

Tante risorse in rete, utili alle famiglie di persone con disabilità
«Vogliamo provare a proporvi una serie di modalità alternative per far fronte a questo momento critico – scrive il formatore Marco Pontis – e per cercare di continuare a supportare tutte le famiglie di persone con disabilità. In tante situazioni, infatti, è possibile proseguire gli interventi educativi, riabilitativi e abilitativi in atto, tramite skype, videochiamata o attraverso altri sistemi, ma sempre utilizzando tutte le misure igienico-sanitarie suggerite dai Decreti del Governo di questi giorni»
(continua…)

Malattie Rare: oggi la terapia domiciliare può diventare un salvavita
«Da anni – rilevano dall’OMAR (Osservatorio Malattie Rare) – numerose Associazioni di Malattie Rare chiedono una maggiore diffusione della terapia domiciliare, che però non viene consentita in maniera uniforme in tutte le Regioni d’Italia: e dunque quella che prima era una richiesta fatta per migliorare significativamente la qualità della vita, oggi, in questo momento di grave emergenza sanitaria legata al coronavirus, essa potrebbe diventare addirittura una richiesta salvavita, la chiave di volta per poter davvero rimanere a casa ed evitare di contrarre o diffondere il contagio»
(continua…)

Coronavirus: Medu attiva intervento per homeless ed insediamenti precari

Decine di migliaia di persone senza fissa dimora e in condizioni di fragilità ed emarginazione restano escluse dalle misure di prevenzione sanitaria per la pandemia di COVID-19. Per queste ragioni MEDU ha rivolto un appello al governo e alle autorità sanitarie affinché si prevedano piani d’azione specifici per proteggere i gruppi di popolazione più vulnerabili. Da parte nostra, per contribuire alle strategie di contenimento del virus, abbiamo deciso di avviare un intervento urgente di triage medico telefonico per homeless ed insediamenti precari. Verrà inoltre attivato anche un servizio di supporto psicologico. L’intervento si rivolgerà in particolare alle migliaia di persone che vivono negli insediamenti precari nel centro e nelle periferie di Roma, a Firenze, Pistoia e nella Piana di Gioia Tauro in Calabria.
In tutti questi luoghi, dove le persone riscontrano spesso grandi difficoltà di accesso al medico di base, operano già da anni le cliniche mobili di MEDU. Nella provincia di #Ragusa sarà attivo il servizio di supporto psicologico offerto dal team Medu Sicilia, attivo da 6 anni in quel territorio. L’intervento si svilupperà con l’attiva partecipazione dei gruppi di popolazione assistiti, in particolare tramite il continuo supporto ai promotori di salute e ai focal point sanitari individuati e formati in ciascuna comunità.

Ufficio stampa mediciperidirittiumani.org

Roma, 12 marzo 2020