Sinofobia dilagante. E la stella della bandiera cinese diventa un coronavirus

Per una volta citiamo un servizio della tivù saudita al-Arabyia non per parlarne male; anzi. Tratta infatti della discriminazione anticinese che sta crescendo in diversi paesi, parallelamente al timore per il coronavirus. (http://english.alarabiya.net/en/features/2020/01/30/Chinese-people-respond-to-coronavirus-discrimination-We-are-not-a-virus-.html)

Il giornale danese Jyllands-Posten ha pubblicato una… caricatura della bandiera cinese: al posto della stella gialla, un coronavirus.

In Francia hanno dovuto creare l’hashtag #JeNeSuisPasUnVirus (Non sono un virus) per protestare contro gli ormai diffusi pregiudizi. Un’altra idea terra terra per reagire può essere… https://twitter.com/liberazioni/status/1222957221606297602 scegliere un bar cinese per il caffè!

Tutto il mondo è paese e così la psicosi sembra diffomdersi anche in Asia. Asianews (http://www.asianews.it/notizie-it/Coronavirus,-nessuno-vuole-i-sudcoreani-rimpatriati-da-Wuhan-49164.html) cita il caso di due comunità coreane i cui funzionari e residenti alzano barricate contro la decisione del governo di collocare i concittadini rimpatriati dalla Cina in due strutture, presso quelle comunità, per le settimane necessarie al monitoraggio.

Sino Weibo, l’equivalente cinese di Twitter, ha riferito di una donna cinese cacciata da un ristorante in Giappone.

E sempre via twitter, una foto dallo Sri Lanka: la porta di un ristorante reca il cartello «Il servizio è temporaneamente sospeso per i cittadini cinesi».

Non ha invece tutti i torti chi biasima – con foto e video piuttosto orrendi – il consumo, in Cina, di  «esotici» cibi animali cinesi: pipistrelli, serpenti, porcospini, volpi, in effetti venduti nel mercato di Wuhan. In effetti giorni fa gli esperti del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie della Cina (http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/dalla_cina/2020/01/27/virus-cina-test-confermano-che-nasce-da-animali-selvatici_b1e33692-2f20-4bf2-b15b-6871ab3991a2.html) hanno isolato con successo il nuovo coronavirus (2019-nCoV) nei campioni ambientali prelevati nel mercato di Huanan, a Wuhan. Sui 33 campioni positivi, 31 sono stati raccolti nella parte occidentale del mercato, dove si concentravano i banchi per la vendita di animali selvatici. Secondo gli esperti, il risultato suggerisce che l’epidemia di nuovo coronavirus è collegato al commercio di animali selvatici.

Questo non è bastato a evitare ipotesi farlocche di «virus fuoriuscito da un laboratorio di ricerche militari»… una bufala diventata interrogazione a opera di un certo vicepresidente del Parlamento europeo  (https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_bufala_del_coronavirus_creato_in_laboratorio_dai_cinesi_arriva_in_parlamento_europeo/6119_32848/) già in passato noto per aver creduto ad accuse mirabolanti, salvo poi sterzare a 180° come se niente fosse, per lustro personale (http://www.sibialiria.org/wordpress/?p=3415)

Marinella Correggia

 

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-sinofobia_dilagante_e_la_stella_della_bandiera_cinese_diventa_un_coronavirus/82_32860/

 

Ebrei contro il sionismo. Parole e immagini che non vedrete mai sul mainstream

La battaglia contro l’antisemitismo è spesso il paravento dove nascondere il tentativo di sdoganare un’ideologia razzista come quella sionista.

Tanti sono gli ebrei che rigettano il sionismo e lo combattono. Come ad esempio la congregazione ebraica Haredim contro il sionismo e per i diritti dei palestinesi.

In questo video le parole che non sentirete mai sui media mainstream.

 

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-video_ebrei_contro_il_sionismo_parole_e_immagini_che_non_vedrete_mai_sul_mainstream/82_32861/

 

Oliver Stone: “Gli USA sono diventati forza del male contro persone che vogliono cambiare le cose”

In questa puntata di “Conversando con Correa”, l’ex presidente dell’Ecuador ha intervistato il noto scrittore e regista nordamericano Oliver Stone, con il quale approfondisce le sue esperienze personali e cinematografiche, le guerre, la politica di Washington e le sue interferenze in America Latina

La conversazione tra Rafael Correa e Oliver Stone inizia con un breve viaggio attraverso la vita del regista. La sua giovinezza con suo padre economista, repubblicano e conservatore, a Wall Street. Stone ricorda come è cresciuto in quei valori e in un ambiente in cui pensava “New York era il centro del mondo”. Non gli piaceva il sistema in cui viveva, quindi si unì alla Marina mercantile e andò in Vietnam, un paese in cui tornò con le forze armate. Un’esperienza che avrebbe segnato “un approccio diverso alla vita” e segnato alcuni dei suoi film.

Dopo il Vietnam, Stone, che si considera un antisistema, è tornato negli Stati Uniti. Entrò nella scuola di cinema, lavorò come tassista e solo sei anni dopo scrisse la sceneggiatura del mitico film “Fuga di Mezzanotte”, che ebbe un successo internazionale e vinse il suo primo Oscar nel 1978. Successivamente vinse  altri due premi nel 1986 con “Platoon” e nel 1989 con “Nato il 4 luglio”.

“Gli Stati Uniti sono la più grande ipnosi attiva che il mondo abbia mai visto (…) Vende la stessa storia, ancora e ancora, che è il miglior paese del mondo”

Stone afferma che nell’industria cinematografica americana non è più possibile realizzare film come quelli realizzati in precedenza. “Si potrebbe dire che Hollywood è cambiata dal 2001 [anno degli attacchi terroristici commessi da al Qaeda negli Stati Uniti]. C’è più censura”, secondo Stone.

Ma, inoltre, dalla caduta dell’Unione Sovietica nel 1991, “le cose hanno preso improvvisamente una direzione in cui gli Stati Uniti si sono sentiti sempre più potenti , hanno ritenuto che fossero l’unica potenza, la forza dominante nell’universo, e cominciato a comportarsi sempre più come tale. Sono stati coinvolti nella guerra in Iraq, Panama e Granada, e di nuovo, naturalmente, per l’Iraq e poi in Afghanistan è stato uno dopo l’altro, una guerra dopo l’altra.  Sono stati molto coinvolti, i media l’hanno accettato”.

Correa, d’altra parte, ricorda che “i grandi imperi sono crollati per aver aperto troppi fronti” e anche “per mantenere guerre che non possono essere vinte e che sono sostenute nel tempo contro nemici che non si arrenderanno mai”.

“Negli Stati Uniti non c’è più una vera sinistra. Si tratta di partiti di destra che combattono contro altri partiti di destra. “

“Obiettivamente, Trump ha parlato molto, ma ha fatto poco. Le sanzioni contro il Venezuela sono iniziate con Obama”, ricorda l’ex presidente ecuadoriano. Il regista è d’accordo e sottolinea persino il fatto che “negli Stati Uniti non c’è più una vera sinistra”. “Questi sono partiti di destra che combattono contro altri partiti di destra”.

Ad esempio, Stone ritiene che l’ex candidato alla presidenza Hillary Clinton sia un “falco” e, al contrario, Donald Trump, abbia avuto un messaggio “più pacifico”. “Ha detto: ‘Perché stiamo combattendo i russi?’ Ha allarmato lo stato industriale militare, lo stato politico e i media, che hanno iniziato ad attaccarlo prima che diventasse presidente “.

Per quanto riguarda Trump: “La cosa peggiore e più pericolosa è che ha rotto l’accordo nucleare (…) Stiamo mettendo il mondo intero a rischio di guerra nucleare , stiamo sviluppando in modo aggressivo nuove armi nucleari (…) il fatto è destabilizzare il mondo “.

In breve, gli Stati Uniti, afferma Stone, sono “la più grande ipnosi attiva che il mondo abbia mai visto (…) vendono la stessa storia, ancora e ancora, che è il miglior paese del mondo. Le prove mostrano che il contrario: un gran numero di persone sono state uccise in tutti quei paesi: dall’Iraq alla Siria, all’Afghanistan, al Vietnam, alla Corea … ”

America Latina

Nel film documentario ‘Al Sur de la Frontera’ (2009), il regista ha intervistato gli allora leader di Venezuela, Bolivia, Brasile, Argentina, Paraguay, Cuba ed Ecuador.
“Chavez è stata la base, il nucleo, che ci ha presentato tutti i leader: Sono andato a trovare Lula, Nestor Kirchner e Cristina Kirchner, a Lugo in Paraguay ed Ecuador e Cuba in Bolivia si … … E fu un’esperienza che mi ha aperto gli occhi” dice Stone.
Un documentario, osserva il regista, che è stato totalmente ignorato dai media mainstream negli Stati Uniti “Ero un nemico”, dice, ricordando che una volta era stato invitato al New York Times e gli editori gli hanno chiesto come era arrivato a rispettare Chavez.

“La stessa cosa che è successa con l’Unione Sovietica accadrà con gli Stati Uniti. Sta per succedere qualcosa perché ci siamo spinti al limite, stiamo corrompendo completamente la storia”

“Era chiaro per me: non c’è modo di vincere il dibattito sul Sud America”, afferma. Stone descrive come “farsa” gli eventi accaduti in Brasile con l ‘”impeachment” dell’ex presidente Dilma Rousseff e la successiva prigionia di Lula.
Un estremo con cui Correa concorda, definendo farsa ciò che è accaduto in Bolivia [il colpo di stato contro Evo Morales] e in Venezuela, con l’autoproclamato presidente Juan Guaidó, riconosciuto da Washington.

“La questione boliviana non è rappresentabile. È un chiaro colpo di stato, ma si vede il doppio standard internazionale: riconoscono immediatamente quel governo di fatto se è funzionale ai loro interessi”, spiega Correa. “Non uccidono più le persone, ma uccidono la reputazione dei leader della sinistra”, aggiunge.
Infine, Stone riflette: “La stessa cosa che è successa con l’Unione Sovietica, accadrà con gli Stati Uniti (…) qualcosa accadrà perché ci siamo spinti al limite, stiamo corrompendo completamente la storia. Sfortunatamente, perché voglio bene al mio paese, siamo diventati una forza del male. Una forza del male contro le persone . Contro le persone che vogliono le riforme, che vogliono cambiare le cose “.

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-oliver_stone_gli_stati_uniti_sono_diventati_una_forza_del_male_contro_le_persone_che_vogliono_cambiare_le_cose/82_32858/

Come affrontare la nuova fase politica dopo il voto in Emilia-Romagna e Calabria

Appunti per una discussione

1) Possiamo dire senz’altro che le elezioni regionali del 26 gennaio in Emilia-Romagna e in Calabria sono state un indicatore importante rispetto al percorso politico che stiamo facendo.
Intanto i risultati dell’Emilia Romagna confermano che il PD è costretto a misurarsi con un’area elettorale molto articolata ed è stretto non più dal solo versante dei 5 Stelle, ma anche da aree che lo costringono a rilanciare una politica riformatrice, senza la quale ricadrebbero in uno stato vegetativo senza prospettive. Questa situazione incide anche sulle scelte del governo Conte, peraltro pressato dal programma governativo dei 5 Stelle.
Per quanto ci riguarda, la novità che dobbiamo saper cogliere è l’apertura di spazi di interlocuzione con settori che sentono l’esigenza non solo di combattere il salvinismo, ma anche di andare in una direzione opposta al tradizionale liberismo del PD. Quindi il nostro lavoro deve tendere a rafforzare i nuclei più consapevoli che esprimono l’esigenza di aprire un nuovo corso politico in Italia. Il risultato non è a portata di mano, ma l’essenziale è capire la direzione di marcia.

2) La riduzione delle ambizioni elettoralistiche della sinistra movimentista o identitaria a un indice che sta al livello dello zero virgola conferma anche che, se non si riuscirà a trovare un diverso approccio per esprimere una opposizione di massa e popolare, i processi politici subiranno le incertezze e le debolezze delle forze attualmente in campo. Questo vuol dire che la proposta del Fronte Politico Costituzionale deve trovare canali di comunicazione più ampi e una verifica della sua aderenza alla realtà.

3) Nel valutare la situazione rispetto alle regionali del 26 gennaio occorre anche considerare i risultati della Calabria dove non solo l’astensionismo ha superato il 50%, ma si è anche espresso un ritorno a una egemonia politico-mafiosa che deve trovare nel Sud una opposizione unitaria che ne metta in crisi le strutture di potere e riaggreghi la spinta di opposizione che l’astensionismo di massa manifesta.
L’appello contro il salvinismo in Emilia-Romagna ha funzionato. La questione calabrese, con la vittoria delle forze politico-mafiose, esige che ci si muova nella stessa direzione.

4) La violenza della campagna contro i 5 Stelle e la valutazione taroccata dei loro risultati elettorali conferma che le forze liberiste e di regime hanno sempre l’obiettivo di distruggere il movimento per eliminare un ostacolo ai loro progetti.
Continuare, a sinistra, a non vedere questo è qualcosa di diverso della sola stupidità.

Fronte Politico Costituzionale
30 gennaio 2020

 

Yemen, mobilitazione per nave saudita con armi di nuovo nei porti europei

Azioni legali, proteste e altre iniziative sono in programma in alcuni porti europei per opporsi allo scalo del cargo saudita “Bahri Yanbu” che già in passato ha trasportato armi del valore di decine di milioni di dollari destinate alla guerra in Yemen. Read More “Yemen, mobilitazione per nave saudita con armi di nuovo nei porti europei”

Progetto ECCO, Economie Circolari di Comunità: apertura Ri-hub Roma Nord

Promuovere l’incontro tra innovazione e sostenibilità per la nascita di nuove competenze green. Ridurre la produzione di rifiuti, incentivare il riuso dei materiali, aumentare la sostenibilità dei territori, favorire l’innovazione e lo sviluppo di nuove competenze. Read More “Progetto ECCO, Economie Circolari di Comunità: apertura Ri-hub Roma Nord”

L’inclusione lavorativa: JobLab a Terni e a Roma

Altre due date dedicate agli incontri di formazione e animazione sul tema dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Ancora due città coinvolte da “JobLab – Laboratori, percorsi e comunità di pratica per l’occupabilità e l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità” Read More “L’inclusione lavorativa: JobLab a Terni e a Roma”

Milano, Comitato Bassini: presidio sabato 1° febbraio

Dopo il Corteo del 9 Gennaio che ha visto la partecipazione di centinaia di cittadini e comitati a difesa del verde dai progetti di cementificazione portati avanti dal Comune, Sabato 1 Febbraio alleore 17 in Piazza della Scala, si trovano in presidio Cittadini, Comitati e Associazioni uniti per la difesa del verde… Read More “Milano, Comitato Bassini: presidio sabato 1° febbraio”

Un grande impegno per l’accessibilità in Val di Non

Superando.it

Verrà presentato domani, 31 gennaio, a Sanzeno (Trento), il report fotografico sulle barriere architettoniche di tale località, ove la Cooperativa GSH di Cles ha proseguito il progetto di monitoraggio “Una valle accessibile a tutti”, con cui offrire un contributo sull’accessibilità alle Amministrazioni Comunali e alla cittadinanza in genere, segnalando gli ostacoli da rimuovere e ciò che invece può facilitare la mobilità di tutti. E per l’occasione, anche i bambini e le bambine della scuola primaria, oltre agli stessi Amministratori Comunali, hanno girato il paese seduti in carrozzina
(continua…)

Sta per aprire le proprie porte quella casa dell’ANGSA Lazio
«Abbiamo curato i minimi particolari per realizzare uno spazio condivisibile per tutti i cittadini, partendo dalle esigenze delle persone nello spettro autistico, ma non trascurando la disabilità motoria. E numerosi progetti sono pronti per partire»: con orgoglio e soddisfazione Stefania Stellino, presidente dell’ANGSA Lazio (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), parla di quella villa confiscata alla criminalità organizzata e assegnata dalla Regione Lazio a tale Associazione. È infatti ormai vicina l’inaugurazione pubblica di quella struttura, prevista per il 15 febbraio
(continua…)

Prestigiosa quella mostra, ma inaccessibile alle persone con disabilità motoria
Una mostra decisamente prestigiosa, basata sugli scatti di Steve McCurry, uno dei fotografi più noti a livello internazionale, ma ospitata da un edificio non accessibile alle persone con disabilità motoria, quale l’Arengario di Monza: questo rimprovera la Federazione LEDHA Monza e Brianza all’Assessore alla Cultura della città, ovvero di aver voluto allestire l’esposizione in un sito notoriamente inaccessibile, dimenticando che «il bello e la cultura devono essere un diritto per tutte le persone e da tutte fruibili»
(continua…)

Città libere da contenzione: insieme si può
Sei mesi dopo l’incendio che nell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo portò alla morte di una giovane legata al letto nel reparto di Psichiatria del nosocomio, quella vicenda ha fornito il tragico spunto per lanciare l’appello “Città libere da contenzione. Insieme si può”, cui già in tanti hanno aderito, un appello che dovrà portare a un grande incontro pubblico il 2 aprile nella città lombarda, «da cui far partire iniziative in tutto il Paese, per costruire “città libere da contenzione”, superando ogni pratica lesiva della dignità e dei diritti delle persone nei luoghi della cura»
(continua…)

Valutare e insegnare le abilità di autonomia nelle disabilità complesse
È uno strumento utile per docenti, familiari e altri operatori impegnati sul fronte dell’educazione e della riabilitazione di minori e adulti con disabilità complesse, il libro di Marco Pontis “Le checklist per l’autonomia. Materiali per valutare e insegnare le abilità di autonomia nelle disabilità complesse”, che con taglio pratico e concreto propone strategie utili all’acquisizione, ma anche all’osservazione e alla valutazione, di autonomie in casa, a scuola, al lavoro e nel tempo libero. Una presentazione del volume è in programma per l’8 febbraio a Monserrato (Cagliari)
(continua…)

Maduro: gli abusi di Israele contro la Palestina devono indignare la comunità internazionale quanto Auschwitz

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha affermato che l’invasione della Palestina e gli abusi commessi da Israele devono indignare la comunità internazionale quanto Auschwitz, il campo di concentramento e sterminio nazista in Polonia liberato dai soldati dell’Armata Rossa nel 1945.

“Oggi sono 75 anni da quando è stato scoperto e liberato il campo di Auschwitz ed è la Giornata Internazionale contro l’Olocausto, è un buon giorno per denunciare il crimine contro il popolo ebraico e chiedere la stessa indignazione della comunità internazionale, dell’ipocrita comunità internazionale, contro i crimini commessi contro il corpo torturato del popolo palestinese”, ha dichiarato il capo della Repubblica Bolivariana dal palazzo Miraflores.

Oltre a evidenziare la doppia morale del circuito informativo mainstream e “dell’ipocrita comunità internazionale”, Maduro, in diretta radio e televisiva, ha decorato l’ambasciatore palestinese in Venezuela, Linda Sobeh Ali, con l’Ordine Francisco de Miranda.

 

Il presidente ha ricordato che “gravi crimini” sono commessi contro la Palestina che gran parte della comunità internazionale “resta zitta e mette a tacere”.

Ad Auschwitz furono uccisi quasi un milione di ebrei, il campo di concentramento fu liberato dalle truppe sovietiche nel 1945 e alla liberazione furono scoperti più di 40 siti simili.

73 anni fa, le Nazioni Unite approvarono la spartizione dei territori palestinesi allora controllati dal Regno Unito per la creazione di due stati, uno ebraico e l’altro arabo.

Tuttavia, dal tracciato originale approvato in quella risoluzione, la Palestina ha perso oltre il 50% del territorio.

Nonostante le condanne delle Nazioni Unite contro l’espansionismo israeliano, il regime sionista continua ad appropriarsi di sempre più territorio palestinese.

Fonte: Sputnik

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-maduro_linvasione_della_palestina_e_gli_abusi_di_israele_devono_indignare_la_comunit_internazionale_quanto_auschwitz/82_32823/

Come è collegato l’omicidio di Soleimani ad Hong Kong?

I rivoltosi di Hong Kong si credono unici, ritengono che l’Occidente li abbia selezionati uno ad uno per quella che identificano come la “nobile lotta per la democrazia” e per i “valori occidentali”.

Il problema è che Hong Kong, a cui piace promuoversi come “la città di mondo in Asia” (almeno questo è ciò che gli annunci pubblicitari e i cartelloni pubblicitari dicevano fino a poco tempo fa) è in realtà molto lontana dall’essere globale, cosmopolita o internazionalista.

Hong Kong è una città cinese e cantonese, ma vive ancora sotto l’enorme influenza della propaganda occidentale / britannica, che si propaga attraverso i mass media, i social media e l’istruzione.

Ex colonia, Hong Kong, è stata condizionata a non simpatizzare con la difficile situazione di paesi che finora sono stati colonizzati dall’Occidente e dai suoi alleati. Ci sono un gran numero di nazioni ancora brutalizzate dal neocolonialismo occidentale, in tutte le parti del mondo, ma molti ad Hong Kong non sembrano accorgersene.

Innumerevoli giovani abitanti di Hong Kong amano percepirsi come membri del club “elitario” dei “governanti del mondo”; come quelli che sono vicini ai potenti a Londra, Washington o Tokyo. E ignorano, spesso addirittura disprezzano quelli che formano la stragrande maggioranza delle persone che vivono sul nostro pianeta: i miserabili, gli umiliati e sfruttati.

Non lo dico solo teoricamente. Ho parlato con il popolo “ribelle” di Hong Kong, per anni. La loro mancanza di conoscenza dell’imperialismo occidentale e degli orrori che sta diffondendo, in tutto il mondo, è notevole. Non sanno quasi niente nemmeno del colonialismo britannico o, concretamente, su ciò che il Regno Unito ha fatto per danneggiare, umiliare e indebolire la Cina.

Mentre i giovani di Hong Kong non sanno quasi nulla dei genocidi commessi dal Regno Unito (e da altri paesi occidentali), ripetono e ripetono tutte le fabbricazioni di propaganda prodotte in serie contro la RPC e contro il suo Partito Comunista. La Cina, che è chiaramente il paese più pacifico della terra; la Cina che ha sollevato centinaia di milioni di persone dalla povertà, viene demonizzata e insultata dalla propaganda britannica e nordamericana; da quei paesi che hanno ucciso a milioni, in Africa, Medio Oriente, America Latina e Asia.

Tutto ciò, mentre i giovani di Hong Kong suonano inni nazionali nordamericani e britannici, sventolano le loro bandiere e li invitano a ri-invadere e “liberare” la loro città “dalla Cina” – intendendo da loro stessi.

*

A Hong Kong, molti giovani vedono paesi che stanno combattendo contro l’imperialismo occidentale – Russia, Repubblica popolare cinese, Iran, Cuba, Siria, Venezuela, solo per citarne alcuni – come alcuni strani mostri, dittature e entità “antidemocratiche” .

È perché sanno molto poco di loro e persino del loro stesso paese – la Cina – che si sono abituati ad osservare attraverso le lenti oscure nichiliste fornite dall’Occidente.

È stato detto loro che sostenere il comunismo, il socialismo, o anche le forze antimperialiste nel 21 ° secolo non è “cool” e fuori moda. E ascoltano queste sciocchezze; vogliono così disperatamente essere “fighi”. In effetti, per molti di loro è tutto ciò che conta davvero.

Hanno pienamente adottato l’egoismo occidentale, l’individualismo e la visione del mondo “me-me”.

Ora leggono dell’omicidio del grande comandante iraniano, il generale Qassem Soleimani. E’ stato assassinato, giustiziato contro tutte le leggi e le norme internazionali, dall’esercito americano, per ordine diretto del comandante in capo degli Stati Uniti, Donald Trump.

Il generale Soleimani ha combattuto contro il terrorismo, ha contribuito a distruggere l’ISIS. Stava difendendo il Medio Oriente dai vassalli della NATO, siano essi cellule terroristiche o gruppi etnici addestrati da quelle cellule.

Cosa diranno ora gli attivisti per la “democrazia” di Hong Kong?

Questo è il loro gioco. Prendendo i dettami dall’Occidente, dovrebbero essere ritenuti responsabili delle azioni internazionali dei loro gestori.

Dovrebbe essere chiesto, direttamente: “È giustificabile uccidere un uomo; in effetti, il secondo uomo più importante, in un paese che (come la Cina), non ha mai attaccato nessuno, in tutta la sua storia moderna? Potrebbe essere tollerato? È questo che voi chiamate “democrazia”? ”

Solo nell’ultimo mese, l’Occidente ha rovesciato il governo democratico in Bolivia, schiavizzando, ancora una volta, milioni di indigeni. Continua a far a morire di fame decine di milioni, in luoghi come il Venezuela e l’Iran. Continua ad occupare (contro la volontà della grande maggioranza delle persone) paesi come l’Afghanistan e l’Iraq. È così che gli attivisti “pro-democrazia” percepiscono la democrazia?

E cosa sono disposti a tollerare? Sosterrebbero gli omicidi di leader in Russia o persino in Cina?

Queste sono domande serie e devono essere poste.

Hong Kong è solo un pezzo dell’enorme mosaico del “gioco neoimperialista”, che l’Occidente sta portando avanti su tutto il territorio del nostro pianeta.

D’altra parte, la Cina è uno dei paesi che sta difendendo il nostro mondo; facendo in modo che non venga consumato, ancora una volta, dall’avidità e dall’infinita brutalità dell’Occidente.

I giovani che insultano incessantemente la Cina, non stanno solo attaccando Pechino. Si sono schierati, contro il loro stesso paese e contro l’intero mondo oppresso. Stanno commettendo un tradimento e stanno anche tradendo la loro razza e tutti quei miliardi di esseri umani che soffrono sotto la frusta neo-colonialista.

Non c’è contrasto maggiore di quello tra il grande patriota generale Soleimani e i rivoltosi di Hong Kong.

Le persone in paesi come Cina, Russia, Iran o Cuba sanno che la Patria non è mai in vendita. L’Occidente, con la sua strategia di “dividi e governa”, sta perfezionando le tattiche su come incoraggiare le persone a vendere le loro Patrie, in tutto il mondo, sia per soldi che per momenti di fama egoistica.

Per capire quanto sia grottesca la “politica estera” occidentale, basta invertire i lati: immaginate per un momento che Pechino avesse bombardato l’auto di Joshua Wong, da qualche parte vicino all’aeroporto di Haneda a Tokyo, o Incheon, Corea del Sud, uccidendolo insieme alla sua scorta, solo perché i cinesi al governo non piace la sua faccia.

Questo è esattamente ciò che è accaduto pochi giorni fa fuori Baghdad!

Inimmaginabile? Si, sono d’accordo. Questo non è ciò che fa la Cina. E così: chi sta giocando secondo le regole? Chi è più rispettoso del diritto internazionale, Pechino o Washington?

La risposta è ovvia. Ciò che manca è chiedersi: chi è più pericoloso per Hong Kong? Una Pechino contenuta con i suoi obiettivi di una civiltà armoniosa, o i rivoltosi che stanno diffondendo la violenza globale in stile occidentale?

di Andre Vltchek* 

[First published by China Daily Hong Kong]

Andre Vltchek is a philosopher, novelist, filmmaker and investigative journalist. He has covered wars and conflicts in dozens of countries. Five of his latest books are “China Belt and Road Initiative”, China and Ecological Civilization” with John B. Cobb, Jr., “Revolutionary Optimism, Western Nihilism”, a revolutionary novel “Aurora” and a bestselling work of political non-fiction: “Exposing Lies Of The Empire”. View his other books here. Watch Rwanda Gambit, his groundbreaking documentary about Rwanda and DRCongo and his film/dialogue with Noam Chomsky “On Western Terrorism”. Vltchek presently resides in East Asia and Latin America, and continues to work around the world. He can be reached through his website, his Twitter and his Patreon.

Traduzione de l’AntiDiplomatico

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-come__collegato_lomicidio_di_soleimani_ad_hong_kong/82_32853/

La bufala del “Coronavirus creato in laboratorio dai cinesi” arriva in Parlamento europeo

Di certo l’Unione europea non è nuova a queste follie, basti pensare al sobrio Jean-Claude Juncker, allora Presidente della Commissione europea, il quale annunciava al Parlamento europeo che i “dirigenti di altri pianeti sono preoccupati per l’Europa”; ma l’iniziativa di Fabio Massimo Castaldo, europarlamentare Cinque Stelle e Vicepresidente del Parlamento europeo lascia sbigottiti.

Ci riferiamo al suo annuncio  (vedi sotto) di una interrogazione (“La Cina dia immediate spiegazioni”) sul Coronavirus sfuggito per un incidente dal laboratorio P4  di Wuhan “collegato al programma di armi biologiche segrete della Cina” (…) “…Notizia che gira anche, da alcune ore, sui profili Twitter di dissidenti cinesi e attivisti dei diritti umani.”

Una bufala talmente smaccata da essere stata raccolta in Italia solo da Paolo Liguori, direttore di TG-COM e da giorni smascherata da più parti, anche a seguito della ritrattazione di tale Dany Shoham, presunto ex ufficiale dei servizi israeliani che l’aveva diffusa su un iperscreditato sito.

Bufala talmente smaccata che, finora, non era riuscita a trovar posto nella campagna mediatica – alimentata da questa ennesima Arma di Distrazione di Massa del Coronavirus – contro la Cina. Bufala che ora trova un posto di rilievo grazie a Fabio Massimo Castaldo.

Francesco Santoianni

Su questo argomento:

Coronavirus e psicosi di massa contro la Cina
Le sei cose che non ti dicono sul Coronavirus

Testo del post Facebook di Fabio Massimo Castaldo (vedi anche screenshoot)

PRESENTERÒ UN’INTERROGAZIONE IN PARLAMENTO!
Stasera voglio parlarvi, in maniera seria e puntuale, dell’epidemia relativa al BetaCoronavirus.
Ovviamente, dobbiamo utilizzare molta precauzione nell’affrontare l’argomento, ma la notizia che arriva oggi dalla Cina, se fosse confermata, avrebbe del clamoroso: secondo Dani Shoham, ex ufficiale dell’intelligence militare israeliana ed esperto in armi biologiche, il betacoronavirus potrebbe essere nato in laboratorio.
La notizia gira anche, da alcune ore, sui profili Twitter di dissidenti cinesi e attivisti dei diritti umani: il virus che si sta diffondendo a livello globale, contagiando centinaia di persone, potrebbe aver avuto origine in un laboratorio di Wuhan collegato al programma di armi biologiche segrete della Cina.
In questo laboratorio, secondo l’opinione di Shoham, verrebbe portato avanti un programma segreto collegato alle armi batteriologiche, all’interno del quale sarebbero stati creati virus e batteri pericolosi e aggressivi. In tal senso, anche secondo questo esperto, potrebbe esserci stata una contaminazione accidentale, di un tecnico o di uno scienziato, che potrebbe aver poi portato all’epidemia.
È chiaro che questa vicenda vada chiarita in ogni suo aspetto: intendo presentare, nel più breve tempo possibile, un’interrogazione parlamentare per chiedere un impegno dell’UE, nei confronti delle autorità cinesi, per conoscere a fondo la realtà dei fatti.
L’Unione Europea deve incalzare il governo cinese sull’esistenza di laboratori di questo tipo, e su una corretta informazione riguarda il numero dei contagi del virus e delle vittime.
Ci sono attualmente 8 casi di contagio in Europa, tra Francia e Germania, e per questo non possiamo permetterci una mancanza di trasparenza e di correttezza: quando sono in gioco delle vite umane i cittadini meritano di conoscere la verità, sempre.

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-la_bufala_del_coronavirus_creato_in_laboratorio_dai_cinesi_arriva_in_parlamento_europeo/6119_32848/

 

Da dove nasce il falso storico di “Auschwitz liberata dagli alleati”

Pochi giorni fa è stata la ricorrenza del settantacinquesimo anniversario della liberazione di Auschwitz, giornata universalmente riconosciuta come Giorno della Memoria, celebrata il 27 gennaio di ogni anno per commemorare le vittime dell’Olocausto.

Esattamente il 27 gennaio del 1945 i soldati russi della 60° Armata del “1º Fronte ucraino” guidati dal maresciallo Ivan Konev, arrivarono per primi presso la città  polacca di Oswiecim (in tedesco Auschwitz), liberando il vicino campo di concentramento. Quanto da loro scoperto e le testimonianze attinte dai sopravvissuti, rivelarono al mondo finora ignaro, le nefandezze perpetrate dal nazifascismo e il genocidio mosso ai danni di ebrei, zingari, omosessuali e minoranze etniche, che non risparmiò nemmeno dissidenti politici e prigionieri di guerra.

L’apporto dell’Armata Rossa in quel frangente fu essenziale, come lo fu per capovolgere le sorti di un conflitto  mondiale che prima della storica battaglia di Stalingrado aveva visto le armate del Führer, sconfiggere uno ad uno e con facilità disarmante gli eserciti dei paesi poi occupati.

Come ricorda Fabrizio Poggi in suo articolo scritto per Contropiano “esattamente un anno prima della liberazione di Auschwitz, il 27 gennaio 1944, l’Esercito Rosso era riuscito a rompere completamente l’assedio portato a Leningrado dalle truppe tedesche, italiane e finlandesi che, per 872 giorni, aveva causato tante vittime quante quelle di Amburgo, Dresda, Tokyo, Hiroshima e Nagasaki prese insieme: gli storici valutano tra 650.000 e 1,3 milioni di morti, il 90% dei quali per fame e freddo. Il 27 gennaio è dunque celebrato in Russia quale Giornata della gloria militare”.

Lo stesso Poggi in un altro suo articolo non manca di interrogarsi su “cosa significano i 26 milioni di cittadini sovietici caduti, civili e militari, a fronte del milione e mezzo di morti di Francia, Stati Uniti e Gran Bretagna prese insieme? Cosa importa che dal 1941 al 1944, quando l’Armata Rossa riuscì infine a portare il fronte al di là del territorio sovietico, le oltre 230 divisioni – da Germania e paesi satelliti, Italia compresa – schierate sul fronte orientale avessero condotto una guerra di sterminio, volta ad annientare la popolazione civile, mentre a ovest 60 divisioni tedesche tenevano impegnati gli Alleati quel tanto che bastava per rimandare fino al 1944 l’apertura del secondo fronte?”.

Le domande all’apparenza retoriche che l’autore pone non sono invece affatto scontate e sottintendono l’obbligo morale di contrastare una mistificazione da tempo ormai in atto, una revisione della storia ormai palese, culminata con l’equiparazione tra comunismo e nazismo, avvallata con una risoluzione votata lo scorso 19 settembre dal Parlamento europeo fatta discendere dalla falsa retrodatazione storica dell’inizio del secondo conflitto mondiale come conseguenza immediata del famigerato trattato di non aggressione nazi-sovietico del 23 agosto 1939 (il c.d. patto Molotov-Ribbentrop).

L’Unione Sovietica è caduta e con essa il modello socialista che incarnava e le potenze capitalistiche, vincitrici sul piano economico e culturale stanno imponendo una nuova visione dei fatti distorta e rimaneggiata, avvallando la famosa  espressione “la storia la scrivono i vincitori”.

Pertanto non dovrebbe stupire il fatto che finanche la rivista settimanale più letta in Germania, il Der Spiegel, in una sua pubblicazione, abbia recentemente affermato che siano stati gli statunitensi a liberare Auschwitz o che  in Italia la televisione di Stato in un servizio andato in onda per il Tg2,  l’8 dicembre scorso  abbia fatto lo stesso.

Ancora non dovremmo sorprenderci  se in occasione delle celebrazioni di quest’anno,  come sempre lo stesso Poggi  ricorda, “dalla Commissione Europea a Bernie Sanders si è evangelicamente parlato di forze alleate che liberarono il campo di Auschwitz-Birkenau” e di come “Donald Trump, mentre ufficializzava l’obbrobrio anti-palestinese, ha bofonchiato di “forze della libertà”.

Insomma il processo revisionista pare inarrestabile: a livello di immagine in Italia e nel mondo uno dei punti più bassi è stato raggiunto però con la proiezione de “La Vita è bella”, il film diretto e interpretato da Benigni  che candidato all’Oscar vinse tre premi: come miglior film straniero, migliore attore protagonista (Benigni, appunto) e migliore colonna sonora.

Il film fece incetta di numerosi altri prestigiosi riconoscimenti: oltre agli oscar venne infatti presentato in concorso al 51° Festival di Cannes, dove vinse il Grand Prix Speciale della Giuria. Conquistò poi 9 David di Donatello, 5 Nastri di Argento, finanche un premio medaglia a Gerusalemme e la lista sarebbe ancora lunga, risultando in definitiva uno dei film italiani più visti di sempre.

Eppure proprio in questa sua opera Benigni compie la celebre “ mascalzonata” come ricorda  il celebre  regista Mario Monicelli “quando alla fine fa entrare ad Auschwitz un carro armato con la bandiera americana. Quel campo lo liberarono i Russi, ma… l’oscar si vince con la bandiera a stelle e strisce, cambiando la realtà”.

Nel film infatti  il protagonista Guido Orefice, interpretato proprio da Benigni, è un italiano di origine ebraica che insieme al figlio e allo zio Eliseo viene catturato dai nazisti. Entrambi finiscono caricati su un treno e dalla Toscana vengono condotti in un campo di concentramento. L’epilogo è arcinoto, col finale in cui  il bambino riesce a sopravvivere e ricongiungersi alla madre, preceduto dalla  celebre scena del carro armato da cui fa capolino il soldato americano liberatore.
Io stesso a sedici anni quando in un’arena d’estate vidi il film, all’asciutto  di conoscenze storiche e politiche sul tema, mi convinsi che a liberare il campo di concentramento che seppur nel film non era esplicitamente menzionato, ma che nell’immaginario collettivo passò come quello di Auschwitz, fossero stati gli statunitensi.

E qui veniamo alla conclusione che quello di Benigni è un falso storico volutamente commesso, che  indubbiamente gli spianò la strada per gli oscar e per il successo internazionale.

Di questa affermazione siamo pienamente convinti, perché Benigni non poteva non sapere che quello di  Auschwitz oltre a essere stato  il campo di sterminio più grande, quello nel quale persero la vita oltre un milione e centomila persone, al contempo fu quello dove venne deportata la quasi totalità di ebrei italiani, come quello di fantasia, quel Guido che impersonava lo stesso Benigni nel suo film.
*Su un totale di 6806 ebrei italiani arrestati e deportati infatti,  ben 6007 finirono proprio ad Auschwitz ( e di questi solo 363 sopravvissero) e se a fronte di 189 persone di cui si ignorano le sorti, solo 610 finirono negli altri lager sparsi per l’Europa (e in questi 170 morirono e 440 sopravvissero).

Se poi consideriamo che in questi altri lager delle 170 morti stimati tra gli ebrei italiani, ben 82 avvennero nel  campo di Ravensbrück, ubicato a circa  90 km da Berlino, liberato anch’esso dalle forze sovietiche il 30 aprile del 1945, è chiaro che ogni difesa di Benigni appare vana quanto priva di senso.

Parafrasando lo storico Alessandro Berbero: è anche  importante che quando si celebra la memoria o si sceglie quale memoria ricordare e si fanno le giornate della memoria si sappia sempre che si sta individuano un pezzetto del passato, su quello si fa la dichiarazione politica: “noi lo vogliamo ricordare stando dalla parte di chi aveva ragione” e quindi nel giorno della memoria, nel giorno della liberazione di Auschwitz lo ricordiamo stando dalla parte delle vittime e esecrando i colpevoli; sarebbe poi anche bene se diversamente da Roberto Benigni nel suo film ci ricordassimo che a liberare Auschwitz e le sue vittime sono stati i “malvagi comunisti sovietici” e non i “buoni americani”, ecco vedete come si sfuma tra la memoria vera, la memoria ricostruita; quanta gente ha visto il film e si ricorderà per sempre che Auschwitz è stata liberata dagli americani, no? Ecco, la storia è un’altra cosa!.

  • *I dati in questione che  riguardano  la deportazione degli ebrei dall’Italia sono consultabili sul sito della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica  al link che si riporta di seguito:

http://www.cdec.it/home2.asp?idtesto=594.&fbclid=IwAR2-e-xuD6OGnNeqXsiByBvD8C2oVEhPmKTbBpJrjnpCYvovb8VgpCRiGkA#

di Francesco Fustaneo

 

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-da_dove_nasce_il_falso_storico_di_auschwitz_liberata_dagli_alleati/82_32844/

Daini del Circeo, Animalisti Italiani pretendono misure non cruente e senza spari

Il Presidente degli Animalisti Italiani, Walter Caporale, in merito alla notizia della possibile uccisione di ben 350 daini dell’Ente Parco Nazionale del Circeo, aveva scritto al Direttore Paolo Cassola. Read More “Daini del Circeo, Animalisti Italiani pretendono misure non cruente e senza spari”

Rosalba Romano: “Non sarò l’aguzzina di me stessa, non pagherò niente, neanche un centesimo per quella condanna”

Non sarò l’aguzzina di me stessa e fra passare la vita a rincorrere i debiti per una condanna inaccettabile e risarcire un poliziotto, ho preferito prendere la via della lotta: ho deciso che non pagherò niente, neanche un centesimo, per quella condanna. Read More “Rosalba Romano: “Non sarò l’aguzzina di me stessa, non pagherò niente, neanche un centesimo per quella condanna””

Legabiente aderisce alla nuova manifestazione contro la Discarica di Monte Carnevale

Si svolgerà il 5 febbraio, dalle 11 alle 14 la nuova manifestazione promossa e organizzata dal “Comitato Valle Galeria Libera” davanti la sede del Consiglio Regionale in Via della Pisana 1301. Read More “Legabiente aderisce alla nuova manifestazione contro la Discarica di Monte Carnevale”

Usa, il secondo maggiore produttore di latte dichiara fallimento

La costante diminuzione di richiesta, la perdita di sponsor, la dimostrazione scientifica che il latte NON contribuisce a rendere le ossa in salute, ma, all’opposto, il consumo di latte e derivati è strettamente connesso all’obesità, diabete, problemi al cuore e talune forme di cancro, nonché gli attacchi all’industria casearia per l’inquinamento delle acque causato e la devastazione dei terreni decretano la caduta del secondo colosso: Borden Dairy Co.

L’industria casearia negli USA sta perdendo 1 miliardo di dollari all’anno (dati di “Dairy Farmers of America” sugli incassi dell’industria casearia: $14.7 miliardi nel 2017, $13.6 miliardi nel 2018) contro un aumento del 61% di domanda di latte vegetale negli ultimi 5 anni negli USA.

Il costante aumento di domanda del latte vegetale, è dato dalla maggiore sostenibilità, il vegan milk è amico dell’ambiente ed è più salutare.

Il 65% della popolazione mondiale è intollerante al lattosio.

La domanda di latte vegetale arriverà a rendere 29,6 miliardi di dollari entro i prossimi 3 anni.

Un allevamento intensivo di 2.50000 mucche da latte produce la stessa quantità di rifiuti di una città di 411.000 persone (United States Environmental Protection Agency).

Freccia45

16 gennaio 2020

(Fonti: CNN https://edition.cnn.com/2020/01/06/business/borden-dairy-bankruptcy/index.html, New York Times https://www.nytimes.com/2020/01/06/business/borden-milk-bankruptcy.html, Forbes https://www.forbes.com/sites/louisbiscotti/2020/01/08/borden-heads-into-bankruptcy-charts-new-course/)

 

Milano: al parco Bassini colazione incrociata con la Commissione

Si è svolta al parco Bassini un’edizione speciale delle ormai famose “Colazioni col sindaco”. Cittadini, studenti, professori afferenti al Comitato hanno voluto fare tutti insieme colazione al Bassini per dimostrare ancora una volta il proprio attaccamento al parco. Read More “Milano: al parco Bassini colazione incrociata con la Commissione”

Al di là delle barriere della disabilità, oltre i confini del carcere

Superando.it

Nato da una collaborazione tra la Fondazione Istituto Sacra Famiglia e l’Associazione In Opera della Casa di Reclusione di Milano-Opera, il bel progetto denominato “Legàmi in Opera”, nel corso del quale le fragilità di ciascuno sono diventate occasioni di esperienza e vita comune, ha visto sette uomini con difficoltà cognitive medio-lievi realizzare alcuni strumenti musicali insieme a quindici detenuti, italiani e stranieri. L’iniziativa si ripeterà nella primavera prossima
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Un progetto per “allenare al lavoro” i giovani con autismo
Grazie a una donazione di Banca Malatestiana, l’Associazione Rimini Autismo potrà attuare il progetto “WorkAut”, iniziativa finalizzata all’inclusione lavorativa, che prevede l’inserimento di giovani con disturbo dello spettro autistico in un percorso formativo e di orientamento, con l’obiettivo finale di migliorare la qualità di vita dei giovani stessi, delle loro famiglie e contemporaneamente di portare benessere anche a chi li accoglierà e includerà nella propria azienda
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Un’idea illuminante nel certificare il bisogno di farmaci in orario scolastico
Arriva dall’Emilia Romagna una buona prassi attuata dai medici che certificano il bisogno di somministrazione di farmaci in orario scolastico, per interrompere le crisi epilettiche prolungate. Essi riporteranno nelle certificazioni la propria disponibilità e il proprio recapito a cui le Direzioni Didattiche potranno rivolgersi per acquisire la più corretta formazione per il proprio personale. All’iniziativa ha collaborato l’Associazione AICE, il cui presidente Pesce auspica «possa diffondersi su tutto il territorio nazionale e per tutte le patologie che richiedono un simile intervento»
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Il Museo Egizio di Torino e la disabilità visiva: c’è molto da migliorare
«Gli esperti di accessibilità museale alle persone con disabilità visiva ci sono – scrive Stefania Leone -, le idee anche e fortunatamente ci sono ormai strumenti tecnologici all’avanguardia. Anche per questo è stata particolarmente deludente una mia recente visita guidata al celebre Museo Egizio di Torino, che definire “visita con percorso speciale per non vedenti” appare decisamente un’esagerazione»
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All’Italia il Torneo Internazionale di Para-Ice Hockey di Torino
Al termine di una partita ricca di colpi scena, l’Italia ha battuto la Norvegia ai tiri di rigore, aggiudicandosi il 9° Torneo Internazionale di Para-Ice Hockey di Torino (già ice sledge hockey), ovvero di hockey su ghiaccio praticato da atleti con disabilità, onorando al meglio la memoria di Andrea “Ciaz” Chiarotti, indimenticato e indimenticabile capitano della Nazionale Italiana, cui la manifestazione era dedicata
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I Centri Territoriali di Supporto tornano nel cuore del processo di inclusione
Si può realmente dire che sia iniziato il processo di rinascita dei Centri Territoriali di Supporto (CTS), strutture fondamentali per il processo di inclusione delle persone con disabilità. Lo hanno inteso bene i tanti partecipanti al seminario nazionale di Roma intitolato “Ausili: progettare, intervenire, innovare”, con il quale, dopo diversi anni, il Ministero dell’Istruzione ha riunito i CTS di tutte le Province italiane, per discutere apertamente di vari temi particolarmente importanti, sia a breve che lunga scadenza
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Perché affossare quell’Ufficio, definito come un’esperienza modello?
È stato l’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) a definire come «un’esperienza da replicare nei Comuni Italiani» l’Ufficio Benessere Ambientale (UBA) di Ferrara, struttura trasversale a tutti i settori della Pubblica Amministrazione, che ha sempre promosso la cultura della “progettazione universale”, finalizzata a garantire la piena inclusione e la tutela dei diritti delle persone con disabilità. E tuttavia, come denunciano le componenti dell’Emilia Romagna delle Federazioni FAND e FISH, il Comune della città estense, nonostante varie promesse, sta di fatto affossando quell’Ufficio
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Miliziano conferma che i ‘caschi bianchi’ preparavano attacchi chimici per incolpare il governo siriano

Le truppe siriane hanno liberato la strategica città di Maarat al-Numan nella provincia di Idlib, ieri, allo stesso tempo l’esercito russo aveva annunciato di avere informazioni che indicavano che i resti del famigerato “gruppo di salvataggio” dei caschi bianchi stavano complottando provocazioni in Siria per ribaltare una situazione ormai senza speranza per i gruppi jihadisti

L’esercito siriano ha catturato un miliziano che ha fornito loro prove a conferma che i caschi bianchi stavano preparando possibili attacchi chimici sotto falsa bandiera nel nord della Siria. Un video dell’interrogatorio del miliziano è stato fornito ai media dal Centro del Ministero della Difesa russo per la riconciliazione siriana.

Il miliziano, di nome Abu Hamza, ha rivelato nel video di essere responsabile della custodia dei magazzini nella città di Kafer Hamra, nella campagna settentrionale di Aleppo. Lì, ha detto, ha visto di recente l’arrivo di “persone della protezione civile”, cioè dei “caschi bianchi”.

Video Ria.ru

“Non so cosa sia stato conservato lì. Qualche tempo fa alcune persone sono arrivate in un minibus e hanno caricato scatole con razzi e munizioni. Hanno anche preso le attrezzature per le riprese “, ha aggiunto Hamza.

L’uomo ha spiegato che dopo l’inizio dei combattimenti, è stato portato al fronte nell’area di Rashidin-4 nel sud-ovest di Aleppo, dove ha combattuto con il gruppo armato “Jaysh al-Osman”. Non avendo familiarità con l’area, l’uomo ha affermato essersi perso durante il suo ritiro, e quindi successivamente è stato catturato.

La testimonianza arriva sulla scia dei rapporti diffusi secondo cui oltre 40 attivisti dei caschi bianchi erano arrivati ??nel villaggio di Einata, nella provincia di Idlib, con il timore che potessero prepararsi a mettere in scena un attacco chimico sotto bandiera falsa.

Lunedì scorso, il Ministero della Difesa russo ha riferito, citando l’intelligence , che miliziani e resti dei caschi bianchi stavano progettando di mettere in scena una provocazione che implicava l’uso di cloro gassoso contro la popolazione civile per provocare una risposta occidentale. Secondo il portavoce del MoD, il generale Yuri Borenkov, due laboratori chimici nelle città di Akrabat e Selhab nella provincia di Idlib venivano utilizzati per sintetizzare i prodotti chimici, con specialisti che lavorano in questi laboratori che ricevonoaddestarmento in Europa.

Ieri, l’esercito siriano ha ripreso il controllo sulla città strategicamente importante di Maarat al-Numan nella provincia di Idlib. La città, situata all’incrocio dell’autostrada Hama Aleppo, e che collega le due più grandi città della Siria, Damasco e Aleppo, era una roccaforte dei terroristi dal 2012. L’esercito siriano ha iniziato un’operazione per liberare Idlib sud-orientale a dicembre, liberando dozzine di villaggi prima di un cessate il fuoco sono entrati in vigore all’inizio di questo mese. Tuttavia, i miliziani hanno ripetutamente rotto il cessate il fuoco e attaccato truppe governative e i civili, spingendo Damasco a ricominciare la sua offensiva.

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